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Circolare

Circolare numero 238 del 4-10-1991

INPS

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La circolare informa che, a seguito di osservazioni ministeriali, il Consiglio di Amministrazione ha modificato gli artt. 62 e 63 del Regolamento organico del personale. Le novità riguardano la responsabilità dei dirigenti, la contestazione dei risultati negativi, il procedimento disciplinare dei dirigenti generali e la disciplina della preposizione alle funzioni dirigenziali, con particolare attenzione alle competenze tra Direttore generale, Comitato esecutivo e Consiglio di amministrazione. Viene inoltre fissato il limite quinquennale della preposizione alle unità funzionali, con possibilità di conferma motivata o di assegnazione ad altro incarico.

Modifiche agli artt. 62 e 63 del Regolamento organico del personale

Modifiche agli artt. 62 e 63 del Regolamento organico del personale

La deliberazione n. 55 del 13 settembre 1991 interviene sul Regolamento organico del personale, sostituendo integralmente gli artt. 62 e 63 già approvati con deliberazione n. 62 del 12 ottobre 1990. L’intervento è motivato dalle osservazioni dei Ministeri vigilanti e dall’esigenza di chiarire e rendere più solide sul piano della legittimità le procedure in materia di responsabilità e attribuzione delle funzioni dirigenziali.

Presupposti della modifica normativa

Il Consiglio di Amministrazione richiama le note ministeriali del Ministero del Lavoro del 27 marzo 1991 e del 24 luglio 1991, nonché i rilievi del Ministero del Tesoro e della Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento per la Funzione Pubblica. Viene inoltre considerato che, su un caso specifico, il TAR Lombardia aveva già sospeso l’efficacia di un provvedimento connesso ai rilievi sull’art. 63, rendendo prioritario l’adeguamento del testo regolamentare.

Responsabilità del personale dirigente

Il nuovo art. 62 afferma che i dirigenti devono garantire il conseguimento dei risultati, l’imparzialità e il buon andamento dell’amministrazione, operando secondo legalità, tempestività ed economicità della gestione. La responsabilità del dirigente è collegata:

  • al raggiungimento degli obiettivi prefissati;
  • all’attività svolta dagli apparati di cui è responsabile;
  • alla gestione delle risorse umane e strumentali assegnate.

Viene inoltre precisato che i dirigenti rispondono del mancato esercizio del potere di controllo sull’osservanza dell’orario di lavoro, sugli adempimenti legati al carico di lavoro assegnato e, in generale, sui doveri d’ufficio del personale.

Contestazione dei risultati negativi

I risultati negativi eventualmente rilevati devono essere contestati al dirigente con provvedimento del Direttore generale, previa valutazione del Comitato esecutivo. In caso di conseguenze organizzative o di gestione del personale, gli eventuali provvedimenti di mobilità devono essere adottati secondo la disciplina del successivo art. 63.

Procedimento disciplinare dei dirigenti generali

Per i dirigenti con qualifica di dirigente generale, la contestazione degli addebiti nel procedimento disciplinare è effettuata dal Direttore generale, sempre previa valutazione del Comitato esecutivo. Se le giustificazioni presentate non vengono accolte, il Consiglio di amministrazione, sentito il Direttore generale, deve sottoporre al Ministro competente la proposta di dispensa dal servizio del dirigente interessato.

Preposizione e revoca delle funzioni dirigenziali

Il nuovo art. 63 ripartisce le competenze in materia di attribuzione delle funzioni dirigenziali:

  • i dirigenti generali sono preposti alle rispettive funzioni dal Consiglio di amministrazione, su proposta del Direttore generale, con informativa alla Presidenza del Consiglio dei Ministri;
  • gli altri dirigenti sono preposti o revocati dal Comitato esecutivo, sempre su proposta del Direttore generale.

È prevista la possibilità che il Comitato esecutivo deleghi al Direttore generale la competenza ad attribuire le funzioni ai dirigenti, ma solo previa determinazione di criteri generali da parte dello stesso Comitato. I provvedimenti adottati dal Direttore generale in forza della delega devono essere comunicati contestualmente al Comitato esecutivo.

Durata della preposizione alle unità funzionali

La preposizione dei dirigenti alle unità funzionali non può avere durata superiore a cinque anni. Alla scadenza del quinquennio, i dirigenti possono essere confermati motivatamente nell’incarico secondo le procedure previste dai commi precedenti. Resta comunque salva la facoltà dell’Amministrazione di assegnare il dirigente ad altro incarico anche prima della scadenza, nell’ambito di una razionale politica di impiego dei quadri dirigenziali.

Punti principali

Motivo e approvazione delle modifiche

Il Consiglio di Amministrazione, con deliberazione n. 55 del 13 settembre 1991, ha sostituito gli artt. 62 e 63 del Regolamento organico del personale, già approvato con deliberazione n. 62 del 12 ottobre 1990. La decisione deriva dalle osservazioni formulate dal Ministero del Lavoro e da altri Ministeri vigilanti, nonché dall’esigenza di eliminare dubbi di legittimità sulle procedure di attribuzione delle funzioni dirigenziali.

Responsabilità del personale dirigente

Il nuovo art. 62 definisce i doveri dei dirigenti, chiamati a garantire risultati, imparzialità e buon andamento dell’amministrazione nel rispetto dei principi di legalità, tempestività ed economicità. I dirigenti rispondono dei risultati rispetto agli obiettivi prefissati, dell’attività degli apparati loro affidati e della gestione delle risorse umane e strumentali.

Contestazione dei risultati negativi e mobilità

I risultati negativi eventualmente rilevati devono essere contestati con provvedimento del Direttore generale, previa valutazione del Comitato esecutivo. Gli eventuali conseguenti provvedimenti di mobilità sono adottati secondo le modalità stabilite dal successivo art. 63.

Responsabilità per controllo del personale

I dirigenti sono responsabili anche del mancato esercizio del potere di controllo sull’osservanza dell’orario di lavoro, sugli adempimenti connessi al carico di lavoro assegnato e, più in generale, sui doveri d’ufficio del personale dipendente.

Procedimento disciplinare dei dirigenti generali

Nel procedimento disciplinare a carico di un dirigente con qualifica di dirigente generale, la contestazione degli addebiti è effettuata dal Direttore generale, previa valutazione del Comitato esecutivo. Se le giustificazioni non sono ritenute valide, il Consiglio di amministrazione, sentito il Direttore generale, formula al Ministro competente la proposta di dispensa dal servizio.

Preposizione alle funzioni dirigenziali

L’art. 63 disciplina le competenze per l’attribuzione e la revoca delle funzioni dirigenziali: i dirigenti generali sono preposti dal Consiglio di amministrazione su proposta del Direttore generale, con comunicazione alla Presidenza del Consiglio dei Ministri; gli altri dirigenti sono preposti o revocati dal Comitato esecutivo, su proposta del Direttore generale.

Delega al Direttore generale

Il Comitato esecutivo può delegare al Direttore generale la competenza ad attribuire le funzioni ai dirigenti, purché abbia previamente determinato criteri generali. I provvedimenti adottati dal Direttore generale devono essere comunicati contestualmente al Comitato esecutivo.

Durata dell’incarico dirigenziale

La preposizione dei dirigenti alle unità funzionali non può superare cinque anni. Scaduto tale termine, i dirigenti possono essere confermati motivatamente nell’incarico secondo le procedure previste, fermo restando il potere dell’Amministrazione di assegnarli anche prima ad altro incarico nell’ambito di una razionale politica di impiego dei quadri dirigenziali.

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