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Ordinanza

Ordinanza n. 139/2026 - Parma, Sezione 1

Giustizia amministrativa202600259

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Emilia-Romagna - Parma, Sez. IOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego di autorizzazione paesaggistica semplificata per la realizzazione di una nuova recinzione in zona agricola

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato il provvedimento finale di diniego del 9 febbraio 2026 e la comunicazione dei motivi ostativi relativa alla richiesta di autorizzazione paesaggistica semplificata per una nuova recinzione. L’area è sottoposta a vincolo paesaggistico perché ricade nel Parco del Secchia, dichiarato di notevole interesse pubblico con decreto ministeriale 1 agosto 1985, ed è disciplinata dall’art. 40.6 del RUE comunale. Il testo non espone analiticamente i singoli motivi di ricorso, ma dà conto di rilievi di natura urbanistica e paesaggistica formulati contro il diniego, nonché della contestazione della valutazione amministrativa di incongruità della recinzione rispetto alle caratteristiche del paesaggio rurale. È stata proposta domanda cautelare di sospensione dell’efficacia dell’atto.

La decisione

Il TAR ha respinto l’istanza cautelare. Ha ritenuto che l’area sia effettivamente soggetta alla speciale disciplina paesaggistica prevista dal Codice dei beni culturali e del paesaggio e dalle norme del RUE comunale. La valutazione dell’Amministrazione, secondo cui la recinzione progettata era incongrua rispetto alle caratteristiche del paesaggio rurale, è stata giudicata non manifestamente illogica né arbitraria, nell’ambito della discrezionalità amministrativa paesaggistica. Tale motivazione è stata ritenuta autonomamente idonea a sostenere il diniego, anche a fronte dei rilievi urbanistici, poiché il provvedimento era plurimotivato. Il giudice ha inoltre rilevato l’assenza di un divieto paesaggistico assoluto: il pregiudizio lamentato può essere superato mediante soluzioni progettuali alternative. Le spese della fase cautelare sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    Disciplina la domanda cautelare, sulla quale il TAR ha pronunciato respingendo la richiesta di sospensione dell’efficacia del diniego.

  • art. 136, comma 1, d.lgs. 42/2004

    Ricondotto dal giudice al regime di tutela paesaggistica applicabile all’area dichiarata di notevole interesse pubblico.

  • art. 11, comma 6, d.P.R. 31/2017

    Richiamato quale base normativa del provvedimento finale di diniego e della comunicazione dei motivi ostativi nell’ambito dell’autorizzazione paesaggistica semplificata.

  • art. 40.6 RUE del Comune di Rubiera

    Richiamato quale disciplina regolamentare comunale delle zone di particolare interesse paesaggistico ambientale interessate dal progetto.

Massime di principio

  • In sede cautelare, il diniego paesaggistico può essere ritenuto sostenuto da una valutazione amministrativa non manifestamente illogica o arbitraria circa l’incongruità dell’intervento rispetto alle caratteristiche del paesaggio tutelato.
  • Quando un provvedimento amministrativo è plurimotivato, la legittimità di una sola motivazione autonomamente sufficiente può sorreggere il diniego, rendendo non decisivi, nella fase cautelare, i rilievi relativi agli ulteriori motivi posti a fondamento dell’atto.
  • La valutazione negativa di compatibilità paesaggistica non equivale necessariamente all’imposizione di un divieto assoluto di intervento, qualora il pregiudizio possa essere evitato mediante soluzioni progettuali alternative.

Come è indicizzato

MaterieAutorizzazione paesaggisticaPartecipazione al procedimento
RamiBeni culturali e paesaggioProcedimento amministrativo
IstitutiDiscrezionalità amministrativa e tecnicaEccesso di potereTutela cautelare

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