Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 09425/2026 del 11/03/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

La parte civile Vera Michienzi impugna la sentenza di assoluzione degli imputati contestando: (i) errata applicazione della legge penale (art. 388 c.p., richiamando anche art. 533 e 192 c.p.p.) e motivazione manifestamente illogica; (ii) valutazione erronea e parziale delle prove, in particolare della attendibilità dei testi e del confronto tra dichiarazioni rese in dibattimento e in fase di indagini; (iii) omissione di una valutazione unitaria degli indici di trasferimento/svuotamento della "Calzaturificio Laudando s.r.l." alla ditta individuale "House of the shoe" (identità di sede, macchinari, dipendenti, continuità di gestione); (iv) non considerazione della cessione delle quote ad un soggetto "inesistente" (Gianluigi Restern) come indicatore decisivo di simulazione; (v) mancata valutazione dell'irrilevanza della mancata prova del pagamento della cessione e dell'inidoneità delle sedi dichiarate.

La decisione

La Corte di legittimità ha dichiarato il ricorso della parte civile inammissibile. Nel merito ha condiviso i principi giurisprudenziali richiamati dall'appello di merito: per la sussistenza del reato di cui all'art. 388 c.p. è necessario non solo che atti dispositivi rendano inefficaci gli obblighi derivanti da un provvedimento giudiziario, ma che tali atti abbiano natura simulata o fraudolenta con un "quid pluris" (artificio/inganno) idoneo a ledere le pretese del creditore. Sulla base della valutazione dei giudici di merito (analisi di dichiarazioni dei lavoratori, accertamenti di Polizia giudiziaria sulle sedi, documentazione di compravendita dei macchinari e situazione economico-finanziaria della società), la corte ha ritenuto che non emergesse, oltre il sospetto, una prova univoca e tale da escludere ragionevoli dubbi circa la tesi difensiva. Pertanto la ricostruzione accusatoria non è risultata provata "al di là di ogni ragionevole dubbio" e la riflessione probatoria compiuta dai giudici del merito non è sindacabile in questa sede salvo illogicità o apoditticità, non riscontrate. Di conseguenza il ricorso è inammissibile e l'assoluzione rimane.

Norme richiamate

  • art. 388 cod. pen.

    La norma punisce chi compie atti simulati o fraudolenti sui beni per sottrarsi all'adempimento di una sentenza. La giurisprudenza richiede, per la configurabilità del reato, la presenza di un "quid pluris" (natura simulata o fraudolenta) e non la sola capacità dell'atto di rendere inefficaci gli obblighi del giudizio.

  • art. 576 cod. proc. pen.

    Norma che disciplina il ricorso per cassazione proposto dalla parte civile avverso sentenze penali; impone limiti formali e sostanziali alla censura che la parte civile può proporre in sede di legittimità.

  • art. 615 cod. proc. pen.

    Richiamato in relazione al differimento della deliberazione: norma procedurale che disciplina il differimento dell'udienza per la decisione.

  • art. 2112 cod. civ.

    Norma che definisce la nozione di trasferimento di azienda (tutela dei lavoratori) e fornisce i parametri (trasferimento di elementi materiali/immateriali, riassunzione del personale, trasferimento della clientela, analogia dell'attività) per valutare la conservazione dell'identità dell'attività economica.

  • art. 500, comma 4, cod. proc. pen.

    Prevede le ipotesi in cui le dichiarazioni rese nelle indagini preliminari possono assumere rilievo in dibattimento: la Corte ricorda che, salvo comprovata condotta illecita (es. falsa testimonianza), le dichiarazioni investigative non confermate in dibattimento assumono valore solo ai fini della credibilità, non come prova di riscontro.

  • Giurisprudenza delle Sezioni Unite (es. Sez. U., n. 12213/2017 - Zucchi)

    Principio consolidato richiamato: per qualificare un atto come simulato/fraudolento ai sensi dell'art. 388 c.p. è necessario un elemento di artificio/inganno che costituisca un "quid pluris" rispetto alla mera finalità di ridurre le garanzie del creditore; la sola volontà di ridurre garanzie non è sufficiente per il reato penale.

Massime di principio

  • Per la configurabilità del reato di cui all'art. 388 c.p. non basta dimostrare che un soggetto abbia ridotto le garanzie del creditore: è necessario provare la natura simulata o fraudolenta degli atti (elemento di inganno/artificio) oltre alla finalità di sottrarsi all'adempimento.
  • In sede di legittimità il riesame della credibilità delle prove è fortemente limitato: la valutazione delle dichiarazioni testimoniali e del loro confronto con le emergenze istruttorie compete ai giudici del merito e può essere sindacata dalla Corte di cassazione solo se affetta da apoditticità o illogicità manifeste.
  • Gli indici abituali per valutare la continuità/trasferimento d'azienda (sede, macchinari con identificazione univoca, riassunzione della maggior parte del personale, continuità della clientela e della gestione) devono essere esaminati unitariamente; singoli elementi sospetti non sono automaticamente decisivi.
  • La documentazione che non consente l'identificazione univoca dei beni (es. assenza di numeri di matricola) riduce il valore probatorio del collegamento tra i patrimoni aziendali; ricognizioni personali senza descrizione preventiva risultano deboli se smentite da riscontri oggettivi.
  • La presenza di operazioni sospette (es. cessione a persona poi risultata inesistente) è un elemento indiziario importante ma non necessariamente decisivo se esistono riscontri che la società ha continuato ad operare e vi sono spiegazioni alternative plausibili (es. dismissione per crisi economica).
  • La parte civile che impugna in cassazione una sentenza penale non può ottenere il riesame libero del materiale probatorio: la Corte di cassazione valuta principalmente i profili di diritto e la logicità della motivazione, non sostituisce il proprio apprezzamento del merito ai giudici di merito.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.