Provvedimento AGCM AS2189 del 30/07/2026
REGIONE CAMPANIA - AFFIDAMENTO DEL SERVIZIO DI TRASPORTO PUBBLICO FERROVIARIO ALLA SOCIETÀ ENTE AUTONOMO VOLTURNO
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAi sensi dell’articolo 21 della legge n. 287/1990, l’AGCM segnala alla Regione Campania le criticità dell’affidamento in house a Ente Autonomo Volturno (EAV), attualmente prorogato in via emergenziale fino al 31 dicembre 2026. Considerato lo stato preliminare delle attività per il nuovo affidamento e la probabile impossibilità di concluderlo entro tale data, l’Autorità sottolinea che eventuali ulteriori proroghe sono ammissibili solo in circostanze eccezionali e possono precludere gestioni più efficienti. Richiama inoltre i risultati insufficienti del servizio e chiede alla Regione di accelerare le procedure, motivare adeguatamente l’eventuale scelta in house, monitorare gli investimenti e comunicare entro trenta giorni le iniziative adottate.
Segnalazione alla Regione Campania sull’affidamento in house a EAV dei servizi ferroviari regionali: l’AGCM sollecita la rapida conclusione delle procedure e un rigoroso controllo del servizio e degli investimenti, criticando il ricorso a ulteriori proroghe emergenziali.
Affidamento ferroviario regionale a EAV e proroga emergenziale
L’AGCM, con segnalazione adottata ai sensi dell’articolo 21 della legge n. 287/1990 e rivolta alla Regione Campania, esamina l’affidamento in house a Ente Autonomo Volturno S.r.l. (EAV) dei servizi di trasporto pubblico ferroviario regionale. L’Autorità sollecita la conclusione tempestiva delle attività preparatorie al nuovo affidamento e richiama la Regione alle proprie responsabilità di controllo, alla luce delle criticità del servizio e della rilevanza degli investimenti pubblici in corso.
Quadro dell’affidamento e tempi della nuova procedura
L’affidamento aveva durata iniziale di sei anni e scadenza al 31 dicembre 2025. In attesa del nuovo affidamento, il servizio è stato prorogato in via emergenziale fino al 31 dicembre 2026 ai sensi dell’articolo 5, paragrafo 5, del Regolamento (CE) n. 1370/2007. La Regione ha preso atto della necessità di garantire la continuità del servizio con deliberazione di Giunta regionale n. 154 del 23 aprile 2026, riferita alla nota del Direttore generale Mobilità del 23 dicembre 2025. L’avviso di pre-informazione previsto dall’articolo 7, paragrafo 2, del Regolamento è stato pubblicato il 19 dicembre 2024 nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea, n. 781094-2024, GU S 247/2024.
Secondo le informazioni trasmesse dalla Regione, le attività prodromiche al nuovo affidamento sono ancora in fase preliminare. Restano da svolgere adempimenti previsti dalla delibera ART n. 154/2019, tra cui la consultazione di mercato ai sensi della Misura 4 e la predisposizione della Relazione di Affidamento e del PEF simulato, sui quali il regolatore deve formulare le osservazioni di competenza nei termini previsti. È inoltre ancora mancante la relazione di cui all’articolo 14 del d.lgs. n. 201/2022. Solo dopo questi passaggi potrà essere approvata la deliberazione di affidamento, corredata della motivazione qualificata richiesta dall’articolo 17; da tale deliberazione decorre il periodo di standstill di sessanta giorni previsto dal comma 3, prima della sottoscrizione del nuovo contratto. L’AGCM ritiene pertanto altamente probabile che la Regione non riesca a completare l’iter entro il 31 dicembre 2026.
Condizioni e rischi di ulteriori proroghe
L’Autorità precisa che eventuali ulteriori proroghe emergenziali sono giustificabili soltanto in presenza di circostanze concrete ed eccezionali, in linea con il Regolamento n. 1370/2007 e con gli orientamenti interpretativi della Commissione europea del 2023 (2023/C 222/01). Anche quando persista la causa dell’interruzione del servizio, nuovi provvedimenti d’emergenza sono ammessi, secondo gli orientamenti richiamati, a condizione che l’autorità competente possa dimostrare che, date le circostanze eccezionali, non era materialmente possibile aggiudicare il contratto secondo le altre disposizioni del Regolamento.
