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Cassazione Civile, Ordinanza n. 12993/2023 del 12/05/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (cliente)

La controversia

Una società, quale intestataria di due conti correnti, insieme a due fideiussori aveva convenuto la banca chiedendo di accertare l’illegittimità di addebiti bancari per interessi ultralegali non pattuiti, interessi usurari e anatocistici, commissione di massimo scoperto e altri oneri, nonché la ripetizione dell’indebito. In primo grado le domande dei fideiussori erano state dichiarate inammissibili per difetto di legittimazione attiva e quelle della società respinte per difetto di prova, perché non erano stati prodotti i contratti di conto corrente e tutti gli estratti conto. In appello la società aveva insistito sulla richiesta di rimessione in termini per poter depositare la documentazione ricevuta dalla banca a seguito di richiesta ex art. 119 T.U.B. e, in subordine, sull’ordine di esibizione ex art. 210 c.p.c.; inoltre aveva dedotto l’illegittimità della capitalizzazione trimestrale degli interessi sul conto aperto nel 1995. Il ricorso per cassazione conteneva due motivi: il primo censurava la declaratoria di tardività/negligenza della richiesta documentale e il diniego di rimessione in termini; il secondo contestava la mancata rideterminazione del saldo per anatocismo sul conto aperto prima della delibera CICR 9 febbraio 2000, sostenendo che la violazione dell’art. 1283 c.c. rendeva irrilevante la mancata produzione del contratto.

La decisione

La Corte ha rigettato il primo motivo: ha ritenuto che la facoltà del correntista di chiedere la documentazione ex art. 119, comma 4, T.U.B. può essere esercitata anche in corso di causa, ma la scelta del momento deve coordinarsi con il termine di novanta giorni previsto dalla norma bancaria e, soprattutto, con le preclusioni istruttorie dell’art. 183, comma 6, c.p.c.; se la richiesta è fatta in modo da far scadere tali preclusioni, la parte può ottenere tutela solo se ricorrono, caso per caso, i presupposti della rimessione in termini ex art. 153, comma 2, c.p.c. Nella vicenda concreta, la valutazione di colpevole negligenza compiuta dal giudice di merito è stata ritenuta non sindacabile come violazione di legge. La Corte ha invece accolto il secondo motivo: ha affermato che, per il conto corrente aperto nel 1995, la domanda di eliminazione dell’anatocismo e di rideterminazione del saldo non poteva essere respinta solo perché non era stato prodotto il contratto e non erano disponibili tutti gli estratti conto, poiché la mancata integrale documentazione non impedisce di ricostruire il rapporto dal primo saldo documentalmente disponibile e con l’ausilio di altri elementi probatori e della consulenza tecnica. La sentenza d’appello è stata quindi cassata con rinvio alla Corte d’appello di Cagliari in diversa composizione, anche per le spese.

Norme richiamate

  • art. 119, comma 4, d.lgs. n. 385 del 1993

    termine di novanta giorni

    Attribuisce al cliente il diritto di ottenere copia della documentazione bancaria relativa alle singole operazioni degli ultimi dieci anni; la richiesta può essere formulata anche in corso di causa, ma il suo esercizio deve coordinarsi con i termini processuali e non incide sul riparto dell’onere della prova.

  • art. 210 c.p.c.

    L’ordine di esibizione è utilizzabile solo se la documentazione sia stata previamente richiesta alla banca e questa non abbia ottemperato senza giustificazione; non opera quando la banca abbia adempiuto tempestivamente alla richiesta ex art. 119 T.U.B.

  • art. 153, comma 2, c.p.c.

    La rimessione in termini è possibile solo se vi è un fatto ostativo estraneo alla volontà della parte e una reazione immediata; nel caso concreto la Corte ha ritenuto decisiva la negligenza della parte nel ritardare la richiesta documentale.

  • art. 183, comma 6, c.p.c.

    Le preclusioni istruttorie impongono che la produzione documentale avvenga entro i termini processuali; la scelta di avvalersi tardi della facoltà ex art. 119 T.U.B. non può spostare unilateralmente la maturazione delle preclusioni.

  • art. 1175 c.c.

