Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 17204/2026 del 13/05/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che ha rigettato l'opposizione alla conversione della pena pecuniaria di euro 16.000 inflitta a Rosario Lo Re in 65 giorni di semilibertà sostitutiva. Il provvedimento di conversione era stato disposto dopo che, a fronte di ordine di ingiunzione con avviso di pagamento, il condannato non aveva versato la somma entro il termine di legge. Il Magistrato di sorveglianza ha ritenuto che non sussistesse una assoluta impossibilità di pagamento (insolvibilità) poiché il ricorrente, pur formalmente privo di redditi, era intestatario di tre autovetture e aveva precedenti per reati in materia di stupefacenti, circostanza da cui si è tratto un fondato sospetto di disponibilità di proventi illeciti. Il ricorrente ha denunciato violazione di legge e vizio di motivazione, sostenendo la sua condizione di nullatenente e la mancanza di prove di disponibilità sufficienti a sostenere i costi dei veicoli; ha inoltre osservato di essere detenuto da tempo e ha invocato, in caso di assoluta impossibilità, la conversione nella detenzione domiciliare piuttosto che nella semilibertà o nel lavoro di pubblica utilità.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha confermato la distinzione normativa introdotta dalla riforma (cd. Riforma Cartabia) tra insolvenza e insolvibilità: il mancato pagamento colpevole (insolvenza) comporta la conversione nella semilibertà sostitutiva (art. 102 L. 689/1981), mentre l'impossibilità economica oggettiva (insolvibilità) legittima la conversione nel lavoro di pubblica utilità ovvero, in caso di opposizione del condannato, nella detenzione domiciliare (art. 103 L. 689/1981). Nel caso concreto il Magistrato di sorveglianza ha ritenuto plausibile, in mancanza di documentazione probante dell'impossibilità, l'esistenza di disponibilità economiche sulla base della titolarità di più veicoli e dei precedenti per reati lucrogenetici; il ricorrente non ha fornito prova specifica dell'assenza di redditi né ha chiesto rateizzazione. Pertanto la conversione in semilibertà è stata ritenuta corretta. Il ricorrente è stato inoltre condannato alle spese processuali e al pagamento di un ulteriore importo a favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 102, legge 24 novembre 1981, n. 689

    Il mancato pagamento della multa o dell'ammenda entro il termine di cui all'articolo 660 del codice di procedura penale indicato nell'ordine di esecuzione ne comporta la conversione nella semilibertà sostitutiva. Il ragguaglio si esegue a norma dell'articolo 135 del codice penale. In ogni caso la semilibertà sostitutiva non può avere durata superiore a quattro anni, se la pena convertita è quella della multa, e durata superiore a due anni, se la pena convertita è quella dell'ammenda

    Disciplina la conversione in semilibertà per il mancato pagamento colpevole (insolvenza); applicabile anche se la sentenza di condanna è precedente alla riforma (effetto sostanziale).

  • art. 103, legge 24 novembre 1981, n. 689

    Quando le condizioni economiche e patrimoniali del condannato al momento dell'esecuzione rendono impossibile il pagamento della multa o dell'ammenda entro il termine di cui all'articolo 660 del codice di procedura penale indicato nell'ordine di esecuzione, la pena pecuniaria è convertita nel lavoro di pubblica utilità sostitutivo ovvero, se il condannato si oppone, nella detenzione domiciliare sostitutiva. Il ragguaglio si esegue in ogni caso a norma dell'articolo 135 del codice penale e un giorno di lavoro di pubblica utilità sostitutivo consiste nella prestazione di due ore di lavoro. In ogni caso il lavoro di pubblica utilità sostitutivo e la detenzione domiciliare sostitutiva non possono avere durata superiore a due anni, se la pena convertita è la multa, e durata superiore a un anno, se la pena convertita è l'ammenda

    Stabilisce la conversione in lavoro di pubblica utilità o, se il condannato vi si oppone, in detenzione domiciliare quando sussiste una reale impossibilità economica (insolvibilità).

  • art. 660, terzo comma, codice di procedura penale

    L'ordine di esecuzione contiene altresì l'intimazione al condannato a pena pecuniaria di provvedere al pagamento entro il termine di novanta giorni dalla notifica e l'avviso che, in mancanza, la pena pecuniaria sarà convertita nella semilibertà sostitutiva o, in caso di accertata insolvibilità, nel lavoro di pubblica utilità sostitutivo o nella detenzione domiciliare sostitutiva, ai sensi degli articoli 102 e 103 della legge 24 novembre 1981, n. 689

    Specifica l'intimazione al pagamento e l'avviso delle conseguenze della mancata esecuzione entro 90 giorni; quadro procedurale per l'attivazione delle conversioni.

  • art. 135, codice penale

    Norma di ragguaglio usata per la determinazione della durata delle pene sostitutive in relazione alla pena pecuniaria convertita (citata come parametro di calcolo).

  • art. 2, comma 4, codice penale

    Principio secondo cui le norme sostanziali che incidono sulle pene devono trovare applicazione anche in caso di successione di leggi nel tempo; utilizzato per affermare che le nuove disposizioni sulle pene sostitutive si applicano anche a sentenze divenute definitive anteriormente alla riforma.

Massime di principio

  • Distinguere sempre "insolvenza" (mancato pagamento colpevole) da "insolvibilità" (impossibilità economica oggettiva): la prima conduce di regola alla semilibertà, la seconda al lavoro di pubblica utilità o, se opposto, alla detenzione domiciliare.
  • L'appartenenza di beni mobili registrati (es. autovetture) può costituire indizio di disponibilità economiche e giustificare l'esclusione della assoluta impossibilità di pagamento se non adeguatamente documentata dal condannato.
  • Il giudice può inferire, in presenza di precedenti per reati "lucrogenetici", la provenienza illecita di risorse, anche in assenza di provvedimenti di sequestro; tuttavia il ricorrente può cercare di confutare tale inferenza con documentazione probatoria specifica sulla provenienza dei beni e sull'assenza di redditi.
  • Il condannato ha interesse a dimostrare concretamente l'impossibilità economica (documenti su redditi, spese, mancata disponibilità di risorse) e, se possibile, a chiedere la rateizzazione o a proporre la conversione alternativa (lavoro di pubblica utilità o detenzione domiciliare) prima che intervenga la conversione automatica.
  • Le modifiche normative di natura sostanziale (es. riforma Cartabia) si applicano anche alle pene sostitutive risultanti da sentenze definitive, per cui occorre valutare la disciplina vigente al momento dell'esecuzione.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.