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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 28605/2020 del 15/12/2020

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione del decreto della Corte d'appello di Reggio Calabria che aveva dichiarato la decadenza dal gratuito patrocinio ex art. 91 DPR n.115/2002 per la simultanea assistenza di due difensori. La ricorrente sosteneva che l'ammissione al patrocinio a spese dello Stato fosse efficace per tutte le fasi e gradi del processo, che la nomina dell'avv. Trunfio fosse inefficace per il giudizio di legittimità (non essendo iscritta all'albo speciale) e che la nomina del nuovo difensore dovesse intendersi come revoca implicita del precedente, escludendo così la doppia liquidazione del compenso e la decadenza dal beneficio.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso. Ha confermato che la decadenza dal gratuito patrocinio era legittima perché non era stata formalizzata la revoca o la rinuncia del precedente difensore: la mera nomina di un nuovo procuratore non equivale a revoca tacita del mandato precedente. La Corte ha rilevato la necessità di atti formali (richiesta di sostituzione o rinuncia/revoca) per garantire certezza sull'unicità della difesa, condizione per mantenere il beneficio. Ha inoltre richiamato la giurisprudenza secondo cui il contratto di patrocinio e la procura sono distinti e il mandato difensivo perdura fino a revoca/espressa rinuncia. Non sono state irrogate spese processuali agli intimati; è stato dato atto della sussistenza dei presupposti per il versamento, eventualmente dovuto, di un ulteriore contributo unificato ai sensi dell'art. 13, comma 1-quater DPR 115/2002.

Norme richiamate

  • DPR n. 115/2002, art. 91

    Dispone la decadenza dal patrocinio a spese dello Stato in caso di assistenza simultanea di due difensori; la Corte ha ritenuto applicabile la norma quando non sia stata formalizzata la revoca del primo difensore.

  • DPR n. 115/2002, art. 75

    Riferimento posto dalla ricorrente per sostenere la permanenza dell'ammissione al gratuito patrocinio; la Corte distingue l'ammissione dal rapporto contrattuale e richiede atti formali per la sostituzione del difensore.

  • DPR n. 115/2002, art. 83

    Richiamato dalla ricorrente in combinato disposto con l'art. 91 per valutare l'esistenza di più difensori in relazione alle fasi del processo; la Corte invece interpreta la necessità di atti formali per individuarne la portata.

  • DPR n. 115/2002, art. 100

    Citato tra le norme richiamate; coerentemente con la decisione, le regole sull'ammissione e liquidazione sono applicate richiedendo certezza sull'unicità del difensore.

  • DPR n. 115/2002, art. 101

    Richiamato come normativa collegata al regime del gratuito patrocinio; la Corte si attiene ai principi di certezza amministrativa previsti dalla disciplina.

  • Codice di procedura penale, art. 613

    Regola la procura speciale per la cassazione: la Corte osserva che la procura per la Cassazione è negozio distinto ma ciò non comporta che il mandato originario sia automaticamente cessato; la sostituzione deve rispettare le forme previste dall'art. 613 e non può essere dedotta tacitamente.

  • Codice di procedura penale, art. 97, comma 5

    Richiamato per la possibilità che l'autorità giudiziaria proceda alla sostituzione del difensore d'ufficio quando sussista giustificato motivo, ad esempio la mancata iscrizione all'albo speciale.

  • Costituzione, artt. 3, 24, 36, 111

    I principi costituzionali sul diritto di difesa e al giusto processo sono stati invocati dalla ricorrente; la Corte ha ritenuto che il rifiuto del beneficio per irregolarità formali nella tutela dell'unicità della difesa non costituisca violazione illegittima di tali principi se la misura è motivata dalla necessità di certezza e prevenzione di doppia liquidazione.

  • DPR n. 115/2002, art. 13, comma 1-quater

    Norma sul contributo unificato: la Corte ha dato atto dei presupposti per l'eventuale versamento da parte del ricorrente di un ulteriore importo pari a quello previsto per il ricorso.

Massime di principio

  • La sostituzione del difensore deve essere formalizzata con atto esplicito (richiesta di sostituzione o espressa rinuncia/revoca) per evitare incertezze circa l'unicità della difesa.
  • La nomina di un nuovo procuratore per un grado diverso (es. Cassazione) non determina di per sé la cessazione del mandato conferito al precedente difensore; il mandato perdura fino a revoca o rinuncia espressa.
  • Per conservare il gratuito patrocinio occorre evitare la situazione di assistenza simultanea di due difensori nello stesso grado: in mancanza di atti formali che individuino il momento di cessazione del mandato originario si può incorrere nella decadenza dal beneficio.
  • Procura alle liti e contratto di patrocinio sono istituti distinti: la procura è un atto unilaterale di rappresentanza, il contratto di patrocinio è un rapporto bilaterale; questo distingue la sfera di efficacia degli incarichi e delle eventuali revoche.
  • Se il difensore d'ufficio non è abilitato alla rappresentanza davanti a determinate giurisdizioni, è opportuno che egli nomini formalmente un sostituto o che sia formalmente disposta la sostituzione dall'autorità giudiziaria (art. 97 c.5 c.p.p.).
  • La revoca o la rinuncia tacita del mandato difensivo è in genere disconosciuta: per sicurezza processuale è necessario un atto formale che documenti la volontà di cessazione dell'incarico.
  • Per evitare contestazioni sulla liquidazione dei compensi e la perdita del beneficio è consigliabile depositare documentazione che attesti la revoca/rinuncia e comunicare formalmente la sostituzione in ogni grado in cui si intende essere difensore.

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