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Ordinanza

Ordinanza n. 1138/2026 - Catania, Sezione 4

per l'annullamento del provvedimento Cat.-OMISSIS- Prot. n. -OMISSIS-, notificato al ricorrente in data 23.08.2025 con il quale il Questore della Provincia di Ragusa ha decretato il non accoglimento della richiesta di rilascio/rinnovo del permesso di soggiorno avanzata dal cittadino gambiano -OMISSIS-; ove occorra, della comunicazione dei motivi ostativi ai sensi dell'art. 10-bis della Legge n. 241/90 notificata il 28.03.2024 e di ogni altro atto presupposto, consequenziale e comunque connesso, anche non conosciuto.

Giustizia amministrativa202502047

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Sicilia - Catania, Sez. IVOrdinanza istruttoriaAzione di annullamento

Atto impugnato: decreto del Questore di Ragusa di rigetto della richiesta di rinnovo del permesso di soggiorno per lavoro subordinato

Esito

INTERLOCUTORIO

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il decreto notificato il 23 agosto 2025, nonché, ove occorra, la comunicazione dei motivi ostativi ex art. 10-bis l. 241/1990 notificata il 28 marzo 2024, chiedendone l’annullamento previa tutela cautelare. Il giudizio riguarda il rigetto della richiesta di rinnovo del permesso di soggiorno per lavoro subordinato. In precedenza, il Collegio aveva accolto l’istanza cautelare, disponendo il riesercizio del potere e facendo salvi i successivi provvedimenti, alla luce degli elementi medio tempore acquisiti e degli eventuali esiti dei procedimenti penali riguardanti il ricorrente. In udienza è emerso che la difesa erariale non aveva trasmesso alla Questura di Ragusa la precedente ordinanza cautelare.

La decisione

Il TAR non ha definito nel merito la domanda di annullamento. Ritenendo necessario verificare lo stato di attuazione dell’ordinanza cautelare e la persistenza e conformazione dell’interesse del ricorrente alla decisione di merito, ha disposto un incombente istruttorio a carico dell’amministrazione resistente. Entro 60 giorni dalla comunicazione o, se anteriore, dalla notificazione dell’ordinanza, l’amministrazione dovrà fornire chiarimenti documentati sull’attuazione della pronuncia cautelare oppure sull’eventuale adozione di nuovi provvedimenti relativi all’istanza del ricorrente, tenendo conto anche degli eventuali esiti dei procedimenti penali. La trattazione è stata rinviata all’udienza pubblica del 19 novembre 2026. Non è stata adottata una decisione definitiva sulla legittimità del diniego.

Norme richiamate

  • art. 10-bis l. 241/1990

    La disposizione è richiamata quale base normativa della comunicazione dei motivi ostativi, senza che l’ordinanza ne esamini nel merito la legittimità.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Richiamato quale presupposto per l’oscuramento delle generalità e dei dati identificativi della parte ricorrente.

  • art. 10 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamato, insieme alla normativa nazionale, a tutela dei diritti e della dignità della parte interessata in relazione all’oscuramento dei dati.

Massime di principio

  • Quando, nel corso di un giudizio di annullamento, sia stata accolta una domanda cautelare ai fini del riesercizio del potere, il giudice può disporre chiarimenti documentati sullo stato di attuazione della misura e sull’eventuale adozione di nuovi provvedimenti, anche per verificare la persistenza e la concreta conformazione dell’interesse alla decisione di merito.
  • Nel giudizio amministrativo inteso come giudizio sul rapporto, la verifica dell’interesse attuale alla decisione può richiedere l’acquisizione d’ufficio di informazioni documentate sull’attività amministrativa successiva alla pronuncia cautelare.

Come è indicizzato

MateriePermesso di soggiornoIstruttoria processuale
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelareOnere della prova e principio dispositivoSopravvenuta carenza di interesse

Testo integrale

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