Provvedimento AGCM PS12962 del 17/03/2026
RECENSIONI SU TRUSTPILOT
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeL’AGCM ha accertato che Trustpilot Group Plc, Trustpilot A/S e Trustpilot S.r.l. hanno posto in essere una pratica commerciale scorretta nella gestione e presentazione della piattaforma Trustpilot. La condotta riguardava l’informativa ai consumatori sui servizi a pagamento offerti alle imprese, sull’effettivo impatto di tali servizi su TrustScore, numero di recensioni, etichetta "Verificata" e ranking, nonché sulle modalità di verifica della genuinità delle recensioni. L’Autorità ha ritenuto la pratica ingannevole e idonea a falsare in misura apprezzabile il comportamento economico dei consumatori, vietandone la diffusione o continuazione e irrogando una sanzione complessiva di 4 milioni di euro in solido.
Trustpilot Group Plc, Trustpilot A/S e Trustpilot S.r.l.: informativa ingannevole su recensioni e ranking della piattaforma Trustpilot, con accertamento di pratica scorretta e sanzione
Recensioni su Trustpilot e informativa ingannevole sui servizi a pagamento
L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha esaminato il funzionamento della piattaforma Trustpilot, contestando a Trustpilot Group Plc, Trustpilot A/S e Trustpilot S.r.l. una pratica commerciale scorretta nei confronti dei consumatori che consultano le recensioni per orientare le proprie scelte di acquisto. Il procedimento è stato avviato a seguito di numerose segnalazioni e ha riguardato, in particolare, il modo in cui la piattaforma presentava l’affidabilità delle recensioni, il significato dell’etichetta "Verificata" e l’incidenza dei servizi a pagamento offerti alle imprese recensite.
Origine del procedimento e soggetti coinvolti
Il procedimento PS12962 ha riguardato il gruppo Trustpilot nel suo complesso, con Trustpilot Group Plc quale holding finale, Trustpilot A/S quale principale società operativa e Trustpilot S.r.l. quale società italiana impegnata nelle attività commerciali e di supporto. È intervenuta U.Di.Con. quale associazione di consumatori. L’istruttoria ha incluso accertamenti ispettivi presso Trustpilot S.r.l., richieste di informazioni, audizioni e scambi di memorie, nonché una proroga del termine conclusivo per la complessità della fattispecie.
Condotta contestata: recensioni, TrustScore e servizi a pagamento
Secondo l’AGCM, Trustpilot si presentava come piattaforma neutrale e affidabile, dichiarando di consentire a chiunque di lasciare recensioni e di adottare controlli idonei a garantire l’autenticità dei contenuti. In realtà, la piattaforma metteva a disposizione delle imprese diversi piani a pagamento e ulteriori servizi che potevano incidere su elementi centrali per la decisione del consumatore: numero di inviti a recensire, quantità di recensioni raccolte, recensioni etichettate come "Verificata", TrustScore e ranking nelle ricerche per categoria.
L’Autorità ha rilevato che, almeno fino al 18 gennaio 2026, l’informazione sull’adesione dell’impresa a un piano a pagamento era collocata in modo marginale e poco evidente. Inoltre, il consumatore non veniva adeguatamente informato della tipologia di abbonamento sottoscritta dall’impresa consultata, né dei servizi aggiuntivi concretamente utilizzati e dei loro effetti sulla raccolta e valutazione delle recensioni.
Effetti sui consumatori: "Verificata", TrustScore e ranking
L’istruttoria ha evidenziato che l’etichetta "Verificata" veniva attribuita non solo in presenza di una vera verifica documentale dell’esperienza, ma anche nel caso di recensioni pubblicate a seguito di inviti automatici o di altre forme di interazione minimale tra impresa e consumatore. L’AGCM ha ritenuto che ciò potesse indurre i consumatori a credere, contrariamente al vero, che le recensioni contrassegnate come verificate derivassero sempre da esperienze autentiche e pienamente accertate.
È stato inoltre accertato che i servizi a pagamento potevano ampliare o rimuovere i limiti agli inviti a recensire, incrementando la probabilità di ottenere più recensioni e influenzando così TrustScore e posizionamento nelle ricerche. L’Autorità ha valorizzato anche la possibilità, emersa in istruttoria, di usare inviti manuali oltre il periodo dichiarato di fruibilità o di selezionare di fatto i destinatari degli inviti, con effetto sulla rappresentatività delle valutazioni pubblicate.
Omissioni informative e dark pattern
L’AGCM ha qualificato la presentazione complessiva della piattaforma come caratterizzata da omissioni informative e da tecniche di design ingannevole, in particolare information overload e visual prominence. Le informazioni rilevanti erano sparse tra pagina profilo, sezioni dedicate alle imprese, pop-up, tooltip e collegamenti ipertestuali, senza una visualizzazione chiara e immediata per il consumatore. Il risultato era quello di distogliere l’attenzione dal nesso tra servizi a pagamento e indicatori di affidabilità utilizzati dagli utenti per valutare le imprese.
