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Sentenza

Sentenza del 15/04/2015 n. 2220 - Comm. Trib. Reg. per il Lazio

Accertamento, liquidazione e controlli - Studi di settore - Scostamento dei ricavi dai parametri - Insufficienza - Ulteriori elementi probatori - Necessitano - Illegittimità dell'accertamento - Consegue.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

Il contribuente ha contestato la legittimità dell'accertamento, ritenendo insufficiente il solo scostamento tra i ricavi dichiarati e quelli risultanti dagli studi di settore o dai parametri. Secondo il principio affermato, l'Ufficio deve dimostrare l'effettiva applicabilità dello standard al caso concreto, fornire ulteriori elementi probatori idonei a corroborare la presunzione e spiegare specificamente perché non ritiene fondate le giustificazioni fornite dal contribuente nel contraddittorio.

La decisione

La sentenza ha ritenuto illegittimo l'accertamento, poiché il semplice scostamento dai parametri non è sufficiente a dimostrare una grave incongruenza tra ricavi dichiarati e ricavi accertati. Studi di settore e parametri costituiscono presunzioni semplici, che possono assumere i requisiti di gravità, precisione e concordanza solo all'esito di un contraddittorio effettivo e adeguatamente motivato. L'Amministrazione deve quindi integrare lo standard con ulteriori elementi e valutare le difese del contribuente; in mancanza, l'accertamento non può reggere.

Norme richiamate

  • Art. 53 della Costituzione

    Richiama il principio di capacità contributiva, che impone che la pretesa fiscale sia fondata su elementi concreti e adeguatamente motivati.

  • Art. 62-sexies, comma 3, del D.L. 331/1993

    Consente l'accertamento basato su gravi incongruenze rispetto a ricavi, compensi e corrispettivi determinati mediante studi di settore, ma non rende sufficiente il solo scostamento aritmetico.

  • Art. 38, comma 3, del D.P.R. 633/1972

    Richiamato quale disciplina dei poteri di accertamento, da applicare nel rispetto dei presupposti probatori e motivazionali richiesti.

  • Art. 39, comma 1, lettera d), del D.P.R. 600/1973

    Disciplina l'accertamento analitico-induttivo, che deve essere sostenuto da elementi presuntivi qualificati e coerenti con la situazione concreta del contribuente.

  • Art. 2729 del Codice civile

    Le presunzioni semplici devono essere gravi, precise e concordanti; tali requisiti non derivano automaticamente dal mero scostamento dallo studio di settore.

  • Art. 6, comma 5, della Legge 212/2000

    Impone il confronto procedimentale con il contribuente nei casi previsti, consentendogli di fornire spiegazioni e giustificazioni prima dell'adozione della pretesa fiscale.

  • Art. 3, comma 7, della Legge 241/1990

    Rileva per l'obbligo di motivazione del provvedimento amministrativo, che deve indicare le ragioni concrete della decisione e della mancata accettazione delle difese del contribuente.

Massime di principio

  • Lo scostamento dai risultati degli studi di settore o dai parametri è soltanto un indizio e, da solo, non prova l'evasione né legittima automaticamente l'accertamento.
  • L'Amministrazione deve dimostrare che lo standard prescelto è concretamente applicabile all'attività e alla situazione specifica del contribuente.
  • Il contraddittorio con il contribuente deve essere effettivo: le giustificazioni presentate devono essere esaminate e, se respinte, devono essere confutate con motivazione specifica.
  • In assenza di ulteriori elementi probatori, di contraddittorio valido o di motivazione adeguata, l'accertamento fondato esclusivamente sugli studi di settore è esposto all'annullamento.
  • Il contribuente che contesta l'accertamento dovrebbe documentare le circostanze concrete che spiegano lo scostamento, mentre l'Ufficio deve verificare tali elementi e motivare puntualmente la propria conclusione.

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