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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 42090/2021 del 31/12/2021

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione della decisione del Consiglio Nazionale Forense che, pur avendo accertato la responsabilità disciplinare dell'avv. Domenicangelo Strippoli per aver carpito la fiducia dei fratelli D'Eusanio e per essersi fatto consegnare complessivamente €355.170,00 senza partecipare all'asta né restituire le somme, aveva mitigato la sanzione da radiazione a sospensione triennale. Il Procuratore Generale denunciava eccesso di potere e palese contraddittorietà della motivazione, rilevando che la mitigazione si basava su due elementi non idonei: (i) una "incertezza" circa la spendita del titolo di avvocato, che la stessa sentenza aveva peraltro ritenuto irrilevante, e (ii) una mera dichiarazione di volontà di restituzione delle somme, non concretamente realizzata né verificata documentalmente.

La decisione

La Corte (Sezioni Unite) ha accolto il ricorso del Procuratore Generale, ritenendo che la motivazione del CNF fosse viziata da irriducibile contraddittorietà e meramente apparente: non è possibile attribuire valore mitigatorio a circostanze dichiarate irrilevanti dalla stessa sentenza (la spendita del titolo) né a proposte di restituzione non concretizzate. Per tali ragioni la Corte ha cassato la decisione impugnata nella parte relativa alla mitigazione della sanzione e ha rinviato la causa al Consiglio Nazionale Forense in diversa composizione. Il ricorso autonomo dell'avv. Strippoli è stato dichiarato inammissibile per genericità e carenza di specificità. Inoltre è stato rilevato l'obbligo, a carico dello Strippoli, del versamento di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato ai sensi dell'art.13, comma 1-quater del D.P.R. n.115/2002.

Norme richiamate

  • art. 360 n. 5 c.p.c.

    Limita il sindacato della Corte di Cassazione sui fatti, ma consente la verifica della congruità, dell'adeguatezza e dell'assenza di vizi logici della motivazione che sorregge la decisione disciplinare.

  • Cass. SS.UU. n. 24647/2016

    Richiamata per affermare la possibilità, nei limiti di legge, di sindacare vizi motivazionali delle decisioni del CNF.

  • Cass. SS.UU. n. 8053/2014

    Citata come parametro interpretativo dell'art. 360 c.p.c. in materia di sindacato sulla motivazione.

  • Cass. SS.UU. n. 20344/2018

    Usata per sottolineare che elementi privi di idoneità giustificativa non possono reggere una mitigazione sanzionatoria.

  • art. 59, lett. f), L. n. 247/2012

    Richiamato dallo Strippoli in censura (revoca testi), ma la Corte lo ha ritenuto invocato genericamente e quindi il motivo è stato dichiarato inammissibile.

  • artt. 22, 23, 24 Reg. CNF n. 2/2014

    Richiamati dallo Strippoli in relazione a presunte violazioni procedurali (revoca di prove), ma la censura è stata considerata generica e inammissibile.

  • art. 54, comma 1, L. n. 247/2012

    Riferimento al principio di autonomia del procedimento disciplinare rispetto al processo penale; la Corte ha ritenuto la censura generica e priva di specificità.

  • art. 378 c.p.c.

    Norma procedurale richiamata per i depositi memorie dall'Ordine degli Avvocati di Roma; la Corte ha valutato la regolarità della partecipazione scritta.

  • art. 23, co. 8-bis d.l. n. 137/2020 conv. I. n. 176/2020 e art. 7, co.1 d.l. n.105/2021 conv. I. n.126/2021

    Norme emergenziali sulla disciplina delle udienze cartolari; utilizzate per valutare la possibilità per l'Ordine di richiedere discussione orale e l'adeguatezza delle memorie depositate.

  • art. 380-bis c.p.c.

    Riferita nella discussione giurisprudenziale sulla possibilità di sostituire l'udienza orale con deposito di memorie; la Corte ha escluso l'applicabilità della giurisprudenza invocata dall'Ordine nel caso concreto.

  • art. 13, comma 1-quater D.P.R. n. 115/2002

    Applicato per disporre l'obbligo di versamento, da parte dello Strippoli, di un ulteriore contributo unificato a titolo di spese processuali.

  • art. 13, comma 1-bis D.P.R. n. 115/2002

    Richiamato in relazione al calcolo del contributo unificato dovuto dallo Strippoli; la Corte ne ha ordinato l'applicazione.

Massime di principio

  • La Corte di Cassazione può sindacare la decisione del CNF nei limiti della motivazione: è consentito il controllo quando la motivazione presenti vizi logici, contraddizioni irriducibili o sia meramente apparente.
  • Non è possibile fondare una mitigazione della sanzione disciplinare su elementi che la stessa decisione ha ritenuto irrilevanti: una circostanza dichiarata priva di rilevanza non può poi essere usata per attenuare la sanzione.
  • La mera dichiarazione di volontà di restituzione di somme indebitamente percepite non giustifica, di per sé, una riduzione della sanzione se non provata da atti concreti o dalla dimostrazione che il mancato adempimento sia imputabile alle parti offese.
  • Le censure in cassazione devono essere specifiche e circostanziate: motivi generici o privi di indicazione sul "come" sia stata leso un diritto sono inammissibili.
  • Il procedimento disciplinare ha autonomia rispetto al processo penale, ma l'autonomia non esime il giudice disciplinare dall'adozione di una motivazione coerente e non contraddittoria.
  • In contesti di udienze "cartolari" o disciplinati da norme emergenziali, le parti informate della modalità di trattazione devono attivarsi nei termini previsi per chiedere discussione orale; l'assenza di tale istanza può limitare le possibilità difensive in udienza.

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