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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 24719/2025 del 07/07/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che aveva rigettato la richiesta di annullamento o revoca dell'ingiunzione a demolire emessa in esecuzione della sentenza penale del 14 maggio 2013. Il ricorrente deduceva illogicità, contraddittorietà, assenza di motivazione e travisamento della prova: sosteneva che molte delle opere abusivamente contestate erano già state rimosse in precedenza, che era stata presentata una DIA in sanatoria per alcune opere e che il dissequestro disposto dal Gip (14/05/2009) aveva accertato l'assenza di opere abusive alla data della revoca; dunque il provvedimento di demolizione non poteva essere eseguito in relazione allo stato dei luoghi e alle DIA successive.

La decisione

Il ricorso è stato dichiarato inammissibile perché manifestamente infondato. La Corte ha confermato che la sentenza di condanna definitiva aveva irrevocabilmente accertato la natura insanabilmente abusiva delle opere (trasformazione in vano abitabile e consistente ampliamento richiedente permesso di costruire). La Corte ha ritenuto irrilevanti ai fini dell'esecuzione tutti i provvedimenti amministrativi anteriori alla sentenza definitiva e ha affermato che l'ordine di demolizione riguarda l'edificio nel suo complesso, comprese aggiunte e superfetazioni successive. Perciò è stata ingiunta la demolizione del gazebo e delle opere oggi presenti, ritenute ripetitive dell'abuso già accertato. Il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al versamento di € 3.000,00 in favore della Cassa delle Ammende ai sensi dell'art. 616 cod. proc. pen. e dell'art. 1, comma 64, legge n. 103/2017.

Norme richiamate

  • d.P.R. n. 380 del 2001, art. 44, primo comma, lett. b)

    art. 44, primo comma, lett. b), d.P.R. n. 380 del 2001

    Articolo richiamato per definire il tipo di abuso contestato: la trasformazione in vani abitabili non sanabili con semplice DIA e dunque reato edilizio che richiede permesso di costruire.

  • d.P.R. n. 380 del 2001, artt. 93 e 95

    artt. 93 e 95, d.P.R. n. 380 del 2001

    Norme richiamate nella rubrica dei capi d'imputazione relative alle fattispecie sanzionate; interpretate come riferite ad opere realizzate in difformità e senza titolo abilitativo.

  • d.P.R. n. 380 del 2001, art. 31, comma nono

    art. 31, comma nono, d.P.R. 6 giugno 2001, n. 380

    L'ordine di demolizione previsto da questa norma riguarda l'edificio nel suo complesso, incluse aggiunte, opere accessorie e superfetazioni successive, al fine di restituzione integrale dello stato dei luoghi.

  • codice di procedura penale, art. 616

    Norma applicata per l'ascrizione delle spese e l'irrogazione di una somma alla Cassa delle Ammende in caso di ricorso inammissibile ascrivibile a colpa del ricorrente.

  • legge n. 103 del 2017, art. 1, comma 64

    art. 1, comma 64, legge n. 103/2017

    Consente di aumentare, oltre il massimo edittale, la sanzione prevista dall'art. 616 c.p.p.; la Corte ha esercitato tale potere fissando la somma di € 3.000,00.

  • Corte costituzionale, sentenza n. 186 del 2000

    C. Cost. sent. 7-13 giugno 2000, n. 186

    Richiamata in relazione al principio che l'inammissibilità del ricorso può essere ascrivibile a colpa del ricorrente e giustificare l'imposizione di sanzioni pecuniarie accessorie.

Massime di principio

  • Un giudicato penale definitivo che accerta la natura insanabilmente abusiva di opere edilizie impedisce che il giudice dell'esecuzione riveda quelle valutazioni di merito: l'esecuzione deve rispettare il contenuto del giudicato.
  • Il provvedimento di dissequestro adottato prima della sentenza definitiva non può essere utilizzato per cancellare o sovvertire gli accertamenti definitivi della sentenza di condanna.
  • La DIA o altri provvedimenti amministrativi anteriori alla sentenza definitiva non possono sanare opere che per loro natura richiedono il permesso di costruire; se la sentenza accerta la necessità del permesso, la sanatoria amministrativa è inefficace ai fini della sottrazione all'esecuzione.
  • L'ordine di demolizione ha funzione di restitutio in integrum e comprende l'intero manufatto, comprese aggiunte, opere accessorie o superfetazioni successive all'azione penale o alla condanna.
  • Il giudice dell'esecuzione deve limitarsi a verificare la corrispondenza tra lo stato dei luoghi e le opere oggetto della condanna; non è competente a riesaminare questioni di merito già decise con sentenza passata in giudicato.
  • I ricorsi manifestamente infondati o inammissibili possono essere sanzionati con spese e con una somma alla Cassa delle Ammende, soprattutto quando l'inammissibilità è ascrivibile a colpa del ricorrente.

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