Sentenza n. 4624/2026 - Milano, Sezione 3
Per l’ottemperanza alla sentenza del Tribunale di Milano n. 1340/2024, depositata il 13.03.2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: inottemperanza alla sentenza del Tribunale di Milano n. 1340/2024, che aveva condannato il Ministero a mettere a disposizione la carta docente per gli anni scolastici 2019/2020, 2020/2021, 2021/2022 e 2022/2023, per euro 500 annui
Esito
Favorevole al ricorrente (docente)
Prevale il privato
La controversia
La ricorrente ha proposto azione di ottemperanza per ottenere l'esecuzione della sentenza del Tribunale di Milano n. 1340/2024, depositata il 13 marzo 2024, passata in giudicato e ritualmente notificata, che aveva condannato il Ministero a mettere a disposizione la carta docente, o un beneficio equipollente, per quattro anni scolastici, per un importo di euro 500 per ciascun anno. Ha dedotto il mancato pagamento, anche parziale, nonostante il decorso del termine dilatorio di 120 giorni. Ha chiesto anche una penalità di mora. L'ottemperanza in questo giudizio non comprende le spese liquidate nel giudizio di cognizione, distratte in favore del difensore.
La decisione
Il TAR ha accolto il ricorso, accertando l'inottemperanza: il termine dilatorio di 120 giorni era decorso e dagli atti risultava che il Ministero non aveva effettuato pagamenti, neppure parziali. Il Ministero, pur costituito, non ha contestato l'an o il quantum del credito né fornito informazioni sull'esecuzione. Ha ordinato il pagamento integrale entro 90 giorni dalla pubblicazione della sentenza. In caso di ulteriore inadempimento, ha nominato commissario ad acta il Direttore della Ragioneria territoriale dello Stato di Milano, Monza e Brianza, con facoltà di delega; il commissario dovrà provvedere entro ulteriori 60 giorni dalla comunicazione dell'inottemperanza, a cura della ricorrente, compiendo gli atti necessari a carico e spese dell'amministrazione. Ha respinto la richiesta di penalità di mora, reputandone manifestamente iniqua l'applicazione in considerazione del tempo trascorso dalla notificazione e dal passaggio in giudicato e dell'entità delle somme pretese. Ha condannato il Ministero alle spese del giudizio, liquidate in euro 800 oltre accessori, con distrazione al difensore antistatario.
Norme richiamate
art. 14 d.l. 669/1996, convertito dalla l. 30/1997
Il Tribunale osserva come, rispetto al titolo della cui ottemperanza si tratta – passato in giudicato e notificato ritualmente - sia decorso il termine dilatorio di 120 giorni per il pagamento, previsto dall’art. 14 del d.l. 31 dicembre 1996, n. 669, convertito dalla legge 28 febbraio 1997, n. 30.
Il termine dilatorio di 120 giorni previsto per il pagamento da parte dell'amministrazione deve essere decorso prima di poter accertare l'inadempimento rilevante ai fini dell'ottemperanza.
Massime di principio
- Quando un titolo giudiziale passato in giudicato e ritualmente notificato impone all'amministrazione un pagamento, l'ottemperanza può essere accolta se è decorso il termine dilatorio di 120 giorni e risulta che l'amministrazione non ha pagato, neppure parzialmente.
- In sede di ottemperanza, la mancata contestazione da parte dell'amministrazione costituita e la mancata produzione di informazioni sull'esecuzione, unitamente alla documentazione e alle dichiarazioni della parte, consentono di ritenere non contestati l'an e il quantum del credito.
- Accertata l'inottemperanza, il giudice può assegnare all'amministrazione un termine per adempiere e nominare sin dalla sentenza un commissario ad acta, incaricato di provvedere in caso di ulteriore inerzia entro il termine stabilito.
- La penalità di mora richiesta in sede di ottemperanza può essere negata quando, in relazione al tempo trascorso dalla notificazione e dal passaggio in giudicato e all'entità delle somme pretese, la sua applicazione risulti manifestamente iniqua.
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