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Decreto legge

DECRETO-LEGGE 12 ottobre 2023, n. 140

Misure urgenti di prevenzione del rischio sismico connesso al fenomeno bradisismico nell'area dei Campi Flegrei.

Normativa italiana23G00156

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Il decreto introduce misure per fronteggiare il bradisismo nei territori dei Campi Flegrei individuati dai provvedimenti attuativi: analisi della vulnerabilità edilizia, comunicazione alla popolazione, pianificazione ed esercitazioni di emergenza, verifica delle infrastrutture e potenziamento della protezione civile. Prevede stanziamenti per il 2023-2025, specifici interventi per il 2024 e, per la struttura di supporto, la proroga al 31 dicembre 2026; per Monte di Procida finanzia fabbisogni negli anni 2026 e 2027.

Misure urgenti per il rischio bradisismico nei Campi Flegrei

Misure urgenti per il bradisismo nei Campi Flegrei

Il decreto dispone interventi coordinati per affrontare gli effetti dell’evoluzione del fenomeno bradisismico nell’area dei Campi Flegrei. L’ambito territoriale è circoscritto, per ciascuna misura, dai provvedimenti attuativi previsti dal decreto.

Analisi della vulnerabilità e monitoraggio

Il Dipartimento della protezione civile coordina, con la Regione Campania, la Città metropolitana di Napoli, i comuni interessati e i centri di competenza individuati dalla norma, la predisposizione e l’attuazione di un piano straordinario relativo al patrimonio edilizio pubblico e privato e alla pericolosità locale. Il piano, approvato con decreto ministeriale entro 90 giorni dall’entrata in vigore, è adottato sulla base di una proposta tecnica del Dipartimento, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, d’intesa con il presidente della Regione e sentiti la Città metropolitana e i sindaci interessati. Comprende:

  • uno studio di microzonazione sismica di livello 3;
  • l’analisi della vulnerabilità sismica dell’edilizia privata, per individuare misure di mitigazione e stimarne il fabbisogno finanziario;
  • l’analisi della vulnerabilità dell’edilizia pubblica e un primo piano di misure di mitigazione, corredato da cronoprogramma; l’istruttoria tecnica ed economica può avvalersi dei centri di competenza;
  • un programma di implementazione del monitoraggio sismico e delle strutture.

Il piano riporta anche gli interventi e le opere in corso o già realizzati sugli edifici pubblici considerati e i relativi finanziamenti pubblici disponibili. Il Dipartimento delimita in via speditiva la zona d’intervento, sulla base dei dati di sollevamento bradisismico e sismicità e con il concorso dei soggetti coinvolti, limitandola alle porzioni di territorio comunale direttamente interessate.

Per la microzonazione sono previsti al massimo 1,5 milioni di euro per il 2023, secondo le disposizioni attuative del Piano nazionale della prevenzione sismica. L’analisi dell’edilizia privata è svolta con procedure semplificate, che non costituiscono verifica sismica ai sensi delle Norme tecniche per le costruzioni: le modalità sono definite con ordinanza del Capo del Dipartimento, in deroga alle disposizioni vigenti nel rispetto dei principi generali e del diritto dell’Unione europea, d’intesa con la Regione Campania; l’ordinanza acquista efficacia dalla sua adozione ed è pubblicata secondo le regole richiamate dal decreto. Per tali procedure il limite è di 3,5 milioni di euro nel 2023. Per le attività relative all’edilizia pubblica sono stanziati al massimo 40 milioni di euro: 37 milioni nel 2024 per opere e fino a 3 milioni nel 2023 per l’analisi di vulnerabilità. Il monitoraggio integra la rete dell’Osservatorio vesuviano dell’INGV e le reti nazionali RAN e OSS, con un limite di 200.000 euro per il 2024.

Il Dipartimento può avvalersi del Provveditorato interregionale per le opere pubbliche competente per le attività sull’edilizia pubblica. Può inoltre utilizzare strutture di amministrazioni locali e periferiche dello Stato, società in house e professionisti individuati dagli ordini professionali; per ciascun incarico professionale il compenso annuo massimo è di 50.000 euro, al lordo degli oneri previdenziali e fiscali a carico dell’amministrazione.

Struttura temporanea di supporto

Per accelerare l’attuazione del piano, presso il Dipartimento della protezione civile è istituita una struttura temporanea alle dipendenze del Capo del Dipartimento. La struttura, costituita con decreto ministeriale entro 30 giorni dall’entrata in vigore, dispone di un massimo di 20 unità: un dirigente di livello non generale e 19 unità non dirigenziali. Il personale è selezionato tra dipendenti di amministrazioni centrali e, fino a un massimo di otto unità, di enti territoriali, previa intesa con le amministrazioni di appartenenza; può essere collocato fuori ruolo, in comando, distacco o posizione analoga. Per il dirigente sono ammesse deroghe ai limiti percentuali richiamati dalla norma. La struttura era prevista fino al 31 dicembre 2025; la durata è stata successivamente prorogata al 31 dicembre 2026, insieme agli incarichi e all’assegnazione del personale, alle medesime condizioni giuridiche ed economiche e nel limite di spesa di 1.159.014 euro per il 2026.

Comunicazione alla popolazione

La Regione Campania, in raccordo con il Dipartimento della protezione civile e con il supporto dei centri di competenza, coordina le attività di comunicazione e approva il relativo piano entro 45 giorni dall’entrata in vigore. Il piano sviluppa iniziative già avviate o ne promuove di nuove, tenendo conto delle esigenze delle persone con disabilità, ed è attuato d’intesa con i comuni della zona rossa individuata dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 24 giugno 2016.

