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Sentenza

Sentenza n. 1761/2026 - Catanzaro, Sezione 1

Giustizia amministrativa202300439

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Calabria, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego dell’istanza di assegnazione temporanea ex art. 42-bis d.lgs. 151/2001 presso una diversa casa circondariale

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (ministero)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente, vincitore di un concorso interno per la qualifica iniziale del ruolo degli ispettori e assegnato a una casa circondariale, aveva chiesto il 14 dicembre 2022 l’assegnazione temporanea presso la sede del Comune in cui era domiciliato, dove lavorava la coniuge e dove era nata il 20 luglio 2022 la figlia minore. Il 10 marzo 2023 gli era stato notificato il diniego, fondato sulle maggiori esigenze di servizio presso la sede di provenienza, ricadente nell’ambito regionale previsto dalla norma, con generico richiamo ai pareri delle amministrazioni interessate. Con il primo motivo ha dedotto violazione e falsa applicazione dell’art. 42-bis d.lgs. 151/2001, difetto di motivazione e di istruttoria: l’Amministrazione non avrebbe considerato la finalità di sostegno alla genitorialità, le mansioni concretamente svolte e la sua eventuale insostituibilità, né la maggiore carenza percentuale di organico nella sede richiesta. Con il secondo motivo ha denunciato eccesso di potere e violazione delle note amministrative dell’8 novembre 2022, che prevedevano la sollecita riassegnazione dei vincitori di concorso beneficiari delle misure di cui all’art. 42-bis entro i limiti dei posti disponibili; secondo il ricorrente, tale attività era stata omessa benché nella sede richiesta vi fosse disponibilità. Nel corso del giudizio, il ricorrente ha dichiarato di non avere più interesse alla decisione, dopo che il 19 maggio 2026, a seguito di una nuova e autonoma istanza del 30 aprile 2026, gli era stata concessa l’assegnazione temporanea fino al 20 maggio 2028.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse, senza esaminare nel merito i due motivi di legittimità. Ha ritenuto che, una volta dichiarata espressamente dal ricorrente la sopravvenuta mancanza di interesse prima della decisione, il giudice non possa sostituirsi alla parte nella valutazione dell’interesse ad agire né decidere d’ufficio il merito, ma debba prendere atto della dichiarazione e dichiarare l’improcedibilità. Non ha dichiarato cessata la materia del contendere: l’assegnazione ottenuta nel 2026 è derivata da un distinto procedimento, avviato con autonoma istanza, e non costituisce soddisfazione nel procedimento oggetto di causa. Spese della fase di merito compensate.

Norme richiamate

  • art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.

    Il ricorso è improcedibile.

    La sopravvenuta carenza di interesse alla decisione comporta l’improcedibilità del ricorso.

Massime di principio

  • Quando il ricorrente dichiara espressamente, prima che la causa sia trattenuta in decisione, di non avere più interesse alla pronuncia e non vi sono repliche o richieste contrarie, il giudice amministrativo deve prendere atto della dichiarazione e dichiarare l’improcedibilità, senza decidere il merito né sostituirsi alla parte nella valutazione dell’interesse ad agire.
  • La sopravvenuta attribuzione del bene della vita mediante un distinto procedimento amministrativo non determina, di per sé, la cessazione della materia del contendere nel giudizio contro il precedente diniego; se il ricorrente dichiara di non avere più interesse alla decisione, il ricorso è dichiarato improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse.

Come è indicizzato

MaterieEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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