Provvedimento AGCM C11205B n. 28431 del 27/10/2020
ELETTRONICA INDUSTRIALE/DIGITAL MULTIMEDIA TECHNOLOGIES-REVISIONE MISURE
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeIl provvedimento riguarda la revisione delle misure imposte nel 2011 all’operazione Elettronica Industriale/Digital Multimedia Technologies, dalla quale è derivata EI Towers. Dopo l’acquisizione del controllo di EI Towers e Persidera da parte di F2i e l’adozione di nuove misure nel 2019, l’AGCM ha verificato la permanenza delle criticità concorrenziali. Pur riconoscendo il persistente potere di mercato di EI Towers e i residui legami verticali con Mediaset e Persidera, l’Autorità ha ritenuto che i rimedi del 2019 coprano adeguatamente i rischi orizzontali e verticali. Ha quindi revocato integralmente le misure del 2011, lasciando ferme quelle del 2019.
AGCM revoca le misure imposte nel 2011 a seguito dell’acquisizione di DMT da parte di Elettronica Industriale, considerando sufficienti i rimedi vigenti dal 2019 su EI Towers e Persidera
Revoca delle misure 2011 relative a Elettronica Industriale/Digital Multimedia Technologies
Il provvedimento n. 28431 riguarda la revisione delle misure correttive imposte nel 2011 dall’AGCM nell’ambito dell’operazione con cui Elettronica Industriale S.p.A., società del gruppo Mediaset, aveva acquisito il controllo di Digital Multimedia Technologies S.p.A. L’operazione aveva dato luogo alla successiva fusione tra le società e alla nascita di EI Towers. Il procedimento C11205B è stato avviato per verificare, ai sensi dell’articolo 16, comma 4, della legge n. 287/1990, se i mutamenti intervenuti negli assetti societari e nei mercati avessero fatto venir meno le ragioni delle misure originarie.
Parti e sviluppo degli assetti societari
F2i S.G.R. S.p.A. è una società di gestione del risparmio attiva nella gestione di fondi infrastrutturali. EI Towers opera nel settore delle infrastrutture di rete e dei servizi integrati per le comunicazioni elettroniche destinati agli operatori radiofonici, televisivi e di telecomunicazioni mobili.
Nel 2018 F2i ha acquisito il controllo di EI Towers, precedentemente detenuto indirettamente da Mediaset. Mediaset ha conservato una partecipazione del 40% e alcune prerogative riconosciute dai patti parasociali, tra cui poteri di veto su determinate operazioni con parti correlate. Mediaset continua inoltre a controllare Elettronica Industriale, titolare dei diritti d’uso di cinque frequenze televisive terrestri e gestore full service di ulteriori frequenze appartenenti a terzi.
Nel 2019 F2i ha acquisito il controllo di Persidera, operatore attivo nella realizzazione, manutenzione e gestione di reti televisive terrestri e titolare di cinque frequenze DVB-T. Tale operazione è stata autorizzata con il provvedimento n. 27984 del 12 novembre 2019, subordinatamente a specifiche misure correttive a carico di F2i, EI Towers, Persidera e Mediaset.
Misure imposte nel 2011 e criticità originarie
Con la delibera n. 23117 del 14 dicembre 2011, adottata ai sensi dell’articolo 6, comma 2, della legge n. 287/1990, l’AGCM aveva autorizzato l’acquisizione di DMT da parte di Elettronica Industriale imponendo numerose misure.
L’operazione era stata valutata sotto il profilo sia orizzontale sia verticale. Sul piano orizzontale, l’integrazione tra un soggetto già dotato di infrastrutture televisive significative e la principale tower company indipendente italiana avrebbe determinato una posizione dominante nel mercato delle infrastrutture per il broadcasting televisivo. Le Parti avrebbero detenuto circa 1.500-2.000 postazioni, con una presenza nell’85-90% dei siti considerati strategici e una quota di mercato in valore superiore al 50%. L’AGCM aveva valorizzato anche gli elevati switching costs, le barriere all’entrata e la limitata pressione esercitata dagli operatori locali e da Rai Way.
