Cassazione Civile, Sentenza n. 36406/2023 del 29/12/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Gli attori chiedevano l'accertamento della proprietà di terreni siti in agro di Mileto (particelle 29,30,31,32,139 - "Orto Monsignore") o, in via subordinata, l'acquisto per usucapione. Hanno prodotto atto pubblico di divisione del 27/03/1954 e denuncia di successione del 15/03/1968, sostenendo di aver detenuto i terreni fino a esproprio conclusosi nel 2001. In appello e poi in cassazione la ricorrente ha contestato l'applicazione da parte della Corte territoriale dell'onere di prova più rigoroso (c.d. probatio diabolica), deducendo che trattandosi di mera azione di accertamento (non di rivendica né di richiesta di restituzione) l'onere probatorio doveva essere attenuato e poteva formarsi il convincimento anche sulla base di elementi documentali e presuntivi.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha confermato il principio secondo cui, quando l'attore non è nel possesso del bene al momento dell'instaurazione del giudizio, sia l'azione di accertamento della proprietà sia la rivendicazione richiedono la medesima ampiezza e rigorosità probatoria. Nel caso concreto la Corte ha ritenuto non provati né il titolo idoneo ad attestare l'acquisto a titolo originario, né il possesso utile per l'usucapione; inoltre il consulente tecnico aveva indicato che l'area rientra nell'area denominata "Mileto Antica" soggetta alle disposizioni di tutela del d.lgs. n. 42/2004, circostanza che, secondo il CTU, osterebbe l'usucapione dopo l'entrata in vigore del decreto (22/01/2004). Sono state condannate le ricorrenti alle spese di giudizio in favore del Comune.
Norme richiamate
art. 948 c.c.
Richiamato nel ricorso in relazione alla disciplina delle azioni a difesa della proprietà; evocato come norma rilevante nel contesto dell'onere probatorio nelle azioni reali.
art. 2967 c.c.
Richiamato nel ricorso con riferimento all'onere della prova e alla dimostrazione del titolo di proprietà/usucapione.
d.lgs. n. 42/2004 (Codice dei beni culturali e del paesaggio)
Dal CTU è stata richiamata la qualificazione dell'area come bene culturale soggetto a tutela; la tutela può impedire l'acquisto per usucapione dopo l'entrata in vigore della norma (22/01/2004), secondo quanto rilevato in sede peritale.
art. 391-bis c.p.c.
Applicato in sede istruttoria/organizzativa per valutare la manifesta infondatezza del ricorso e le modalità di fissazione dell'adunanza di Corte in camera di consiglio.
art. 380-bis c.p.c.
Richiamato congiuntamente all'art. 391-bis per le forme di trattazione delle controversie ritenute manifestamente infondate e per la proposizione della definizione sommaria.
art. 13, comma 1-quater D.P.R. n. 115/2002 e art. 1, co. 17 L. n. 228/2012
Norme richiamate in ordine al contributo unificato: la Corte ha disposto l'ulteriore versamento da parte della ricorrente quando ricorrano i presupposti processuali.
Orientamento giurisprudenziale della Cassazione (es. Sez. 2, Ord. n. 24050/2022)
Principio citato dalla Corte: nelle azioni a difesa della proprietà (accertamento e rivendicazione) l'ampiezza e la rigorosità della prova circa la spettanza del diritto sono identiche; la differenza attiene al risultato finale dell'azione (dichiarazione vs reintegrazione del possesso).
Massime di principio
- Se il ricorrente non è in possesso del bene al momento dell'inizio del giudizio, sia l'azione di accertamento della proprietà sia la rivendicazione richiedono lo stesso grado rigoroso di prova del titolo (nessuna attenuazione dell'onere probatorio).
- L'attenuazione dell'onere probatorio è possibile soprattutto nelle azioni di natura 'creditizia' o risarcitoria (es. domanda di indennità d'esproprio o risarcimento per occupazione usurpativa), dove l'obiettivo è individuare l'avente diritto al pagamento e il giudice può formare il convincimento anche su elementi documentali o presuntivi; tale principio non si estende automaticamente alle azioni reali dirette all'accertamento della proprietà quando manchi il possesso.
- Per ottenere accoglimento di una domanda di accertamento di proprietà senza possesso attuale è necessario fornire titoli idonei e rigorosi (atti pubblici, trascrizioni, denunce di successione, atti integrativi) e prove del precedente possesso continuato e non interrotto se si invoca l'usucapione.
- Se il bene è stato qualificato come bene culturale ai sensi del d.lgs. n. 42/2004, ciò può ostare all'acquisto per usucapione successivo alla sua tutela: verificare sempre lo status del bene e le eventuali comunicazioni/annotazioni degli enti competenti.
- In presenza di procedure espropriative concluse, occorre valutare l'effetto dell'esproprio sul possesso e sulla legittimazione: la perdita formale del possesso per esproprio indebolisce la posizione probatoria dell'attore che pretende la proprietà.
- Per presentare un caso solido: produrre e trascrivere atti pubblici/domande di successione, documentazione catastale, prove continue e pacifiche di possesso (ricevute, lavori, testimonianze), trascrizioni relative all'iter espropriativo e verificare l'eventuale iscrizione di vincoli culturali o paesaggistici.
- Valutare il rischio processuale: in caso di rigetto la soccombenza comporta condanna alle spese; le questioni manifeste di infondatezza possono essere trattate in camera di consiglio secondo le norme del codice di procedura civile.
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