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Ordinanza

Ordinanza n. 3094/2026 - Roma, Sezione 5Q

PER LA DICHIARAZIONE DI ILLEGITTIMITÀ del silenzio serbato in ordine all'istanza di cui alla diffida del 13 novembre 2025, avente ad oggetto il rilascio del visto per lavoro subordinato e, prima ancora, la fissazione di un appuntamento per la formalizzazione della richiesta del suddetto visto; NONCHÉ PER L'ACCERTAMENTO dell'obbligo di provvedere in ordine alle menzionate istanze e per la condanna a provvedere entro un termine non superiore a trenta giorni, con richiesta di nomina di un Commissario ad acta, qualora l'inottemperanza perdurasse.

Giustizia amministrativa202515807

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V quaterOrdinanza cautelareAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: silenzio serbato sull'istanza, preceduta da diffida, diretta al rilascio di un visto per lavoro subordinato e alla fissazione di un appuntamento per formalizzare la richiesta

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (amministrazione consolare)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha agito per la dichiarazione di illegittimità del silenzio serbato dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e dall'Ambasciata d'Italia a Islamabad sull'istanza contenuta nella diffida del 13 novembre 2025, avente a oggetto il rilascio del visto per lavoro subordinato e, preliminarmente, la fissazione di un appuntamento per formalizzare la domanda. Ha chiesto l'accertamento dell'obbligo dell'amministrazione di provvedere, con condanna a definire le istanze entro trenta giorni e nomina di un commissario ad acta in caso di ulteriore inottemperanza. In via incidentale ha domandato la sospensione dell'esecuzione del provvedimento impugnato. Il testo non specifica ulteriori motivi di illegittimità né censure cautelari articolate.

La decisione

Il TAR ha dichiarato improcedibile l'istanza cautelare per sopravvenuta carenza di interesse, rilevando che l'appuntamento richiesto era stato fissato entro un termine ritenuto ragionevole, tenuto conto della complessa situazione delle pendenze della sede diplomatica. La decisione riguarda la sola fase cautelare e non contiene una definizione nel merito dell'azione avverso il silenzio, dell'obbligo di provvedere sul rilascio del visto o delle ulteriori domande formulate nel ricorso. Le spese della fase cautelare sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    Disciplina la domanda cautelare nel processo amministrativo; l'istanza è stata dichiarata improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, non essendo più necessaria una misura cautelare dopo la fissazione dell'appuntamento.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Richiamato quale base per l'oscuramento delle generalità della parte interessata a tutela dei suoi diritti o della sua dignità.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamati, insieme all'art. 52 d.lgs. 196/2003, a fondamento dell'oscuramento dei dati identificativi.

Massime di principio

  • La domanda cautelare proposta in un giudizio avverso il silenzio diviene improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse quando, nelle more, l'amministrazione adempie almeno all'attività preliminare richiesta e tale adempimento è intervenuto entro un termine ritenuto ragionevole dal giudice.
  • La fissazione di un appuntamento presso una sede diplomatica può rendere non più attuale l'interesse alla tutela cautelare richiesta per ottenere tale adempimento, anche se resta distinta la questione sostanziale relativa alla decisione sull'istanza di rilascio del visto.

Come è indicizzato

MaterieEmersione, decreto flussi e nulla ostaTermini e notificazione del ricorsoTutela cautelare
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelareSopravvenuta carenza di interesseSilenzio della pubblica amministrazione

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