Sul piano verticale, l’Autorità aveva ritenuto che EI Towers potesse ostacolare o escludere operatori di rete e fornitori di servizi media concorrenti mediante una preclusione totale o parziale degli input infrastrutturali. I mercati a valle considerati comprendevano il broadcasting digitale terrestre, la televisione gratuita e la raccolta pubblicitaria su mezzo televisivo.
Le misure del 2011 prevedevano, tra l’altro, obblighi di accesso alle infrastrutture a condizioni eque, trasparenti e non discriminatorie; obblighi di investimento per adeguare o ampliare i siti; fornitura di servizi di gestione degli impianti con livelli di servizio garantiti; pubblicazione di listini orientati ai costi; predisposizione di offerte disaggregate; parità di trattamento tra soggetti terzi e società del gruppo; sistemi di tracciabilità delle richieste di accesso; eventuale separazione contabile; requisiti di indipendenza degli amministratori; obblighi informativi sulle operazioni con parti correlate; mantenimento della quotazione e della contendibilità del controllo; trasmissione periodica all’AGCM di relazioni sull’attuazione delle misure.
Mercati rilevanti
Il primo livello della filiera è costituito dal mercato delle infrastrutture per l’ospitalità degli impianti di diffusione televisiva, il cosiddetto tower business. Le infrastrutture comprendono torri, pali, tralicci e fabbricati destinati a ospitare apparati trasmittenti, antenne e sistemi ausiliari. I servizi includono ospitalità, installazione, manutenzione e, sempre più frequentemente, gestione full service della rete dell’operatore.
L’Autorità distingue, sotto il profilo merceologico, tra:
- mercato delle infrastrutture per la radiodiffusione televisiva;
- mercato delle infrastrutture per la radiodiffusione sonora;
- mercato delle infrastrutture per le telecomunicazioni mobili.
Il provvedimento si concentra sul mercato delle infrastrutture per la radiodiffusione televisiva. La distinzione rispetto alle infrastrutture mobili e radiofoniche dipende dalle caratteristiche tecniche dei segnali: il segnale televisivo è direzionale e richiede siti collocati in posizioni specifiche, storicamente utilizzate dai principali operatori, mentre i segnali mobili e radiofonici sono omnidirezionali e risentono maggiormente della prossimità agli apparati riceventi.
A valle si colloca il mercato nazionale dei servizi di diffusione televisiva su reti terrestri in tecnica digitale, o broadcasting digitale DTT. Esso riguarda la capacità trasmissiva, costituita da impianti e frequenze, destinata alla trasmissione del segnale televisivo terrestre mediante reti digitali. Gli operatori di rete detengono i diritti d’uso delle frequenze e vendono capacità trasmissiva ai fornitori di contenuti.
Sono inoltre considerati i mercati a valle collegati ai rapporti societari e verticali con Mediaset:
- mercato nazionale della televisione gratuita;
- mercato nazionale della raccolta pubblicitaria su mezzo televisivo, con possibile articolazione locale;
- mercato nazionale della pay-tv.
Il digitale terrestre è descritto come la principale piattaforma di trasmissione televisiva in Italia, con elevata rilevanza pubblica almeno fino al 2026. Il numero delle frequenze è condizionato dalla pianificazione regolamentare e le frequenze nazionali erano destinate a ridursi da venti a dodici, determinando una contrazione delle risorse disponibili.
Posizioni di mercato
Nel mercato delle infrastrutture per la radiodiffusione televisiva, i dati relativi al 2018 evidenziano le seguenti posizioni:
- EI Towers: 2.100-2.200 torri, pari al 35-40% in volume; fatturato di 100-300 milioni di euro e quota del 40-45% in valore; quota del 70-75% considerando il fatturato escluso l’infragruppo;
- Rai Way: 2.000-2.100 torri, pari al 35-40% in volume; quota del 40-45% in valore sul dato complessivo e del 5-10% sul fatturato escluso l’infragruppo;
- operatori locali: 1.400-1.500 torri, pari al 25-30% in volume; quota dell’1-5% in valore sul dato complessivo e del 15-20% sul fatturato escluso l’infragruppo.
L’AGCM ha rilevato che Rai Way opera in misura sostanzialmente captive, mentre gli operatori locali non dispongono di infrastrutture sufficienti per realizzare reti nazionali con copertura superiore al 90% e, in generale, non sono in grado di offrire servizi full service su scala nazionale. Ne deriva una sostituibilità limitata tra EI Towers, Rai Way e gli operatori locali.
