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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 40904/2022 del 28/10/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione contro la conferma della condanna per furto pluriaggravato di un motociclo, con doglianza sull'erronea applicazione dell'art. 62 n. 6 c.p. e vizi di motivazione per il rifiuto del riconoscimento dell'attenuante per risarcimento del danno. Il ricorrente ha sostenuto che la Corte d'appello ha escluso l'attenuante basandosi sulla presunta non spontaneità della restituzione, deduzione ritenuta irrilevante o non veritiera dal ricorrente (richiamando un'informativa di reato sulla quale però non ha fornito elementi documentali nel processo).

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso nella parte relativa all'applicazione dell'attenuante di cui all'art. 62 n. 6 c.p., ritenendo che il giudice d'appello abbia errato nel collegare la sussistenza dell'attenuante alla spontaneità assoluta della restituzione. La sentenza impugnata è stata annullata limitatamente a tale punto e rinviata ad altra sezione della Corte d'appello di Catania perché valuti, sulle risultanze di causa, se la restituzione sia stata integrale e avvenuta prima del giudizio e se essa appaia effettivamente volontaria (ossia non sostanzialmente coincisa con una situazione di costrizione concreta, come il momento di una perquisizione).

Norme richiamate

  • art. 62, comma primo, n. 6, cod. pen. (attenuante del risarcimento del danno)

    L'attenuante richiede che la riparazione del danno (restituzione o risarcimento) sia integrale e avvenga prima del giudizio; non è richiesta la spontaneità assoluta dell'atto riparatorio, è sufficiente la volontarietà. La spontanea attività del reo è invece richiesta nella seconda ipotesi della stessa disposizione; la mera consapevolezza di essere indagato non esclude la volontarietà.

  • Giurisprudenza richiamata: Sez. 2, Sentenza n. 46758 del 24/11/2021, Rv. 282321

    Consolidato insegnamento che distingue tra volontarietà della riparazione (sufficiente per la prima ipotesi dell'art. 62 n.6) e spontanea iniziativa non coercitiva; conferma che non serve la spontaneità assoluta quando la restituzione sia volontaria e anteriore al giudizio.

Massime di principio

  • Per ottenere l'attenuante di cui all'art. 62 n.6 c.p. è decisivo che la riparazione del danno sia integrale e avvenga prima del giudizio; la caratteristica fondamentale è la volontarietà dell'atto riparatorio, non la sua assoluta spontaneità.
  • La circostanza che l'imputato fosse oggetto di indagini o fosse stato identificato come autore non esclude automaticamente l'attenuante: occorre valutare se la restituzione sia avvenuta in condizioni di costrizione concreta (es. durante una perquisizione) o sia stata comunque volontaria.
  • Il giudice di merito deve motivare specificamente sulle circostanze della restituzione (tempo, modalità, contesto) per decidere sulla volontarietà; deduzioni generiche o riferimenti a documenti non prodotti non possono sostituire una valutazione probatoria.
  • In fase difensiva è utile documentare la restituzione (atti, testimonianze, registrazioni, eventuali note di servizio) e chiarire il contesto temporale per convincere il giudice della volontarietà e dell'anteriorità al giudizio.
  • Se il giudice d'appello nega l'attenuante basandosi su ragioni che confondono spontaneità con mera consapevolezza di indagini, la decisione può essere annullata in Cassazione con rinvio per un nuovo esame concreto del fatto.

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