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Regolamento

Regolamento (UE) 2024/417

Regolamento di esecuzione (UE) 2024/417 del Consiglio, del 29 gennaio 2024, che attua il regolamento (UE) 2020/1998 relativo a misure restrittive contro gravi violazioni e abusi dei diritti umani

Normativa europea32024R0417

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Il regolamento aggiorna l’allegato I del regolamento (UE) 2020/1998, inserendo quattro persone fisiche e un’entità nel regime globale di sanzioni UE in materia di diritti umani. La decisione si fonda sul deterioramento della situazione dei diritti umani in Russia, in particolare sulla repressione della libertà di espressione, dei media indipendenti, della società civile e dell’opposizione politica. Le nuove designazioni riguardano soggetti ritenuti responsabili o complici di gravi e sistematici abusi, soprattutto nel contesto della censura e di procedimenti giudiziari di matrice politica. Il regolamento entra in vigore il giorno della pubblicazione ed è immediatamente applicabile in tutti gli Stati membri.

Inserimento di quattro persone e un’entità nell’elenco delle misure restrittive UE contro gravi violazioni e abusi dei diritti umani ai sensi del regolamento (UE) 2020/1998.

Ambito di applicazione

Il regolamento si applica nell’ambito del regime globale di sanzioni dell’UE in materia di diritti umani istituito dal regolamento (UE) 2020/1998. Produce effetti nei confronti delle persone fisiche e giuridiche, delle entità e degli organismi elencati nell’allegato I di tale regolamento, con riferimento in questo caso a soggetti collegati alla Federazione russa. L’atto è direttamente applicabile in tutti gli Stati membri dal giorno della sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea. Non introduce un regime autonomo, ma modifica l’elenco di soggetti sanzionati.

Regolamento di esecuzione (UE) 2024/417 del Consiglio: inserimento di nuovi soggetti nel regime UE di sanzioni sui diritti umani

Il regolamento di esecuzione (UE) 2024/417 aggiorna il regime globale di sanzioni dell’Unione in materia di diritti umani istituito dal regolamento (UE) 2020/1998. Il provvedimento interviene nel contesto del persistente deterioramento della situazione dei diritti umani in Russia, aggravato dalla guerra di aggressione contro l’Ucraina e dall’accentuarsi della repressione interna contro oppositori, giornalisti, difensori dei diritti umani e media indipendenti.

Contesto e finalità del provvedimento

Nei considerando, il Consiglio ribadisce il forte impegno dell’Unione per la promozione e protezione dei diritti umani nel mondo e richiama il carattere strategico di tale obiettivo per la politica estera e di sicurezza comune. Il regolamento si inserisce quindi nella logica del regime globale di sanzioni UE in materia di diritti umani, concepito per reagire a gravi violazioni e abusi dei diritti umani ovunque si verifichino.

Ambito materiale dell’intervento

L’atto non istituisce nuove categorie di misure, ma modifica l’elenco dei destinatari contenuto nell’allegato I del regolamento (UE) 2020/1998. La base giuridica richiamata è l’articolo 14, paragrafo 1, del regolamento del 2020. L’intervento concerne dunque esclusivamente l’aggiornamento delle designazioni soggettive nel quadro delle misure restrittive già esistenti.

Ragioni delle designazioni

Il Consiglio motiva l’inserimento di nuovi soggetti con la repressione della libertà di espressione e con l’uso del sistema giudiziario e di strumenti para-istituzionali per mettere a tacere le voci critiche. Viene espressamente richiamato il caso di Vladimir Kara-Murza, attivista dell’opposizione russa condannato a 25 anni di reclusione dopo procedimenti giudiziari ritenuti di matrice politica e fondati su false accuse.