Nel mercato nazionale del broadcasting digitale, nel 2018, i principali operatori disponevano dei seguenti multiplex:
- Elettronica Industriale, gruppo Mediaset: cinque multiplex, pari al 25%;
- Persidera, gruppo F2i: cinque multiplex, pari al 25%;
- Rai: cinque multiplex, pari al 25%;
- PDBS, Prima TV, Europa Way, 3lettronica Industriale e Cairo Network: un multiplex ciascuno, pari al 5%.
Considerando il mercato non captive, Persidera rappresentava il principale operatore rivolto a editori terzi non integrati verticalmente. Nel 2018 Persidera deteneva il 45-50% del fatturato escluso l’infragruppo, mentre Elettronica Industriale deteneva il 25-30%. La quota di Persidera sul mercato complessivo, incluso l’infragruppo, era pari al 15-20%, e quella di Elettronica Industriale al 35-40%.
Mutamenti rilevanti e misure del 2019
L’AGCM ha escluso che il cambio di controllo di EI Towers o le modifiche strutturali del mercato avessero determinato automaticamente la caducazione delle misure del 2011. Poiché tali misure non prevedevano un limite temporale, la loro cessazione richiedeva un espresso provvedimento dell’Autorità preceduto da accertamenti istruttori.
Tuttavia, l’Autorità ha ritenuto che i mutamenti intervenuti avessero fatto venir meno la necessità sostanziale delle misure originarie, in quanto il quadro rimediale del 2019 era idoneo a coprire i rischi concorrenziali ancora esistenti.
Le misure del 2019 riproducono o aggiornano ampiamente le misure del 2011, con riferimento in particolare a:
- accesso alle infrastrutture;
- condizioni eque, trasparenti e non discriminatorie;
- listini e orientamento ai costi;
- offerte disaggregate;
- tracciabilità e conservazione delle richieste;
- relazioni periodiche sull’attuazione degli impegni.
Il provvedimento del 2019 ha inoltre introdotto una specifica misura relativa all’offerta di servizi full service, ritenuti sempre più rilevanti in considerazione dell’evoluzione tecnologica e della riforma delle frequenze nazionali e locali.
Le misure del 2019 affrontano anche profili non presenti nel regime originario, tra cui la segregazione delle informazioni e la limitazione della partecipazione di Mediaset alle discussioni e decisioni riguardanti potenziali operazioni con operatori attivi nel broadcasting digitale. Sono inoltre previste modifiche ai patti parasociali e allo statuto di EI Towers, requisiti di indipendenza degli organi di Persidera e modifiche ai rapporti contrattuali tra Persidera ed EI Towers.
Valutazione dei rischi concorrenziali attuali
L’Autorità ha riconosciuto che il potere di mercato di EI Towers nel mercato delle infrastrutture televisive permane. Rai Way continua a essere prevalentemente captive e gli operatori locali esercitano una pressione concorrenziale attenuata per disponibilità, qualità e copertura delle infrastrutture, oltre a non poter generalmente offrire servizi full service su scala nazionale.
Permangono anche rischi verticali, benché modificati rispetto al 2011. Mediaset non controlla più EI Towers, ma conserva una partecipazione qualificata del 40% e alcuni diritti. Inoltre, l’acquisizione di Persidera da parte di F2i ha ricreato un collegamento verticale tra EI Towers, attiva nel mercato infrastrutturale, e Persidera, attiva nel broadcasting digitale. L’AGCM ha quindi confermato l’esistenza di un rischio di preclusione parziale o totale degli input agli operatori concorrenti del broadcasting digitale.
Secondo l’Autorità, tali rischi sono tuttavia adeguatamente contenuti dalle misure del 2019. La transizione tecnologica verso il DVB-T2 e la riforma delle frequenze sono state considerate nel procedimento relativo a Persidera e non costituiscono un motivo per mantenere autonomamente in vigore le misure del 2011. L’AGCM ha inoltre rilevato che le misure del 2019 prevedono una maggiore disaggregazione dei servizi, così da consentire l’acquisto non discriminatorio da parte di operatori nazionali e locali.