Le iniziative possono riguardare la conoscenza dei rischi e delle buone pratiche di protezione civile, anche tramite il volontariato; attività per le scuole, incontri periodici con la popolazione, formazione continua dei giornalisti locali e installazione di segnaletica di protezione civile. Sono previste anche forme di comunicazione specifiche per le persone con disabilità. Per l’attuazione è autorizzato un massimo di 1 milione di euro per il 2023, trasferito dal bilancio autonomo della Presidenza del Consiglio alla Regione Campania.

Pianificazione ed esercitazioni di emergenza

Nell’ambito della pianificazione di protezione civile dell’area flegrea già disciplinata nel 2016, il Dipartimento della protezione civile elabora, entro 60 giorni dall’entrata in vigore, un piano speditivo di emergenza per l’area interessata. Il piano, predisposto in raccordo con Regione, Prefettura di Napoli ed enti territoriali e fondato sulle conoscenze di pericolosità dei centri di competenza, definisce le procedure operative da adottare in caso di recrudescenza del fenomeno e considera le esigenze delle persone con disabilità.

Il piano è sottoposto a esercitazioni del Servizio nazionale della protezione civile, promosse dal Dipartimento d’intesa con la Regione e con il coinvolgimento della Città metropolitana, della Prefettura e dei comuni interessati; le attività tengono conto anche della ricognizione dei luoghi in cui vivono persone con disabilità. La pianificazione è realizzata con le risorse disponibili, senza nuovi o maggiori oneri; per le esercitazioni è autorizzato un massimo di 750.000 euro per il 2023.

Infrastrutture di trasporto e servizi essenziali

La Regione Campania coordina, con i comuni interessati, la ricognizione delle criticità delle infrastrutture di trasporto e degli altri servizi essenziali. Entro 90 giorni dall’entrata in vigore devono essere individuate le criticità, stimati i costi e forniti elementi utili ai soggetti competenti per definire gli interventi necessari e aggiornare la pianificazione di emergenza. La ricognizione è finanziata con un massimo di 200.000 euro per il 2023, trasferiti dal bilancio autonomo della Presidenza del Consiglio alla Regione.

Il commissario straordinario previsto dalla legge n. 887 del 1984 trasmette al Governo e alle Camere, entro 30 giorni dall’entrata in vigore della legge di conversione, una relazione sullo stato del programma di adeguamento del trasporto intermodale nelle zone interessate, indicando risorse disponibili, impegnate ed erogate e valutando eventuali misure di accelerazione e semplificazione. La Regione individua, tra le risorse disponibili risultanti dalla ricognizione, quelle da destinare al Comune di Pozzuoli per l’apertura al transito e la manutenzione, nel 2024, delle gallerie di collegamento tra il porto e la viabilità d’accesso alla tangenziale di Napoli. Il Comune può avvalersi di ANAS S.p.A., anche mediante convenzione; ad ANAS spetta esclusivamente il rimborso degli oneri effettivamente sostenuti, entro le risorse disponibili.

Potenziamento della risposta territoriale di protezione civile

La Città metropolitana di Napoli coordina la ricognizione dei fabbisogni urgenti dei comuni interessati, riguardanti:

  • assunzioni a tempo determinato per 24 mesi dall’effettiva presa di servizio, incluse figure specialistiche per il rischio sismico e vulcanico, per rafforzare le strutture comunali e garantire una sala operativa attiva 24 ore su 24;
  • materiali, mezzi e risorse strumentali per le attività di protezione civile;
  • aree e strutture temporanee di accoglienza, anche fuori dal territorio metropolitano.

Entro 30 giorni dall’entrata in vigore, la Città metropolitana approva il piano dei fabbisogni, entro il limite complessivo di 6,8 milioni di euro. I comuni attuano gli interventi necessari in somma urgenza ai sensi del codice dei contratti pubblici e, per predisporre aree e strutture di accoglienza, possono derogare alle destinazioni d’uso dei vigenti strumenti urbanistici.

Per Monte di Procida, in ragione della prossimità alla zona d’intervento, la Città metropolitana coordina la ricognizione dei fabbisogni di personale a tempo determinato di cui sopra e approva uno specifico piano, fino a 250.000 euro annui per ciascuno degli anni 2026 e 2027. Il finanziamento è coperto mediante riduzione del fondo previsto dall’articolo 1, comma 200, della legge n. 190 del 2014.

Il personale regionale direttamente impiegato può essere autorizzato, entro un massimo di dieci unità, a svolgere straordinario oltre i limiti vigenti: fino a 50 ore mensili per persona e per 12 mesi, entro un limite complessivo di 50.000 euro. Il direttore regionale competente individua il personale e le procedure amministrative.

Per le misure sono autorizzati complessivamente 4.050.000 euro per il 2023, 467.000 euro per il 2024 e 2.333.000 euro per il 2025. Le somme sono trasferite ai comuni in base al piano dei fabbisogni, salvo 50.000 euro per il 2023 destinati alla Regione per lo straordinario del personale.

Copertura finanziaria e decorrenza

Gli oneri di parte corrente indicati dal decreto, pari a 14.142.858 euro per il 2023, 1.324.142 euro per il 2024 e 2.333.000 euro per il 2025, sono coperti, per 14.142.858 euro nel 2023 e 857.142 euro nel 2024, dal bilancio autonomo della Presidenza del Consiglio; la quota di 467.000 euro per il 2024 e quella di 2.333.000 euro per il 2025 gravano sul fondo previsto dalla legge n. 190 del 2014. Gli oneri in conto capitale, pari a 37,2 milioni di euro per il 2024, sono coperti mediante le risorse dell’autorizzazione di spesa prevista dalla legge n. 232 del 2016, confluite nel capitolo 7458 dello stato di previsione del MEF per gli interventi di prevenzione del rischio sismico.

Il decreto è entrato in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale ed è stato presentato alle Camere per la conversione in legge.

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