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Ordinanza

Ordinanza n. 2357/2026 - Roma, Sezione 5

per l'annullamento del verbale della Commissione per le prove di efficienza fisica del concorso pubblico a 653 allievi agenti del Corpo di Polizia Penitenziaria, notificato in data 4 febbraio 2026, con cui il ricorrente è stato giudicato “NON IDONEO” per il mancato superamento della prova “Corsa 1000 mt” e, per l’effetto, escluso dalla procedura concorsuale; di ogni altro atto presupposto, connesso e/o consequenziale, nella parte in cui non includerà il nominativo del ricorrente tra gli idonei o i vincitori.

Giustizia amministrativa202603468

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. VOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: verbale della Commissione per le prove di efficienza fisica recante la non idoneità alla prova della corsa di 1000 metri e la conseguente esclusione dal concorso

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (ministero)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il giudizio di non idoneità, conseguito perché aveva percorso i 1000 metri nel tempo di 4’24’’05, superiore al limite massimo previsto dal bando, deducendo che le modalità irregolari con cui la Commissione avrebbe fatto svolgere la prova avrebbero influito sull’esito della valutazione, secondo un criterio di credibilità logica. Ha chiesto, in via cautelare, la sospensione dell’efficacia del verbale e degli atti conseguenti, per essere incluso tra gli idonei o i vincitori della procedura.

La decisione

Il TAR ha respinto la domanda cautelare, ritenendo che, alla luce della documentazione e della memoria dell’Amministrazione, le modalità di svolgimento della prova apparissero conformi alle disposizioni applicabili. Il Collegio ha inoltre rilevato che il verbale della commissione di un concorso pubblico è atto pubblico assistito da fede privilegiata e fa prova, fino a querela di falso, dei fatti attestati. Pertanto, la diversa ricostruzione prospettata dal candidato sulle modalità della prova è stata considerata una mera allegazione di parte, priva di adeguato supporto probatorio, e non sono emersi sufficienti profili di fondatezza per ipotizzare un esito favorevole nel merito. Le spese della fase cautelare sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    Disciplina la domanda cautelare proposta nel giudizio amministrativo; la domanda è stata respinta per insufficiente fumus boni iuris.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Richiamato quale base per l’oscuramento delle generalità della parte interessata.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamati, insieme alla disciplina nazionale sulla protezione dei dati personali, a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata mediante oscuramento delle generalità.

Massime di principio

  • In sede cautelare, la sospensione di un provvedimento concorsuale può essere negata quando, a un primo sommario esame, le censure non presentino sufficienti profili di fondatezza idonei a far ipotizzare un esito favorevole nel merito.
  • Il verbale della commissione esaminatrice di un concorso pubblico è un atto pubblico assistito da fede privilegiata e fa prova, fino a querela di falso, dei fatti attestati dalla commissione.
  • La contestazione delle modalità di svolgimento di una prova concorsuale non è sufficiente a fondare la tutela cautelare se resta una ricostruzione di parte priva di adeguato supporto probatorio e non supera il contenuto attestativo del verbale della commissione.

Come è indicizzato

MaterieReclutamento e idoneitàTutela cautelare
RamiForze armate e forze di poliziaProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelareOnere della prova e principio dispositivo

Testo integrale

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