    Richiamato dalla ricorrente, ma ritenuto irrilevante ai fini del primo motivo una volta esclusa la rimessione in termini.

  • art. 1375 c.c.

    Richiamato dalla ricorrente, ma ritenuto irrilevante ai fini del primo motivo una volta esclusa la rimessione in termini.

  • art. 1283 c.c.

    Per i conti correnti anteriori alla delibera CICR 9 febbraio 2000, la capitalizzazione trimestrale degli interessi debitori non può essere giustificata da una pattuizione in deroga; la domanda di eliminazione dell’anatocismo può essere esaminata anche senza la produzione integrale del contratto.

  • art. 2697 c.c.

    Il correntista che agisca per la ripetizione di indebito e la rideterminazione del saldo deve provare i pagamenti e la mancanza di valida causa debendi, ma l’onere non implica necessariamente la produzione della serie integrale dei contratti e degli estratti se vi siano altri elementi idonei alla ricostruzione del rapporto.

  • art. 118 disp. att. c.p.c.

    Usato per richiamare per relationem le motivazioni di precedenti decisioni di legittimità.

  • art. 395, comma 1, n. 4, c.p.c.

    La proposizione della revocazione non sospende automaticamente il ricorso per cassazione; i giudizi procedono autonomamente salvo specifico provvedimento di sospensione.

  • art. 398, ultimo comma, c.p.c.

    La revocazione non determina sospensione automatica del termine o del procedimento di cassazione in mancanza di apposito provvedimento del giudice della revocazione.

  • art. 360, comma 1, nn. 3 e 4, c.p.c.

    Il vizio di violazione di legge deve essere dedotto con specifiche argomentazioni di contrasto con la norma, non mediante richiesta di rivalutazione del merito o delle prove.

  • art. 163 c.p.c.

    Richiamato solo per precisare che l’azione del cliente in giudizio resta soggetta ai requisiti dell’atto di citazione.

  • legge n. 108 del 1996

    Richiamata come parametro per la verifica dell’usura nei rapporti bancari.

  • delibera CICR 9 febbraio 2000

    È il discrimine temporale rilevante per la legittimità della capitalizzazione degli interessi nei conti correnti bancari.

Massime di principio

  • Il diritto del correntista di ottenere dalla banca copia della documentazione ex art. 119, comma 4, T.U.B. può essere esercitato anche dopo l’instaurazione del giudizio, ma il suo utilizzo deve essere coordinato con le preclusioni istruttorie del processo civile; se la richiesta è tardivamente collocata nel processo, la parte non può automaticamente ottenere la rimessione in termini.
  • L’ordine di esibizione ex art. 210 c.p.c. presuppone la previa richiesta alla banca e il mancato adempimento ingiustificato; se la banca consegna la documentazione nei termini dell’art. 119 T.U.B., viene meno il presupposto dell’inadempimento necessario per l’ordine giudiziale.
  • La rimessione in termini richiede un impedimento oggettivo non governabile dalla parte e una reazione immediata al fatto ostativo; una condotta processuale negligente nel procurarsi tempestivamente la documentazione bancaria può escluderne l’applicazione.
  • Nelle azioni di ripetizione e di rideterminazione del saldo del conto corrente, il cliente ha l’onere di provare i pagamenti indebiti e l’assenza di valida causa debendi, ma la mancata produzione di parte degli estratti conto non impedisce, di per sé, la ricostruzione del rapporto: il giudice può partire dal primo saldo documentalmente disponibile e utilizzare altri documenti e la consulenza tecnica.
  • Per i conti correnti anteriori alla delibera CICR 9 febbraio 2000, l’anatocismo non può essere giustificato dalla sola mancata produzione del contratto, poiché la questione va risolta applicando direttamente l’art. 1283 c.c. e verificando se esista una valida deroga pattizia, ove astrattamente ammissibile.
  • Nel giudizio di legittimità non è consentito trasformare il ricorso per cassazione in un terzo grado di merito: la censura per violazione di legge deve indicare in modo puntuale il contrasto tra la decisione e la norma, non limitarsi a sollecitare una diversa lettura delle prove.

Come è indicizzato

MaterieConto correnteAnatocismoImpugnazioni
RamiBancario e finanziarioProcesso civile
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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