Cassazione Civile, Sentenza n. 29166/2021 del 20/10/2021
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Gli appellanti impugnano la sentenza della Corte d'appello di Genova che aveva confermato la condanna a rimuovere la porzione di terrapieno con muro di sostegno realizzata sulla loro proprietà in Imperia, ritenuta innalzamento artificiale del terreno e quindi nuova costruzione collocata a distanza inferiore ai 12 metri dal fabbricato della vicina Garibaldi, in violazione del P.R.G. comunale. I ricorrenti deducono carenza e apparente motivazione (art. 132 cod. proc. civ.), contestano la qualificazione dell'opera come nuova costruzione e l'applicabilità della distanza di 12 metri (art. 873 c.c. e art. 47 N.D.A. del P.R.G.), lamentano l'omesso esame della concessione in sanatoria del 2002 e di una nota del dirigente comunale che avrebbe escluso l'applicazione della distanza ai terrapieni.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso principale e dichiarato assorbito il ricorso incidentale. Ha ritenuto la motivazione della Corte d'appello adeguata: la consulenza tecnica d'ufficio e le deposizioni dimostravano che l'intervento era una sopraelevazione di un terrapieno naturale, ossia un incremento artificiale del dislivello, qualificabile come nuova costruzione soggetta alle distanze previste dal P.R.G. e dall'art. 873 c.c. La concessione in sanatoria è stata considerata irrilevante nei rapporti tra privati (salvo licenza in deroga), e la nota del dirigente comunale non assumeva valore di interpretazione autentica del P.R.G. Le spese di giudizio sono poste a carico dei ricorrenti (liquidate in euro 4.200,00 oltre accessori) e i ricorrenti devono versare ulteriore contributo unificato.
Norme richiamate
art. 132 cod. proc. civ.
Il vizio di motivazione sussiste solo se la sentenza è priva dei motivi essenziali o la motivazione è meramente apparente; nel caso la motivazione della Corte d'appello è stata ritenuta sufficiente a spiegare la ratio decidendi
art. 873 cod. civ.
Le opere che determinano o accentuano artificialmente un dislivello, come muri di sostegno per terrapieni innalzati dall'uomo, possono essere qualificate come costruzioni soggette agli obblighi di distanza tra fabbricati
art. 47 N.D.A. del P.R.G. del Comune di Imperia
La disposizione del P.R.G. che fissa la distanza minima di 12 metri tra costruzioni è applicabile alla fattispecie quando l'opera venga qualificata come nuova costruzione; l'interpretazione tecnica comunale non sostituisce il ruolo interpretativo dell'autorità giudiziaria
principio giurisprudenziale sulla rilevanza della concessione edilizia
La presenza di una concessione o di una sanatoria rileva nel rapporto pubblicistico con la PA ma è, di regola, irrilevante nella valutazione dei diritti tra privati salvo ipotesi di licenza in deroga; pertanto una sanatoria non esclude automaticamente la responsabilità verso i terzi
art. 23, comma 8-bis, d.l. 28.10.2010 n.137 (conv. L. 18.12.2010 n.176)
Previsione procedurale sulla possibilità di trattare la causa in camera di consiglio senza discussione orale, applicata nel procedimento di cassazione
Massime di principio
- Un terrapieno innalzato artificialmente e dotato di muro di sostegno può essere qualificato come nuova costruzione e sottostare alle distanze previste dal piano regolatore e dall'art. 873 c.c.
- La motivazione della sentenza è sufficiente se espone l'iter logico-argomentativo basato su elementi probatori (CTU, deposizioni); il vizio di motivazione sussiste solo quando la motivazione è totalmente astratta o apparente
- La concessione edilizia o la sanatoria non ha efficacia automatica nei rapporti tra privati: non esclude i rimedi del vicino per violazione delle norme sulle distanze, salvo il caso di licenza in deroga espressa
- Pareri o note dell'amministrazione comunale sull'interpretazione del P.R.G. non vincolano il giudice e non sostituiscono un'interpretazione formale adottata dall'ente con le relative competenze e procedure
- In contenziosi tra vicini su opere in terreno in dislivello, la consulenza tecnica d'ufficio può avere valore decisivo; chi intende sottrarre l'opera all'applicazione delle norme sulle distanze deve fornire prova convincente della naturalità e immutabilità del dislivello
- La parte soccombente può essere condannata non solo alla rimozione o al ripristino, ma anche al pagamento delle spese processuali e dei contributi unificati aggiuntivi previsti per il grado di giudizio
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