Posizioni dei terzi e parere AGCom
Rai Way ha sostenuto la necessità di mantenere le misure del 2011, sottolineando la persistente posizione dominante di EI Towers e la funzione degli impegni nel prevenire effetti di foreclosure orizzontali e verticali. Rai ha ritenuto che le misure del 2011 fossero autonome rispetto a quelle del 2019 e potessero essere utili anche in caso di futuri cambiamenti societari. PDBS si è opposta alla revoca, prospettando almeno un coordinamento formale per evitare duplicazioni e richiamando la transizione tecnologica e l’assegnazione delle frequenze locali.
Altri operatori, tra cui 3lettronica Industriale, Europa Way, Sky Italia, Prima TV e Cairo Network, non hanno formulato opposizioni sostanziali alla revoca, pur con alcuni richiami al processo di riforma del sistema televisivo.
L’AGCom, ai sensi dell’articolo 1, comma 6, lettera c), n. 11, della legge n. 249/1997, ha espresso parere favorevole allo schema di provvedimento, richiamando anche le valutazioni svolte nell’ambito del procedimento F2i/Persidera e il processo di revisione tecnologica del broadcasting digitale.
Esito
L’AGCM ha concluso che sono venute meno le ragioni di fatto e di diritto che avevano giustificato le misure imposte nel 2011 a Digital Multimedia Technologies, ora EI Towers, ed Elettronica Industriale. La revoca non elimina la disciplina rimediale vigente: restano infatti pienamente efficaci le misure imposte con la delibera n. 27984 del 12 novembre 2019.
Il dispositivo revoca integralmente le misure imposte con la delibera n. 23117 del 14 dicembre 2011. Il provvedimento è impugnabile dinanzi al TAR Lazio entro sessanta giorni dalla notificazione oppure mediante ricorso straordinario al Presidente della Repubblica entro centoventi giorni.
Punti principali
Oggetto del procedimento
L’istruttoria C11205B è stata avviata ai sensi dell’articolo 16, comma 4, della legge n. 287/1990 per verificare se i mutamenti societari, fattuali e di mercato giustificassero la revoca totale o parziale delle misure imposte con il provvedimento n. 23117 del 2011.
Evoluzione societaria
EI Towers è nata dalla fusione tra il ramo infrastrutturale di Elettronica Industriale e Digital Multimedia Technologies. Nel 2018 F2i ha acquisito il controllo di EI Towers, mentre Mediaset ha mantenuto una partecipazione del 40% e alcuni poteri di veto. Nel 2019 F2i ha inoltre acquisito il controllo di Persidera, con autorizzazione subordinata a ulteriori misure.
Criticità originarie
Nel 2011 l’AGCM aveva individuato una posizione dominante di EI/DMT nel mercato delle infrastrutture per il broadcasting televisivo e rischi verticali di preclusione degli input nei mercati del broadcasting digitale, della televisione gratuita e della raccolta pubblicitaria televisiva.
Mercato delle infrastrutture televisive
Nel 2018 EI Towers disponeva di circa 2.100-2.200 torri, con una quota del 35-40% in volume e del 40-45% in valore; considerando il fatturato escluso l’infragruppo, la quota raggiungeva il 70-75%. Rai Way aveva una quota del 5-10% sul fatturato non captive, mentre gli operatori locali detenevano il 15-20%.
Mercato del broadcasting digitale terrestre
Nel mercato nazionale DTT, nel 2018, Elettronica Industriale e Persidera disponevano ciascuna di cinque multiplex, pari al 25% del totale. Escludendo l’infragruppo, Persidera deteneva il 45-50% del fatturato e Elettronica Industriale il 25-30%.
Valutazione dell’AGCM
L’Autorità ha ritenuto che il potere di mercato di EI Towers permanga, ma che le misure del 2019 riproducano o aggiornino ampiamente quelle del 2011 e affrontino anche i nuovi rischi derivanti dall’integrazione verticale tra EI Towers, Persidera e Mediaset.
Esito
Sono state revocate integralmente le misure imposte con la delibera n. 23117 del 14 dicembre 2011. Restano pienamente vigenti le misure imposte con la delibera n. 27984 del 12 novembre 2019.
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