Cassazione Civile, Ordinanza n. 21484/2026 del 24/06/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa Corte ha preso atto dell'intervenuta conciliazione tra le parti e ha dichiarato estinto il giudizio di cassazione, compensando le spese di lite. Non è stato quindi esaminato il merito dei motivi di ricorso, né è stata resa una decisione sulla fondatezza dell'accertamento tributario confermato dalla CTR.
Esito
Favorevole al resistente (pubblica amministrazione)
La controversia
La lite traeva origine da un avviso di accertamento con cui l'Ufficio aveva contestato a un professionista, per l'anno d'imposta 2009, un maggior imponibile ai fini IVA, IRPEF e IRAP. La Commissione tributaria regionale aveva accolto l'appello dell'Agenzia delle entrate e confermato l'atto impositivo, ritenendo provato, sulla base di plurimi elementi gravi, precisi e concordanti, che le prestazioni effettivamente svolte non corrispondevano alle note proforma emesse dal contribuente e che alcune fatture risultavano intestate a uno studio associato pur riferendosi ad attività in concreto svolte dal professionista. Il contribuente proponeva ricorso per cassazione affidandolo a tre motivi, ma nel corso del giudizio le parti depositavano un accordo conciliativo e la dichiarazione dell'Agenzia delle entrate-Riscossione per la cessazione della materia del contendere.
Massime di principio
- Quando nel giudizio di legittimità interviene un accordo conciliativo tra le parti, la Corte dichiara l'estinzione del giudizio senza esaminare i motivi di ricorso.
- La declaratoria di estinzione per conciliazione comporta la compensazione delle spese di lite, ove così disposto dalla Corte.
- In presenza di cessazione della materia del contendere formalmente documentata, viene meno l'interesse alla decisione sul merito dell'impugnazione.
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