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Sentenza

Sentenza del 26/04/2022 n. 13002 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale l’amministrazione

La controversia

Contestazione di maggiori imponibili IRES e IRAP per il 2005 a seguito di due filoni principali: A) recupero di Euro 1.741.124,00 come fittizio disavanzo di fusione derivante dalla presunta sopravvalutazione delle partecipazioni in Dankofin s.r.l. e Valida immobiliare s.r.l. attribuendo ai relativi immobili valori superiori al bilancio; B) indeducibilità di costi per compensi e consulenze per complessivi Euro 900.000,00 (oltre altri rilievi fiscali verso STICEA quali costi per Euro 300.000 e Euro 104.000, interessi attivi non contabilizzati e riprese IVA). Le Commissioni tributarie di primo e secondo grado hanno deciso parzialmente in favore dei contribuenti annullando alcune riprese e confermandone altre. L'Agenzia ha impugnato in Cassazione per nullità e insufficiente motivazione della CTR, sul punto principale della sopravvalutazione e su omissioni di motivazione riguardo ad altri rilievi fiscali; Tredil ha proposto separato ricorso per cassazione avverso la decisione d'appello che confermava la ripresa dei 900.000 euro.

La decisione

La Corte di Cassazione ha riunito i due giudizi. Per il ricorso RG 22672/2013 (Agenzia) ha accolto il primo e il quinto motivo, rilevando gravi carenze di motivazione della CTR sulla pronuncia che aveva annullato la ripresa di Euro 1.741.124,00 e sulla mancata motivazione riguardo a talune riprese (interessi attivi, omessa fatturazione e indebita detrazione IVA); ha cassato la sentenza impugnata in relazione a tali profili e rinviato alla Commissione tributaria della Toscana in diversa composizione per il riesame, anche sulla regolamentazione delle spese. Ha dichiarato inammissibile per difetto di interesse il quarto motivo e ha assorbito gli altri motivi. Quanto al ricorso RG 23383/2013 proposto da Tredil, la Cassazione lo ha rigettato. In sostanza l'Agenzia ottiene parziale accoglimento in Cassazione con rinvio per nuovi accertamenti; la censura di Tredil sulla legittimità della ripresa di Euro 900.000,00 è stata respinta e dunque quella ripresa rimane valida salvo esiti diversi in sede di merito dopo il rinvio. La sentenza è depositata il 26 aprile 2022.

Norme richiamate

  • art. 360 c.p.c.

    Fondamento dei motivi di cassazione: nullita della motivazione (n.4) e omesso esame di fatti decisivi (n.5). La Corte ha ritenuto fondati mancati e apparenti motivi di decisione ai sensi dell art.360 n.4 e ha valutato i limiti di sindacato del n.5 alla luce della riforma del D.L. 83/2012

  • art. 36 c.p.c.

    Richiamata in tema di nullita della sentenza per motivazione apparente o omissione di esposizione delle ragioni della decisione

  • art. 112 c.p.c.

    Richiesta corrispondenza tra chiesto e pronunciato e omessa pronuncia su specifiche richieste/eccezioni; valutata nel merito per verificare eventuale extrapetizione o omissione

  • art. 109 TUIR

    Criteri di deducibilità dei costi (esistenza, effettività, inerenza). La CTR ha valutato la documentazione a supporto e l'adeguatezza probatoria rispetto alla contestazione dell'Ufficio

  • D.L. n. 83 del 2012

    Modifica dell'art. 360 c.p.c., n.5 limitante il sindacato in Cassazione sugli aspetti di merito e sull'omesso esame dei fatti

  • D.Lgs. n. 472 del 1997

    artt. 5, 6 e art. 7, comma 4

    Normativa sulle sanzioni tributarie e sull'elemento soggettivo; censita in rapporto alle doglianze sulla applicazione e quantificazione delle sanzioni

  • D.P.R. n. 115 del 2002

    art. 13, comma 1-quater e comma 1-bis

    Richiami formali relativi al contributo unificato dovuto per il ricorso in Cassazione

Massime di principio

  • La Corte richiede motivazioni chiare e logiche quando la decisione annulla una ripresa a tassazione fondata su artifici contabili come la sopravvalutazione delle partecipazioni; la mancanza di spiegazioni rende la sentenza annullabile in Cassazione per motivazione apparente.
  • Sulle spese di consulenza e deducibilità ai sensi dell'art. 109 TUIR il giudice di merito valuta globalmente effettività, inerenza ed esistenza delle prestazioni; se l'Ufficio ha contestato la documentazione, il giudice può ritenere indeducibili costi la cui esistenza risulti dubbia anche a fronte di contraddittorie prove documentali.
  • Il nuovo art. 360 c.p.c., n.5 (D.L. 83/2012) riduce la portata del controllo di legittimità sugli aspetti puramente di fatto: il ricorso per cassazione deve indicare con precisione il fatto storico omesso per essere recepibile.
  • Quando una sentenza di merito si fonda su più rationes decidendi autonome, il ricorrente deve censurare tutte le rationes per ottenere la cassazione; la mancata gravame di una di esse rende inammissibili le censure residue per difetto di interesse.
  • Il giudice d'appello può qualificare i fatti diversamente rispetto al primo grado purché non esorbitando dalle richieste delle parti e senza introdurre nuovi elementi di fatto non dedotti; quindi la CT può ritenere non necessarie esternalizzazioni di servizi quando la struttura interna giustifichi tale conclusione.
  • In caso di rinvio per cassazione, la Commissione tributaria di merito dovrà integrare la motivazione e riesaminare i rilievi critici indicati dalla Corte, compreso l'accertamento sul presunto artificio contabile e su altri rilievi fiscali insufficientemente motivati.

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