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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 7138/2025 del 17/03/2025

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

KPMG impugnava la conferma in appello della sanzione amministrativa irrogata da CONSOB per presunte irregolarità nell'attività di revisione dei bilanci (es. determinazione della significatività/materiality, valutazioni di AFS, crediti, avviamento e operazioni sul capitale) relative a Banca Popolare di Vicenza al 31/12/2014.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di KPMG (tutti gli otto motivi sono stati respinti o ritenuti inammissibili). Il giudice di legittimità ha ritenuto congrua la valutazione della Corte d'appello secondo cui KPMG non aveva adeguatamente motivato e documentato le scelte professionali (scelta del benchmark e percentuale di significatività, valutazione dei rischi emersi dall'AQR, insufficienti verifiche sugli OICR nella voce AFS, carenze nelle procedure sui crediti e documentazione di audit, valutazione dell'avviamento e controllo delle operazioni sul capitale). La Corte ha inoltre ritenuto legittima la mancata nomina di consulente tecnico d'ufficio e non ha riscontrato inversione dell'onere della prova né vizi di motivazione tali da giustificare la cassazione.

Norme richiamate

  • d.lgs. 39/2010

    Richiamate come norme che incorporano i Principi di revisione e che impongono obblighi di diligenza, documentazione e corretto esercizio del giudizio professionale del revisore; la Corte ritiene che le scelte del revisore debbano essere motivate e supportate da evidenze

  • d.lgs. 58/1998 (TUF)

    art. 162 co. 2 lett. a), art. 195

    Norme rilevanti per l'esercizio del potere sanzionatorio di CONSOB e per l'onere probatorio; la Corte valuta che l'Autorità abbia contestato elementi costitutivi della violazione e che il revisore debba fornire elementi contraddittori a supporto delle proprie scelte

  • Codice di procedura civile

    art. 132 co. 2 n. 4; art. 61

    Usati per censurare (senza successo) vizi di motivazione e la mancata nomina di consulenza tecnica d'ufficio; la Corte afferma che la decisione di disporre CTU è rimessa al prudente apprezzamento del giudice di merito

  • Principio di Revisione (ISA) n. 300

    Indica aspetti rilevanti per la pianificazione della revisione; non è fonte di soglie quantitative vincolanti ma integra il quadro valutativo che richiede motivazione e supporto probatorio delle scelte di pianificazione

  • Principio di Revisione (ISA) n. 320

    Stabilisce la necessità di determinare la materiality e il rapporto inverso con il rischio di revisione; la Corte sottolinea che il giudizio professionale non è arbitrario e deve essere coerentemente documentato

  • Principio di Revisione (ISA) n. 315

    Riguarda il risk assessment e l'identificazione di rischi specifici per classi di voci; la Corte ha ritenuto che per elementi con profilo di rischio distinto (es. OICR) il revisore debba valutare separatamente il rischio e le relative procedure

  • Principio di Revisione (ISA) n. 330

    Regola le procedure da svolgere in risposta ai rischi identificati; la Corte ha ritenuto che KPMG non abbia svolto adeguate procedure di verifica operative sui sottocomponenti a rischio

  • Principio di Revisione (ISA) n. 250

    Riguarda considerazioni su responsabilità legali e normativi nelle verifiche (es. operazioni sul capitale); la Corte ha valutato che le procedure pianificate non hanno fornito adeguato supporto probatorio per escludere violazioni

  • Principi di revisione sulla documentazione

    ISA 230 e ISA 500 (richiamati dalla motivazione)

    Sottolineano l'obbligo di documentare le procedure svolte e le evidenze raccolte; la carenza di documentazione è stata valutata come elemento centrale ai fini della responsabilità

Massime di principio

  • Il giudice riconosce ampio margine di apprezzamento tecnico al revisore, ma richiede che le scelte (benchmark, percentuale di materiality, performance materiality) siano motivate, documentate e coerenti con i rischi specifici dell'entità al momento della revisione: non è consentita arbitrarietà.
  • Fattori specifici dell'entità (status di ente di interesse pubblico, diffusione della proprietà, elevato livello di regolamentazione, congiuntura negativa, risultati di AQR) devono essere valutati e, se rilevanti, portare a un approccio più prudente nella determinazione della significatività e nelle procedure di audit.
  • Quando una voce di bilancio include sottocomponenti con profili di rischio diversi (es. OICR nella voce AFS), il revisore deve considerare la disaggregazione del rischio e progettare procedure specifiche per quei sottogruppi, documentando le verifiche sul fair value e i controlli interni.
  • La mancanza o insufficienza di documentazione delle carte di lavoro e delle procedure svolte può costituire prova rilevante a carico del revisore: la ripercorribilità e la documentazione sono requisiti essenziali per giustificare le scelte professionali.
  • L'onere probatorio primario del procedimento sanzionatorio spetta all'Autorità che contesta l'illecito, ma il revisore, per difendersi efficacemente, deve produrre elementi tecnici che dimostrino la correttezza delle proprie scelte; in pratica, chi afferma deve provare e chi si difende deve documentare in modo convincente.
  • La nomina di consulente tecnico d'ufficio è discrezionale e valutata caso per caso: è giustificata quando il giudice ritiene indispensabile un approfondimento tecnico non sostituibile dall'istruttoria documentale, ma la sua mancata nomina non è automaticamente vizio se la documentazione è ritenuta esaustiva.
  • In sede di impugnazione in Cassazione la critica che mira a un diverso apprezzamento dei fatti/prove è generalmente inammissibile: la censura deve concernere vizi di diritto o di motivazione non sanabili dal normale esercizio del sindacato di legittimità.

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