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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 26837/2024 del 16/10/2024

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione in cassazione avverso la sentenza di appello che aveva parzialmente riformato la sentenza di primo grado escludendo la responsabilità restitutoria solo nei confronti di Verre Maria Francesca e confermando invece la condanna degli eredi (tra cui la ricorrente) al rimborso di euro 102.867,84 per ratei di mutuo pagati dall'attore. La ricorrente deduceva: (i) errata qualificazione della sua posizione (erede anziché legataria) ai sensi dell'art. 588 c.c.; (ii) nullità della notifica di riassunzione ex art. 160 c.p.c. se fosse stata legataria; (iii) omissione di valutazione di una lettera ritenuta decisiva (fatto decisivo non esaminato); (iv) motivazione insufficiente e meramente apparente in violazione degli artt. 132 c.p.c. e 111 Cost.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso principale e dichiarato assorbito il ricorso incidentale condizionato. Ha confermato la motivazione della Corte d'appello che aveva ritenuto, sull'interpretazione del testamento e applicando l'art. 588 c.c., che il testatore aveva disposto dell'universalità dei beni e che la ripartizione pro quota del ricavato dell'unico immobile doveva essere intesa come attribuzione di quote ereditarie (così conservando la qualità di eredi per la maggior parte dei destinatari), salva l'esclusione per la sola Verre Maria Francesca quale legataria. Sono state ritenute inammissibili o infondate le censure sulla notifica e sulla motivazione. Il ricorrente è stato condannato alle spese di lite in favore dei controricorrenti, liquidate in complessivi euro 8.200,00 (di cui euro 200,00 per esborsi), oltre accessori. È stato disposto altresì l'eventuale versamento di un ulteriore contribuito unificato ai sensi dell'art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n.115/2002.

Norme richiamate

  • art. 588 c.c.

    La Corte applica il principio che l'attribuzione nominativa di beni può costituire istituzione di erede (successione a titolo universale) se, dall'insieme delle disposizioni testamentarie, emerge la volontà del testatore di attribuire una quota dell'universalità del patrimonio; l'interpretazione richiede un esame rigoroso della volontà del testatore usando canoni ermeneutici privilegiati per il negozio mortis causa

  • art. 160 c.p.c.

    La doglianza relativa alla nullità della notifica è stata respinta: se il soggetto è qualificato come erede, la notifica impersonalmente e collettivamente nell'ultimo domicilio del defunto è valida; la correttezza della notifica dipende dalla qualificazione sostanziale della parte

  • art. 360 c.p.c.

    primo comma (nn. 4 e 5), quarto comma

    Il ricorso per cassazione per vizio di motivazione o per omesso esame di fatti decisivi è limitato: le valutazioni di fatto e le ricostruzioni ermeneutiche congruamente motivate sono incensurabili; inoltre, per determinate fattispecie soggette alla disciplina della cd. 'doppia conforme' e successive modifiche normative, l'art. 360(4) limita l'ammissibilità di talune doglianze

  • art. 132 c.p.c.

    La Corte ritiene che la motivazione della sentence d'appello fosse sufficiente a spiegare il ragionamento decisorio, perciò non sussiste motivazione apparente sotto la soglia minima richiesta

  • art. 111 Cost.

    Richiamata nella doglianza sulla motivazione: la Corte ha ritenuto rispettato il diritto di difesa e il principio di ragionevole motivazione delle decisioni giurisdizionali

  • art. 348-ter c.p.c.

    quinto comma (riferito ratione temporis)

    Rilevata la disciplina temporale che incide sulla possibilità di proporre alcune doglianze in sede di gravame (effetto sulla valutazione dell'ammissibilità di certi motivi di cassazione)

  • art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115/2002

    Previsione del possibile versamento di un ulteriore contributo unificato da parte della ricorrente, in presenza dei presupposti processuali indicati

Massime di principio

  • Per distinguere se una disposizione testamentaria costituisce un legato (titolo particolare) o un'attribuzione in quota (istituzione di erede) occorre un'applicazione rigorosa dell'art. 588 c.c.: analizzare l'insieme delle disposizioni e la volontà del testatore, privilegiando gli elementi intrinseci del testamento e, solo sussidiariamente, elementi estrinseci riferibili al testatore
  • La qualificazione sostanziale (erede vs legatario) incide su effetti processuali rilevanti, come la correttezza della notifica: se emerga l'essere erede, la notifica impersonalmente nell'ultimo domicilio del de cuius può essere valida; se legatario, la notifica personale può essere richiesta
  • Le contestazioni in Cassazione che insistono su valutazioni di fatto o su apprezzamenti probatori congruamente motivati dalla Corte territoriale sono, di norma, inammissibili: la Suprema Corte non rivede la valutazione di fatto adeguatamente motivata
  • La produzione o menzione di documenti tardivi o di lettere di terzi deve essere accompagnata da chiari elementi di decisività e ammissibilità per incidere sull'esito; in mancanza, la doglianza per omesso esame di fatto decisivo può essere dichiarata inammissibile
  • Chi impugna l'esito di una consulenza tecnica d'ufficio (CTU) deve indicare in modo preciso vizi procedurali o di merito (es. uso di copia anziché originale, impossibilità di esame dell'originale) e dimostrare l'incidenza decisiva di tale vizio; altrimenti la CTU può essere ritenuta sufficiente se il giudice di merito l'ha valutata congruamente
  • L'esecutore testamentario ha il compito di attuare la volontà del testatore e può essere chiamato in giudizio per l'esatto adempimento della sua funzione; tuttavia, la responsabilità dell'esecutore va valutata rispetto al contenuto effettivo del testamento e agli atti compiuti
  • In casi con pronunce conformi di primo e secondo grado (cd. 'doppia conforme') e per questioni soggette alle limitazioni normative, alcune doglianze in cassazione sono precluse: vale verificare tempestivamente i termini e le condizioni di ammissibilità del gravame

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