Persone fisiche inserite nell’elenco

L’allegato aggiunge quattro persone fisiche alla rubrica "A. Persone fisiche":

  • Ekaterina Mikhailovna Mizulina, presidente della Safe Internet League e membro della Camera civica della Federazione russa, ritenuta responsabile di pratiche di censura e di gravi e sistematici abusi della libertà di opinione ed espressione.
  • Valentina Evgenievna Levashova, giudice del tribunale del distretto Basmanniy di Mosca, indicata come coinvolta in decisioni inique in procedimenti di matrice politica contro oppositori della guerra contro l’Ucraina, incluso Kara-Murza.
  • Oleg Viktorovich Alypov, procuratore interdistrettuale di Golovinsky a Mosca, descritto come coinvolto in procedimenti contro leader dell’opposizione e nel caso Kara-Murza.
  • Ludmila Mikhailovna Smolkina, giudice del tribunale della città di Mosca, ritenuta coinvolta nell’uso del sistema giudiziario per reprimere oppositori, difensori dei diritti umani e giornalisti.

Entità inserita nell’elenco

Nella rubrica "B. Persone giuridiche, entità e organismi" viene inserita la Safe Internet League, organizzazione paragovernativa russa cofondata da Konstantin Malofeev con il sostegno del governo russo. Secondo la motivazione, l’entità facilita la censura contro creatori di contenuti web e artisti, presentando denunce alle autorità e inducendo alla rimozione di contenuti non allineati alla linea governativa.

Entrata in vigore ed effetti giuridici

L’articolo 2 prevede l’entrata in vigore il giorno della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea. L’atto è direttamente applicabile in tutti gli Stati membri, con effetto immediato sull’aggiornamento dell’elenco sanzionatorio del regolamento (UE) 2020/1998.

Disposizioni principali

Modifica dell’allegato I del regolamento (UE) 2020/1998

L’articolo 1 dispone l’aggiornamento dell’allegato I del regolamento (UE) 2020/1998 conformemente all’allegato del regolamento di esecuzione. L’effetto sostanziale è l’inserimento di quattro persone fisiche e un’entità nell’elenco dei destinatari delle misure restrittive UE in materia di gravi violazioni e abusi dei diritti umani.

Motivazione politica e fattuale delle nuove designazioni

Nei considerando si richiama il deterioramento della situazione dei diritti umani in Russia, aggravato dalla guerra di aggressione contro l’Ucraina, con restrizioni drastiche alla libertà di opinione, di espressione e dei media, nonché con repressione della società civile, dei difensori dei diritti umani, dei media indipendenti, dei giornalisti e dell’opposizione politica. Viene citato in particolare il caso Vladimir Kara-Murza e la richiesta di liberazione immediata e incondizionata delle persone detenute per accuse di matrice politica.

Soggetti inseriti nell’elenco: persone fisiche

Sono aggiunte quattro persone fisiche alla rubrica "A. Persone fisiche": Ekaterina Mikhailovna Mizulina (n. 69), Valentina Evgenievna Levashova (n. 70), Oleg Viktorovich Alypov (n. 71) e Ludmila Mikhailovna Smolkina (n. 72). Le motivazioni indicano, rispettivamente, il ruolo nella censura a favore del governo russo e nei rapporti contro creatori di contenuti; il coinvolgimento in decisioni giudiziarie inique e in procedimenti politici, anche nel caso Kara-Murza; la partecipazione in qualità di procuratore a procedimenti contro l’opposizione; e l’impiego del sistema giudiziario per reprimere oppositori, difensori dei diritti umani e giornalisti.

Soggetto inserito nell’elenco: entità

È aggiunta la voce n. 21 nella rubrica "B. Persone giuridiche, entità e organismi" relativa alla Safe Internet League. La motivazione evidenzia che si tratta di un’organizzazione paragovernativa russa che, con il sostegno del governo russo, agevola e rafforza le pratiche di censura contro creatori di contenuti web e artisti, presentando denunce alle autorità e costringendo gli interessati a rimuovere contenuti antigovernativi o a produrre contenuti favorevoli al governo.

Entrata in vigore e applicabilità

L’articolo 2 stabilisce che il regolamento entra in vigore il giorno della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea. L’atto è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Come è indicizzato

Materiediritti umanisanzioni internazionalipolitica estera e di sicurezza comunemisure restrittiverussia

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