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Sentenza

Sentenza del 01/04/2022 n. 1139 - Comm. Trib. Reg. per la Calabria

Accertamento catastale (catasto) - In genere - Rendita catastale - Attribuzione a seguito di procedura c.d. DOCFA - Riclassamento - Motivazione - Differenze - Ragioni

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

Contestazione della rendita catastale attribuita a seguito di procedura DOCFA. L'Ufficio ha operato una variazione/riclassamento sostenendo che la "rendita proposta non è congrua" senza fornire una motivazione tecnica dettagliata; questione circa la sufficienza della motivazione a seconda che l'attribuzione derivi da DOCFA (procedura collaborativa iniziata dal contribuente) o da riclassamento d'ufficio ex art. 1, comma 335, L. 211/2004.

La decisione

La Corte territoriale ha ritenuto che, nel caso di attribuzione mediante DOCFA, l'obbligo motivazionale è assolto con l'indicazione dei dati oggettivi e della classe attribuita quando l'Ufficio non disattende gli elementi fattuali forniti dal contribuente; l'ufficio non ha dimostrato con motivazione tecnica la diversa valutazione economica, avendo limitato la giustificazione a "rendita proposta non congrua". Pertanto la variazione/riclassamento d'ufficio è stata considerata motivata in modo insufficiente e la rendita derivante dalla procedura DOCFA è stata confermata (esito favorevole al contribuente).

Norme richiamate

  • legge n. 211 del 2004, art. 1, comma 335

    art. 1, comma 335, L. n. 211/2004

    Consente il riclassamento d'ufficio da parte dell'Amministrazione; quando l'ufficio interviene su classamenti già attribuiti deve fornire motivazione approfondita che evidenzi gli elementi di discontinuità che giustificano la variazione.

  • procedura DOCFA (prassi catastale dell'Agenzia)

    Procedura collaborativa avviata dal contribuente; l'obbligo di motivazione dell'avviso relativo alla rendita attribuita mediante DOCFA è soddisfatto dalla indicazione dei dati oggettivi e della classe attribuita quando l'Ufficio non disattende gli elementi fattuali forniti e la differenza consista in una valutazione tecnica sul valore economico dei beni.

  • principio generale del dovere di motivazione degli atti amministrativi

    Gli atti che incidono su situazioni giuridiche soggettive devono essere adeguatamente motivati; motivazioni generiche o affermazioni prive di specificazione tecnica non soddisfano tale obbligo e possono portare all'annullamento dell'atto.

Massime di principio

  • Quando la rendita è attribuita tramite DOCFA (iniziativa del contribuente) la motivazione amministrativa può ritenersi assolta indicando i dati oggettivi e la classe, purché l'Ufficio non disattenda gli elementi fattuali forniti.
  • Se l'Ufficio interviene con un riclassamento d'ufficio ai sensi dell'art. 1, comma 335, L. 211/2004 la motivazione deve essere più circostanziata: è necessario indicare gli elementi di discontinuità rispetto al classamento precedente che giustificano la variazione.
  • Una motivazione generica del tipo "rendita proposta non congrua" è insufficiente se priva di spiegazione tecnica o di riferimento a elementi oggettivi che giustifichino la diversa valutazione.
  • In pratica, il contribuente deve fornire nella DOCFA dati e misurazioni oggettive; l'Ufficio che non contesti tali elementi specificamente non può limitarvisi a conclusioni generiche.
  • In contenzioso, i giudici tendono a confermare la rendita proposta con DOCFA se l'Ufficio non dimostra tecnicamente la necessità della variazione.

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