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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 16168/2023 del 08/06/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti chiedevano la conferma della cancellazione delle segnalazioni alla Centrale dei Rischi, la cancellazione delle ipoteche e il risarcimento dei danni, sostenendo che avevano effettuato un'offerta reale del residuo debito (anche tenendo conto dei contributi della Regione Sicilia) e contestando inoltre la legittimità degli interessi applicati (usura) e l'entità del risarcimento per il danno alla reputazione e patrimoniale.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso principale dei ricorrenti e il ricorso incidentale della banca. Ha ritenuto inammissibili o infondati i motivi che denunciavano violazioni di legge o omesso esame di fatti decisivi, perché essi richiedevano un riesame di merito o non indicavano con la necessaria specificità i fatti omessi. In particolare: 1) l'offerta reale non è stata ritenuta sufficiente a estinguere il debito alla data indicata perché non provato che la Regione avesse pagato la sua quota; 2) la pretesa restituzione di interessi per presunta usura è stata respinta in quanto comporterebbe una ingiusta locupletazione (i ricorrenti non avevano effettivamente corrisposto quelle somme); 3) il danno alla reputazione non è stato ritenuto "in re ipsa" come nel caso del protesto cambiario e la valutazione del danno effettuata dalla Corte d'appello (riduzione a €5.000 per ciascuna persona fisica) è da considerarsi apprezzamento del merito non sindacabile in Cassazione; 4) le doglianze della banca sull'istruttoria e sulle CTU sono inammissibili perché configurano un riesame del merito. Le spese del giudizio di legittimità sono compensate integralmente tra le parti.

Norme richiamate

  • artt. 1206, 1207, 1209, 1210 cod. civ.

    Richiamati dai ricorrenti in relazione all'offerta reale; la Corte ha ritenuto che l'applicazione di tali norme non possa essere decisa in Cassazione quando l'accertamento sulla somma dovuta alla data rilevante dipende da valutazioni di merito e dalla prova del pagamento della quota regionale

  • L. 104/1996 (rectius indicata 108/1996) e L.R. Sicilia n. 31/1991, art. 4

    Richiamate nella doglianza relativa ai contributi regionali e alla ripartizione degli interessi; la Corte ha escluso che la presenza del contributo regionale possa automaticamente determinare la restituzione a favore dei mutuatari ove non sia provato il pagamento da parte della Regione

  • art. 360, n. 5, cod. proc. civ.

    Applicato per valutare i motivi che denunciavano omesso esame di fatti decisivi: la Corte ha affermato che il ricorrente deve indicare con precisione il fatto storico omesso e la sua decisività; mere richieste di riesame del merito sono inammissibili

  • artt. 115 e 116 cod. proc. civ.

    Evocati dalla banca per censurare la valutazione delle prove e delle CTU; la Corte ha ricordato che le critiche alla valutazione delle prove in grado di merito non sono sindacabili in cassazione salvo specifici limiti e che non è ammesso trasformare un vizio di valutazione probatoria in un motivo di diritto

  • art. 348 ter, co. 5 cod. proc. civ.

    Riferito nel contesto della 'doppia conforme' tra primo e secondo grado: la Corte ha osservato che la conformità delle motivazioni di primo e secondo grado rafforza l'ammissibilità delle decisioni impugnate

  • art. 23, co. 8bis, d.l. n. 137/2020 conv. nella l. n. 176/2000

    Richiamato solo per dare conto dell'assenza di richiesta di discussione orale e dello svolgimento del procedimento in camera di consiglio

  • art. 13, comma 1-quater D.P.R. n. 115/02 (come modificato dalla legge n.228/12)

    Applicato per l'accertamento degli eventuali ulteriori contributi unificati dovuti per il ricorso e il ricorso incidentale, indicando l'onere processuale-amministrativo connesso

Massime di principio

  • In cassazione non è consentito un riesame degli elementi di fatto e delle prove: i motivi che, di fatto, chiedono la rivalutazione del materiale istruttorio o l'apprezzamento diverso delle CTU sono inammissibili.
  • L'offerta reale (tender) o la presunta estinzione per contributi di terzi richiedono prova puntuale che tali somme siano state effettivamente versate per estinguere il debito alla data rilevante; in mancanza, non si può convalidare l'estinzione e ordinare la cancellazione di iscrizioni ipotecarie o segnalazioni.
  • La restituzione di interessi asseritamente usurari è valutata tenendo conto della concreta imputazione dei pagamenti: non è possibile disporre la restituzione di somme che il ricorrente non ha effettivamente corrisposto se ciò determinerebbe un'ingusta locuplazione.
  • Il danno alla reputazione non è automaticamente "in re ipsa": la categoria si applica in modo ristretto (es. protesto cambiario che offende onore e reputazione personale). Per lesioni di reputazione commerciale occorre fornire elementi che permettano al giudice di inferire il danno patrimoniale o ricorrere a presunzioni supportate da altre prove.
  • Per far valere l'omesso esame di un fatto decisivo (art. 360, n.5), il ricorrente deve indicare esattamente il fatto storico omesso, dove esso risulti negli atti, come e quando è stato dibattuto e perché la sua considerazione avrebbe cambiato l'esito della controversia.
  • La compensazione integrale delle spese di giudizio è possibile quando entrambe le parti risultano in sostanza soccombenti o quando l'esito non consente di attribuire l'onere delle spese in modo equo.

Testo integrale

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