Sentenza del 21/06/2016 n. 12784 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale il privato
La controversia
L’Agenzia delle Entrate ha impugnato la sentenza della Commissione tributaria di secondo grado di Bolzano, sostenendo la violazione della L. n. 212/2000, art. 12, comma 7. In particolare, ha contestato la dichiarazione di illegittimità dell’avviso di accertamento notificato prima del decorso del termine dilatorio di sessanta giorni dalla consegna del processo verbale di constatazione. Secondo l’Agenzia, l’imminente scadenza del termine decadenziale per l’esercizio del potere impositivo costituiva una ragione oggettiva di particolare urgenza, tale da giustificare la notifica anticipata, e il giudice tributario non avrebbe potuto sindacare le scelte organizzative dell’Amministrazione.
La decisione
La Corte di cassazione ha respinto il ricorso dell’Agenzia delle Entrate, confermando l’illegittimità dell’avviso di accertamento notificato prima della scadenza dei sessanta giorni. Ha stabilito che l’imminente scadenza del termine decadenziale dell’azione accertativa non costituisce, di per sé, una ragione di urgenza idonea a derogare al termine previsto dall’art. 12, comma 7, dello Statuto del contribuente. Le ragioni d’urgenza devono consistere in circostanze concrete, provate dall’Amministrazione, estranee alla sua sfera organizzativa e non riconducibili alla sua diretta responsabilità. Le spese del giudizio di cassazione sono state compensate, poiché il ricorso era stato proposto prima del consolidarsi dell’orientamento giurisprudenziale applicato.
Norme richiamate
Legge n. 212 del 2000, art. 12, comma 7, Statuto dei diritti del contribuente
Il termine dilatorio di sessanta giorni per la formulazione di osservazioni e richieste dopo la consegna del processo verbale di constatazione.
L’Amministrazione finanziaria non può notificare l’avviso di accertamento prima del decorso di sessanta giorni dalla consegna del processo verbale, salvo l’esistenza di specifiche e comprovate ragioni di urgenza. L’imminente scadenza del termine decadenziale per l’accertamento non è sufficiente, perché rientra nella sfera organizzativa e nella responsabilità dell’Amministrazione.
Art. 360, comma 1, n. 3, codice di procedura civile
Violazione o falsa applicazione di norme di diritto.
È stato il parametro processuale invocato dall’Agenzia delle Entrate per denunciare l’erronea interpretazione dell’art. 12, comma 7, dello Statuto del contribuente; la censura è stata ritenuta infondata.
Massime di principio
- Il termine di sessanta giorni previsto dopo la consegna del processo verbale di constatazione tutela il diritto del contribuente al contraddittorio e deve essere rispettato dall’Amministrazione finanziaria.
- La notifica anticipata dell’avviso è legittima solo in presenza di circostanze concrete, specifiche, eccezionali e adeguatamente motivate, estranee alla responsabilità organizzativa dell’Amministrazione.
- La prossima scadenza del termine di decadenza per l’accertamento non costituisce, da sola, una valida ragione d’urgenza: l’Amministrazione deve programmare per tempo la propria attività.
- Quando l’avviso è notificato prima della scadenza del termine senza una valida e provata ragione d’urgenza, l’atto può essere dichiarato illegittimo.
- In situazioni analoghe, occorre verificare la data di consegna del processo verbale, la data di notifica dell’avviso e la motivazione concreta dell’eventuale deroga al termine dilatorio.
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