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Sentenza

Sentenza n. 2090/2026 - Palermo, Sezione 3

Giustizia amministrativa202500441

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Sicilia - Palermo, Sez. IIISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego di iscrizione della comunità alloggio all’Albo comunale delle strutture socioassistenziali

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società ha impugnato il diniego comunale di iscrizione della propria comunità alloggio per anziani all’Albo comunale delle strutture socioassistenziali, deducendo: violazione degli artt. 10 e 10-bis della legge n. 241/1990 per omessa comunicazione del preavviso di rigetto, violazione del giusto procedimento e dei principi di partecipazione e trasparenza, nonché sviamento; violazione dell’art. 3 della legge n. 241/1990, difetto di motivazione, carenza dei presupposti, travisamento e carenza di istruttoria. La società aveva riferito di avere presentato una SCIA per l’avvio dell’attività socioassistenziale e, successivamente, la domanda di iscrizione all’Albo comunale. Nel corso del giudizio ha dichiarato il sopravvenuto difetto di interesse alla decisione.

La decisione

Il TAR ha dichiarato improcedibile il ricorso per sopravvenuto difetto di interesse, ai sensi dell’art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a., prendendo atto della dichiarazione resa dalla società ricorrente nella memoria dell’8 maggio 2026. Il giudice non ha esaminato i motivi relativi alla partecipazione procedimentale, al preavviso di rigetto, alla motivazione, all’istruttoria e ai presupposti del diniego. L’Amministrazione aveva chiesto la condanna alle spese sulla base della soccombenza virtuale, ma il Collegio ha compensato integralmente le spese in ragione della non particolare complessità delle questioni trattate.

Norme richiamate

  • art. 27 l.r. Sicilia n. 22/1986

    È la disposizione in base alla quale era istituito l’Albo comunale delle strutture socioassistenziali cui la società aveva chiesto di essere iscritta; la sentenza non ne esamina il contenuto sostanziale.

  • art. 10 l. n. 241/1990

    Invocato dalla ricorrente in relazione alle garanzie partecipative nel procedimento amministrativo; il motivo non è stato esaminato per l’improcedibilità del ricorso.

  • art. 10-bis l. n. 241/1990

    Invocato dalla ricorrente per la mancata comunicazione del preavviso di rigetto; il motivo non è stato esaminato.

  • art. 3 l. n. 241/1990

    Invocato dalla ricorrente in relazione all’obbligo di motivazione; il motivo non è stato esaminato.

  • art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.

    Impone di dichiarare improcedibile il ricorso quando, nel corso del giudizio, sopravviene il difetto di interesse delle parti alla decisione.

  • art. 85, comma 9, c.p.a.

    Richiamato tra le disposizioni applicate; la sentenza non ne esplicita una specifica interpretazione.

Massime di principio

  • Quando, nel corso del giudizio amministrativo, sopravviene il difetto di interesse alla decisione, il ricorso deve essere dichiarato improcedibile ai sensi dell’art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a., senza esame dei motivi di illegittimità dedotti.
  • La dichiarazione del ricorrente di sopravvenuto difetto di interesse è idonea a determinare l’improcedibilità del ricorso quando il giudice ne prenda atto e non risulti una persistente esigenza di decisione sulla domanda.

Come è indicizzato

MaterieAccreditamento e convenzionamentoEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiSanitàProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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