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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 21284/2026 del 10/06/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorso denunciava violazione di legge e vizio di motivazione per errata valutazione delle prove: il giudice di merito avrebbe richiesto un livello di prova proprio della responsabilità (certezza dello stato di alterazione) invece del piu' limitato e diverso livello indiziario richiesto per legittimare l'accompagnamento del conducente agli accertamenti sanitari ex art. 187 Cod. Strada. Il PG contestava che il giudice non abbia correttamente valutato gli elementi sintomatici rilevati dagli operanti (agitazione, tono elevato della voce, dilatazione pupillare, presenza di involucri vuoti di cellophane nell'autovettura) e non abbia specificato quali ulteriori indici sarebbero stati necessari né abbia eventualmente disposto integrazione probatoria ai sensi dell'art. 441, comma 5 c.p.p.

La decisione

La Corte ha ritenuto fondato il secondo motivo: ha constatato un vizio di motivazione per aver sovrapposto il piano probatorio (prova dello stato di alterazione) al diverso livello indiziario richiesto per l'attivazione degli accertamenti sanitari. Ha precisato che l'art. 187 Cod. Strada richiede, per l'operatore di polizia, l'esistenza di elementi idonei a ingenerare un ragionevole sospetto valutato ex ante secondo criteri di plausibilità, non la prova certa dello stato di alterazione. Ha inoltre osservato che la sentenza impugnata non ha indicato quali ulteriori indici concreti sarebbero mancati agli operanti, rendendo la motivazione apodittica e non verificabile. Per questi motivi la Corte ha annullato la sentenza impugnata e ha disposto il rinvio al Tribunale di Livorno in diversa persona fisica per nuovo giudizio conforme ai principi esposti.

Norme richiamate

  • art. 187 Codice della Strada

    Consente agli operatori di sottoporre il conducente ad accertamenti tossicologici quando sussistono elementi idonei a ingenerare un ragionevole sospetto di alterazione da stupefacenti; in tale fase non è richiesta la prova dello stato di alterazione, ma solo indici sintomatici apprezzabili secondo un criterio di ragionevolezza ex ante

  • art. 441, comma 5, Codice di Procedura Penale

    Prevede la possibilità di integrazione probatoria; la Corte ha rilevato che il giudice di merito avrebbe dovuto valutare se disporre integrazione e indicare quali elementi mancanti avrebbero dovuto essere acquisiti, anziché limitarsi a un'asserzione generica di insufficienza probatoria

  • Giurisprudenza di Cassazione richiamata (es. Sez. 5, n. 1814/2015; Sez. 4, n. 12197/2017 e altre)

    Richiama il consolidato orientamento secondo cui il giudizio sul 'ragionevole motivo' è parametrato alla prospettiva dell'operatore di polizia e soggetto a criteri di plausibilità ex ante; gli elementi che giustificano l'accompagnamento devono essere esplicitati dagli operatori e valutati dal giudice

Massime di principio

  • Distinguere sempre tra il livello di prova necessario per la condanna e il livello indiziario/di ragionevole sospetto necessario per l'attivazione di accertamenti sanitari: per ordinare test tossicologici basta il ragionevole sospetto, non la prova certa dell'alterazione
  • Segni comportamentali (agitazione, tono di voce elevato, dilatazione pupillare) e elementi circostanziali (es. involucri vuoti) possono costituire indici idonei a giustificare l'accompagnamento e gli accertamenti, valutati secondo la prospettiva dell'operatore di polizia e la plausibilità ex ante
  • Il giudice che ritiene insufficienti gli elementi raccolti deve motivare con precisione quali ulteriori indizi siano necessari e, se opportuno, disporre l'integrazione probatoria ai sensi dell'art. 441 c.p.p.; una mera affermazione di carattere congetturale è insufficiente
  • Se il giudice applica erroneamente il criterio probatorio (esige la prova invece del ragionevole sospetto), la decisione è viziata per manifesta illogicità o carenza argomentativa e può essere annullata con rinvio
  • Per gli operatori è importante esplicitare nell'atto le ragioni che fondano il ragionevole sospetto, in modo che il giudice possa verificare la legittimità dell'attivazione degli accertamenti

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