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Sentenza

Sentenza del 09/06/2015 n. 3218 - Comm. Trib. Reg. per il Lazio

Accertamento, liquidazione e controlli - Ripresa a tassazione di addebiti bancari ingiustificati - Scritture contabili correttamente tenute - Prova contraria - Sussiste. Ripresa a tassazione di costi illegittimamente dedotti - Scritture contabili correttamente tenute - Costo dedotto l'anno precedente - Importo fuori campo di accertamento.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

La società ha impugnato un avviso di accertamento emesso a seguito di un processo verbale di constatazione e di indagini bancarie autorizzate. L’Ufficio aveva recuperato a tassazione alcuni addebiti bancari ritenuti ingiustificati e costi considerati illegittimamente dedotti. La contribuente ha dimostrato, tramite scritture contabili regolarmente tenute e puntuali annotazioni, la riconducibilità degli addebiti a operazioni effettive e la corretta imputazione temporale dei costi. Ha inoltre provato che uno degli importi contestati era stato dedotto nell’annualità precedente e non in quella oggetto di accertamento.

La decisione

La Commissione Tributaria Regionale di Roma ha ritenuto illegittima la ripresa a tassazione degli addebiti bancari, poiché le scritture contabili consentivano di ricostruirne lo storico e fornivano una prova contraria idonea a superare la presunzione prevista dall’art. 32 del D.P.R. n. 600/1973. È stata inoltre dichiarata nulla la ripresa relativa agli importi riferibili all’annualità precedente, in quanto non risultavano dedotti nell’anno accertato e quindi non concorrevano alla determinazione del reddito d’impresa di tale periodo.

Norme richiamate

  • Art. 32 del D.P.R. n. 600/1973

    Le risultanze delle indagini bancarie possono fondare una presunzione a carico del contribuente, ma questa può essere superata mediante prova contraria adeguata, analitica e coerente, anche attraverso scritture contabili regolarmente tenute e documentazione idonea a giustificare i movimenti.

Massime di principio

  • Le presunzioni derivanti dalle indagini bancarie non sono assolute: il contribuente può superarle dimostrando puntualmente l’origine, la destinazione e la corretta contabilizzazione degli addebiti o degli altri movimenti contestati.
  • La regolare tenuta delle scritture contabili, se accompagnata da annotazioni specifiche e verificabili, può costituire una prova contraria sufficiente rispetto alle contestazioni dell’Amministrazione finanziaria.
  • L’Amministrazione deve rispettare il principio di competenza e l’esatta annualità fiscale: non può recuperare in un periodo d’imposta un costo dedotto, o comunque rilevante, in un’annualità diversa.
  • In caso di contestazioni bancarie, è opportuno conservare e produrre estratti conto, fatture, registrazioni contabili, causali e ogni documento che consenta di ricostruire con precisione le operazioni.
  • La prova contraria deve essere concreta e analitica; una contestazione generica dell’accertamento, senza riconciliazioni contabili o documentazione di supporto, normalmente non è sufficiente.

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