La proroga deve essere circoscritta a situazioni eccezionali e imprevedibili non altrimenti gestibili e non eccedere le reali esigenze dell’amministrazione, rispettando necessità e proporzionalità. Se protratta, può impedire il ricorso a gestioni potenzialmente più efficienti e capaci di offrire servizi più adeguati; inoltre, il mantenimento delle condizioni contrattuali può determinare squilibri economico-finanziari per l’affidatario e non assicurare un orizzonte temporale utile alla realizzazione degli investimenti. L’AGCM richiama precedenti interventi sul TPL, tra cui AS1910 del 23 maggio 2023, AS1999 del 1° giugno 2024 e AS2167 del 17 febbraio 2026.
Prestazioni e qualità del servizio
I dati regionali relativi al 2025 mostrano una produzione chilometrica inferiore del 7,5% rispetto ai valori del Piano Programma e del 29,8% rispetto a quelli del PEF. Nel primo trimestre del 2026 l’offerta si è ulteriormente ridotta rispetto allo stesso periodo del 2025. Tra le cause indicate figurano le sospensioni della rete per lavori, i ritardi dei fornitori nella consegna del nuovo materiale rotabile, le avarie degli impianti e dei treni e le limitazioni di velocità imposte da ANSFISA dal 2020 per ragioni di sicurezza, in attesa dell’adeguamento della rete.
Questi fattori si inseriscono in un quadro di obsolescenza e vetustà della rete, dei convogli e di altri elementi necessari all’erogazione del servizio, inclusi i sistemi di sicurezza ferroviaria e di accessibilità delle stazioni. Le indagini sulla soddisfazione degli utenti segnalano giudizi insufficienti, su tutte le linee EAV, per affollamento e servizi ai disabili. La Circumvesuviana, che rappresenta oltre l’80% dei viaggiatori serviti da EAV, riceve un giudizio complessivo negativo, in particolare per affollamento, comfort e pulizia.
Nel 2025, sulla Circumvesuviana, il ritardo medio dei treni ha superato cinque minuti; il 44,3% dei treni ha registrato un ritardo superiore a cinque minuti e il 6,3% superiore a quindici minuti. Anche le linee suburbane hanno evidenziato ritardi elevati: media superiore a 6,5 minuti, con il 57,8% degli arrivi entro cinque minuti e il 99,9% entro quindici minuti. L’Autorità osserva che le statistiche disponibili possono non rappresentare pienamente il disagio: non distinguono tra ore di punta e ore di morbida e misurano il ritardo soltanto alla stazione di destinazione, senza rilevare eventuali ritardi e disagi nelle stazioni intermedie, nei nodi di interscambio o sui tratti a binario unico.
La domanda non ha ancora recuperato i livelli pre-pandemici: nel 2024 EAV ha trasportato cinque milioni di passeggeri in meno rispetto al 2019, pari a una diminuzione del 12%; nello stesso periodo il prezzo medio per utente è aumentato di oltre il 30%.
Motivazione del nuovo affidamento e investimenti
La Regione dovrà fondare un’eventuale scelta di nuovo affidamento in house sulla motivazione qualificata prevista dall’articolo 17 del d.lgs. n. 201/2022, considerando i risultati della gestione di EAV in termini di efficienza, rispetto degli obblighi contrattuali, qualità del servizio e soddisfazione dell’utenza. Dovrà inoltre valutare la capacità della società di realizzare gli investimenti in modo corretto e tempestivo.
Tale valutazione è particolarmente rilevante per la mole di interventi in corso, pari complessivamente a quasi 5 miliardi di euro e con scadenze di completamento differenziate, comunque non oltre il 2031. La Regione ha indicato che gli investimenti potranno produrre, a regime, significativi benefici per i servizi; l’AGCM evidenzia tuttavia che il ritardo nella consegna dei nuovi treni è già stato addotto sia a sostegno della proroga fino al 31 dicembre 2026 sia quale concausa delle riduzioni del servizio programmato nel 2025. Nel primo trimestre del 2026 sono state inoltre segnalate soppressioni rilevanti di corse attribuite allo stato di agitazione del personale.
Vigilanza regionale e richieste dell’Autorità
L’AGCM invita la Regione, in quanto ente affidante e unico socio di EAV, ad attribuire massima priorità alla vigilanza e al controllo della gestione. Richiama la disciplina degli articoli 14, 17, 30, 31 e 31-bis del d.lgs. n. 201/2022, applicabile anche agli affidamenti di trasporto pubblico regionale per effetto dell’articolo 1, comma 4, della legge 18 dicembre 2025, n. 190, che ha introdotto il comma 4-bis all’articolo 48 del d.l. n. 50/2017. Ricorda inoltre che le modifiche all’articolo 30 del d.lgs. n. 201/2022 mirano a rafforzare la ricognizione sull’andamento gestionale e l’adozione di misure correttive quando i risultati sono insoddisfacenti.