Valutazione giuridica e scorrettezza della pratica
L’Autorità ha ritenuto la condotta idonea a falsare in misura apprezzabile il comportamento economico del consumatore medio, ai sensi degli articoli 20, 21, 22 e 23, comma 1, lett. bb-ter), del Codice del consumo. La pratica è stata considerata ingannevole perché suscettibile di alterare la percezione di attendibilità delle imprese recensite e del grado di soddisfazione dei loro clienti, facendo credere che le recensioni presenti sulla piattaforma fossero sempre autentiche e indipendenti da servizi a pagamento.
L’AGCM ha anche escluso che la sola presenza di alcune informazioni sulla piattaforma potesse neutralizzare l’effetto complessivo della pratica, poiché il problema non era l’assenza assoluta di dati, ma la loro frammentazione, scarsa evidenza e insufficienza rispetto agli effetti concreti dei piani a pagamento.
Esito finale, sanzione e obblighi
Il provvedimento ha accertato la scorrettezza della pratica e ne ha vietato la diffusione o continuazione. È stata irrogata, in solido tra Trustpilot Group Plc, Trustpilot A/S e Trustpilot S.r.l., una sanzione amministrativa pecuniaria di 4.000.000 euro. Il professionista deve inoltre comunicare all’Autorità, entro 60 giorni dalla notifica, le iniziative adottate in ottemperanza alla diffida. Il provvedimento richiama infine le ordinarie conseguenze per l’eventuale inottemperanza e le modalità di pagamento della sanzione.
Punti principali
Parti e origine del procedimento
Il procedimento PS12962 è stato avviato nei confronti di Trustpilot Group Plc, Trustpilot A/S e Trustpilot S.r.l., sulla base di numerose segnalazioni e di accertamenti preistruttori. È intervenuta U.Di.Con. come associazione di consumatori. L’istruttoria ha incluso accertamenti ispettivi presso Trustpilot S.r.l., acquisizioni documentali, audizioni e richieste di informazioni, con proroga del termine finale per la complessità della fattispecie.
Condotta contestata e funzionamento della piattaforma
Trustpilot è una piattaforma di recensioni che si presenta come neutrale, aperta a tutti e capace di garantire recensioni autentiche. L’Autorità ha però rilevato che la piattaforma offre alle imprese servizi a pagamento che possono incidere sul numero di inviti a recensire, sulla raccolta di recensioni, sul TrustScore, sulla qualifica di recensione "Verificata" e sul posizionamento nelle ricerche per categoria. Le informazioni su tali servizi risultavano, almeno fino al 18 gennaio 2026, marginali, frammentarie e non immediatamente accessibili.
Verifica delle recensioni e significato di "Verificata"
Secondo l’AGCM, Trustpilot attribuisce l’etichetta "Verificata" non solo a seguito di verifiche documentali sulla genuinità della recensione, ma anche quando la recensione deriva da inviti automatici o da una semplice interazione tra impresa e consumatore, senza un controllo sostanziale sull’autenticità dell’esperienza. Questo poteva indurre i consumatori a ritenere che le recensioni etichettate come verificate fossero sempre frutto di un’esperienza reale e accertata.
Incidenza dei piani a pagamento su TrustScore e ranking
L’Autorità ha ritenuto che i piani a pagamento, in particolare quelli con maggiori limiti o inviti illimitati, consentano alle imprese di aumentare il numero di recensioni raccolte e, di conseguenza, di influenzare TrustScore, numero di recensioni verificate e ordinamento nei risultati di ricerca. È stata valorizzata anche la possibilità, emersa in istruttoria, di usare inviti manuali oltre i limiti dichiarati o di selezionare di fatto i destinatari degli inviti, con effetti sulla rappresentatività delle recensioni.
Omissioni informative e tecniche di presentazione
L’AGCM ha qualificato la pratica come caratterizzata anche da dark pattern, in particolare information overload e visual prominence. Le informazioni rilevanti erano distribuite in sezioni diverse del sito, pop-up e link testuali, senza adeguata evidenza nella pagina principale del profilo aziendale. Il consumatore non riceveva un’informazione chiara sul tipo di abbonamento sottoscritto dall’impresa e sui servizi aggiuntivi in grado di incidere sulla percezione di affidabilità.
Valutazione finale, sanzione e ordini
L’Autorità ha accertato la scorrettezza della pratica ai sensi degli articoli 20, 21, 22 e 23, comma 1, lett. bb-ter), del Codice del consumo. Ha vietato la diffusione o continuazione della pratica e ha irrogato una sanzione amministrativa pecuniaria di 4.000.000 euro in solido alle tre società. È stato inoltre imposto di comunicare entro 60 giorni le misure adottate per ottemperare alla diffida.
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