Cassazione Civile, Sentenza n. 8672/2023 del 27/03/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione di una normativa/atto che esclude il riconoscimento dei periodi di servizio prestati da docenti a tempo determinato ai fini delle maggiorazioni retributive per anzianità (ossia la maturazione dell'anzianità retributiva), in ragione dell'assenza del titolo abilitante
La decisione
Il ricorso è stato rigettato. Il giudice ha richiamato la clausola 4 dell'Accordo quadro allegato alla direttiva 1999/70/CE e la giurisprudenza della Corte di Giustizia (Regojo Dans, Motter, Valenza) secondo cui le maggiorazioni retributive connesse all'anzianità costituiscono condizioni di impiego e possono essere negate ai temporanei solo per giustificazioni oggettive concrete. Il tribunale ha ritenuto che la prestazione del supplente è comparabile a quella del docente di ruolo (stesse classi, materie, orario) e che l'assenza del titolo abilitante non costituisce, nel vigente quadro normativo e nella fattispecie concreta, una ragione oggettiva idonea a giustificare la discriminazione retributiva. Di conseguenza il ricorso della Regione è stato respinto e la ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese di giudizio (liquidate in euro 1.500,00 per compensi e euro 200,00 per esborsi, oltre spese generali e accessori di legge). Il provvedimento dà inoltre atto dei presupposti processuali ai sensi dell'art. 13, comma 1‑quater, d.p.r. 115/2002.
Norme richiamate
Clausola 4 dell'Accordo quadro allegato alla direttiva 1999/70/CE
Le maggiorazioni retributive legate all'anzianità sono condizioni di impiego; per derogare al principio di parità di trattamento è necessaria una giustificazione oggettiva concreta; il giudice nazionale deve applicare il procedimento logico: a) determinare il trattamento spettante al presunto discriminato; b) individuare il trattamento del lavoratore comparabile; c) accertare l'esistenza di una ragione oggettiva
Sentenze Corte di Giustizia (Regojo Dans, 9 luglio 2015; Motter, 20 settembre 2018; Valenza, 18 ottobre 2012)
Regojo Dans: le maggiorazioni per anzianità sono condizioni di impiego. Motter: l'assenza sistematica di riconoscimento dei servizi prestati a tempo determinato è incompatibile con la clausola 4, salvo che esistano misure di equilibrio e giustificazioni concrete; Valenza: per giustificare un diverso trattamento occorrono elementi precisi e concreti inerenti alla natura e caratteristiche delle mansioni
d.lgs. n. 297/1994, art. 485
«l'art. 485 del d.lgs. n. 297 del 1994 deve essere disapplicato, in quanto si pone in contrasto con la clausola 4 dell'Accordo quadro allegato alla direttiva 1999/70/CE, nei casi in cui l'anzianità risultante... risulti essere inferiore a quella riconoscibile al docente comparabile assunto 'ab origine' a tempo indeterminato»
Norma nazionale che, se applicata in modo da ridurre l'anzianità riconosciuta al docente precario rispetto al docente comparabile assunto dall'origine, deve essere disapplicata in favore della clausola 4 dell'Accordo quadro
d.lgs. n. 297/1994, art. 489 e art. 11, comma 14, legge n. 124/1999
Disposizioni richiamate nel quadro della determinazione dell'anzianità di servizio; usate dalla giurisprudenza per valutare la compatibilità del calcolo dell'anzianità con la clausola 4
Costituzione italiana, art. 97
Rilevanza costituzionale del principio di accesso alle pubbliche amministrazioni mediante concorso, citata dalla Corte di Giustizia come motivo che può giustificare alcune scelte organizzative nazionali, purché venga garantito un equilibrio tra interessi dei lavoratori a tempo determinato e indeterminato
d.p.r. 115/2002, art. 13, comma 1‑quater
Norma di carattere processuale cui il provvedimento dà atto della sussistenza dei presupposti processuali
Massime di principio
- Per valutare una presunta discriminazione occorre seguire tre passi: determinare il trattamento spettante al presunto 'discriminato', individuare il trattamento del lavoratore comparabile e verificare se esiste una ragione oggettiva che giustifichi la disparità
- Il servizio prestato dal lavoratore a tempo determinato che svolge le stesse mansioni, nelle stesse classi/ore/materie, è in linea di principio comparabile con quello del lavoratore a tempo indeterminato
- La mancanza di un titolo abilitante non costituisce di per sé una giustificazione oggettiva sufficiente a escludere il riconoscimento delle maggiorazioni retributive per anzianità
- Per giustificare un diverso trattamento rispetto ai precari è necessario fornire elementi 'precisi e concreti' attinenti alla natura o alle caratteristiche specifiche delle mansioni che rendano effettivamente non comparabili le prestazioni
- Norme nazionali che escludono completamente il riconoscimento dei periodi di servizio dei precari sono incompatibili con la clausola 4, salvo che siano previste misure di equilibrio che salvaguardino i legittimi interessi di entrambe le categorie
- La disciplina concernente l'accesso (concorsi, titoli abilitanti) va distinta dalla disciplina che regola il riconoscimento dell'anzianità: valorizzare il titolo per l'accesso non significa automaticamente poter negare l'anzianità maturata nella medesima attività
- In caso di dubbi sulla legittimità di disposizioni nazionali, il giudice nazionale deve disapplicare la norma incompatibile con i principi europei e applicare la clausola 4 dell'Accordo quadro
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