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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 24541/2020 del 04/11/2020

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione della sentenza della Commissione tributaria regionale che aveva confermato in parte la decisione di primo grado relativa a un avviso di accertamento ICI per l'anno 2011 su un terreno edificabile in località Belvedere. Il ricorrente denunciava: 1) nullità dell'avviso di accertamento per carenza di motivazione; 2) errata determinazione della base imponibile in quanto il valore venale non avrebbe tenuto conto del vincolo idrogeologico gravante sul terreno (parametri di valutazione ex art. 5, comma 5, d.lgs. 504/1992); 3) vizio di motivazione della sentenza di merito e omesso esame di eccezioni decisive.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto infondato il terzo motivo (l'avviso di accertamento è stato considerato sufficientemente motivato con il richiamo alla delibera comunale) e ha assorbito il primo motivo. Ha invece accolto il secondo motivo: ha rilevato che la Commissione tributaria regionale, pur avendo riconosciuto l'esistenza del vincolo idrogeologico, non ha valutato l'incidenza di tale vincolo sui parametri di determinazione del valore venale previsti dall'art. 5, comma 5, d.lgs. 504/1992. Perciò la sentenza impugnata è stata cassata limitatamente a questo profilo e la causa è stata rinviata alla Commissione tributaria regionale della Campania in diversa composizione anche per le spese.

Norme richiamate

  • d.lgs. 30 dicembre 1992, n. 504, art. 5, comma 5

    Per le aree fabbricabili, il valore é costituito da quello venale in comune commercio al 10 gennaio dell'anno di imposizione, avendo riguardo alla zona territoriale di ubicazione, all'indice di edificabilità, alla destinazione d'uso consentita, agli oneri per eventuali lavori di adattamento del terreno necessari per la costruzione, ai prezzi medi rilevati sul mercato dalla vendita di aree aventi analoghe caratteristiche

    La Corte ha stabilito che, in base a questa disposizione, nella determinazione del valore venale delle aree fabbricabili devono essere considerati anche i vincoli idrogeologici che incidono sui parametri indicati; l'omessa considerazione del vincolo nella determinazione della base imponibile costituisce vizio che legittima la cassazione.

  • d.lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, disposizioni sul processo tributario, artt. 1 e 36

    Richiamate dal ricorrente in relazione alla motivazione e al corretto svolgimento del processo tributario; la Corte ha valutato le doglianze procedurali, ma ha ritenuto non fondata l'eccezione di nullità dell'avviso basata su carenza motivazionale.

  • legge 27 luglio 2000, n. 212, art. 7

    Richiamata dal ricorrente per dedurre carenza di motivazione dell'atto impositivo; la Corte ha ritenuto che il richiamo, nell'avviso, alla delibera comunale di determinazione dei valori medi sia comunque idoneo a fornire la motivazione necessaria.

  • legge 7 agosto 1990, n. 241, art. 3

    Richiamata in ordine al principio di motivazione degli atti amministrativi; la Corte ha ritenuto soddisfatta la motivazione dell'avviso tramite il richiamo alla delibera comunale.

  • d.lgs. 446/1997 artt. 52 e 59 e d.lgs. 267/2000 art. 48 (richiamati dalla giurisprudenza)

    La Suprema Corte ha ricordato la giurisprudenza che considera le deliberazioni comunali di determinazione dei valori delle aree edificabili come fonte di presunzioni valutative utili all'amministrazione e al giudice; tuttavia tali deliberazioni non esonerano dall'applicare i parametri normativi e considerare vincoli specifici.

  • codice di procedura civile, art. 360, primo comma, nn. 3, 4 e 5

    Norma invocata dal ricorrente come ragione di ricorso per violazione di norme di diritto, vizio di motivazione e omesso esame di questioni decisive; la Corte ha esaminato i motivi ex art. 360 e ha accolto quello relativo all'errata applicazione dell'art. 5 d.lgs. 504/1992.

  • codice di procedura civile, art. 384 e art. 385

    Articoli richiamati dalla Corte per il principio di diritto enunciato e per il rinvio della causa alla Commissione tributaria regionale in diversa composizione, anche per le spese del giudizio di legittimità.

  • disp. att. cod. proc. civ., art. 118

    Richiamata in relazione ai profili procedurali e all'onere motivazionale; non ha consentito al ricorrente di ottenere l'accoglimento integrale delle censure sulla motivazione dell'avviso.

Massime di principio

  • Il riferimento dell'avviso di accertamento a una delibera comunale che determini i valori medi delle aree edificabili è, di per sé, idoneo a costituire motivazione sufficiente e a mettere il contribuente nella condizione di difendersi.
  • Nella determinazione del valore venale in comune commercio delle aree fabbricabili ai fini ICI/IMU devono essere considerate tutte le variabili indicate dall'art. 5, comma 5, d.lgs. 504/1992: zona, indice di edificabilità, destinazione d'uso, oneri per adattamento e prezzi di mercato; ciò include l'incidenza di vincoli quali i vincoli idrogeologici.
  • Se il giudice di merito riconosce l'esistenza di un vincolo che incide sulle caratteristiche del terreno, è obbligato a ponderare e quantificare l'effetto di tale vincolo sul valore venale e sulla base imponibile; l'omesso esame di tale incidenza è motivo di cassazione.
  • Le deliberazioni comunali sui valori catastali o dei terreni costituiscono presunzioni valutative rilevanti ma non dispensano dall'applicare i parametri normativi né dall'esaminare specifiche circostanze che possono alterare il valore effettivo.
  • In contenziosi simili, il contribuente che contesta la base imponibile per vincoli tecnici o urbanistici dovrebbe documentare e focalizzare i profili tecnici (es. relazione tecnica sul vincolo idrogeologico e sulla riduzione di edificabilità) perché il giudice li valuti espressamente; l'amministrazione, se omette tale valutazione, rischia di subire la cassazione e il rinvio.

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