L’Autorità ritiene essenziale accelerare le procedure per il nuovo affidamento e svolgere un monitoraggio serrato sulla corretta e tempestiva esecuzione del piano degli investimenti, affinché le risorse pubbliche contribuiscano a un servizio adeguato alle esigenze dell’utenza e del territorio. Chiede infine alla Regione di comunicare, entro trenta giorni dalla ricezione della segnalazione, le iniziative adottate per affrontare le criticità rilevate.
Punti principali
Proroga emergenziale e procedura per il nuovo affidamento
Il contratto, inizialmente di sei anni e scaduto il 31 dicembre 2025, è prorogato fino al 31 dicembre 2026 ai sensi dell’articolo 5, paragrafo 5, del Regolamento (CE) n. 1370/2007. Mancano ancora adempimenti regolatori previsti dalla delibera ART n. 154/2019 e la relazione ex articolo 14 del d.lgs. n. 201/2022; dopo il loro completamento occorreranno la deliberazione motivata ai sensi dell’articolo 17 e il successivo standstill di sessanta giorni. L’AGCM ritiene altamente probabile che il nuovo affidamento non possa essere concluso entro la scadenza della proroga.
Limiti a eventuali ulteriori proroghe
Un’ulteriore proroga emergenziale deve essere giustificata soltanto da circostanze concrete, eccezionali e imprevedibili, non altrimenti gestibili, e rispettare necessità e proporzionalità. Il ricorso protratto a questo strumento può impedire l’accesso a gestioni potenzialmente più efficienti e adeguate all’utenza e, se disposto a condizioni contrattuali invariate, generare squilibri economico-finanziari e ostacolare gli investimenti.
Risultati del servizio e criticità per gli utenti
Nel 2025 la produzione chilometrica è risultata inferiore del 7,5% rispetto al Piano Programma e del 29,8% rispetto al PEF; nel primo trimestre 2026 si è registrata un’ulteriore contrazione rispetto allo stesso periodo del 2025. Le cause indicate comprendono lavori sulla rete, ritardi nelle forniture dei treni, avarie e limitazioni di velocità imposte da ANSFISA nel 2020. Le rilevazioni segnalano scarsa soddisfazione per affollamento e servizi ai disabili. Sulla Circumvesuviana, che serve oltre l’80% dei viaggiatori EAV, il giudizio è negativo soprattutto per affollamento, comfort e pulizia; nel 2025 il ritardo medio ha superato cinque minuti, con il 44,3% dei treni oltre cinque minuti e il 6,3% oltre quindici minuti.
Domanda, puntualità e misurazione dei disagi
I dati sui ritardi non distinguono tra fasce di punta e morbida e rilevano soltanto il ritardo all’arrivo, potendo quindi sottostimare i disagi nelle ore di punta e nelle stazioni intermedie. Anche le linee suburbane presentano ritardi elevati: media superiore a 6,5 minuti, con il 57,8% dei treni in arrivo entro cinque minuti e il 99,9% entro quindici minuti. Nel 2024 i passeggeri erano cinque milioni in meno rispetto al 2019 (-12%), mentre il prezzo medio per utente era aumentato di oltre il 30%.
Motivazione dell’in house e investimenti
In caso di nuovo affidamento in house, la motivazione qualificata richiesta dall’articolo 17 del d.lgs. n. 201/2022 deve considerare i risultati di EAV in termini di efficienza, rispetto degli obblighi contrattuali, qualità, soddisfazione degli utenti e capacità di realizzare correttamente e tempestivamente gli investimenti. Sono in corso investimenti per quasi 5 miliardi di euro, con completamento previsto, secondo i diversi interventi, entro il 2031.
Vigilanza regionale e richiesta di riscontro
L’AGCM invita la Regione, quale ente affidante e unico socio di EAV, a dare priorità alla vigilanza sul servizio e a monitorare rigorosamente la corretta e tempestiva esecuzione degli investimenti. Richiama le modifiche all’articolo 30 del d.lgs. n. 201/2022 sulla ricognizione gestionale e sulle misure correttive in caso di risultati insoddisfacenti. Chiede di comunicare entro trenta giorni dalla ricezione della segnalazione le iniziative adottate.
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