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Ordinanza

Ordinanza n. 1140/2025 - Consiglio Di Stato, Sezione 2

per la riforma della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per la Sardegna, (Sezione Seconda), n. 940 del 23 dicembre 2024, resa tra le parti;

Giustizia amministrativa202501705

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. IIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: sentenza del TAR Sardegna che aveva respinto il ricorso di primo grado, con effetti connessi all’esecuzione di un provvedimento di demolizione incidente sul chiosco e su un armadio in metallo

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (gestore di chiosco)

Prevale il privato

La controversia

L’appellante ha impugnato la sentenza del TAR Sardegna e ha chiesto in via incidentale la sospensione della sua efficacia esecutiva. In sede cautelare ha contestato, secondo quanto emerge dall’ordinanza, la valutazione delle opere nella loro complessiva consistenza e la conseguente delimitazione degli effetti della demolizione. La controversia riguarda un chiosco destinato alla vendita di giornali e riviste e un armadio in metallo, rispetto ai quali il giudice ha ritenuto necessario verificare se i sopralluoghi avessero riguardato anche tali manufatti o soltanto il basamento, nonché ricostruire lo stato legittimo dell’immobile sulla base dei titoli edilizi rilasciati e lo stato di fatto accertato in occasione del controllo di inottemperanza.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha accolto la domanda cautelare e ha sospeso l’esecutività della sentenza impugnata. Quanto al fumus boni iuris, ha rilevato che, a un esame sommario, non appare coerente la necessità affermata dal TAR di valutare le opere nella loro valenza complessiva con la delimitazione degli effetti della demolizione. Quanto al periculum e alla comparazione degli interessi, ha attribuito prevalenza alla conservazione della situazione esistente fino alla decisione di merito, poiché non è emersa alcuna ragione di urgenza per eseguire il provvedimento, mentre l’esecuzione inciderebbe sull’attività lavorativa svolta nel chiosco. Il Collegio ha inoltre disposto un’istruttoria, da eseguirsi entro trenta giorni dalla comunicazione dell’ordinanza, incaricando il Segretario generale del Comune di acquisire i verbali dei sopralluoghi, con particolare riferimento a quelli riguardanti anche il chiosco e l’armadio in metallo, tutti i titoli edilizi relativi alla realizzazione o modifica dell’area e una relazione sullo stato di fatto rilevato nel controllo di inottemperanza. Le spese della fase cautelare sono state compensate ed è stata fissata l’udienza pubblica per il 30 settembre 2025.

Norme richiamate

  • art. 98 c.p.a.

    La disposizione è richiamata quale base processuale per la domanda cautelare proposta in appello e per la sospensione dell’efficacia della sentenza impugnata.

Massime di principio

  • In sede cautelare d’appello, la sospensione dell’esecutività della sentenza può essere disposta quando, a un esame sommario, emergano profili di non coerenza nella valutazione compiuta dal giudice di primo grado e l’esecuzione arrechi un pregiudizio concreto all’attività del ricorrente.
  • Nella comparazione cautelare degli interessi, la conservazione della situazione esistente può prevalere quando non sia stata dimostrata alcuna ragione di urgenza nell’esecuzione del provvedimento e l’esecuzione incida sull’attività lavorativa del destinatario.
  • Quando la decisione cautelare dipende dalla precisa individuazione delle opere interessate, il giudice può disporre un’istruttoria immediata acquisendo verbali di sopralluogo, titoli edilizi, documentazione sullo stato legittimo e accertamenti sullo stato di fatto al momento del controllo di inottemperanza.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniTutela cautelareIstruttoria processuale
RamiEdiliziaProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelareDiscrezionalità amministrativa e tecnicaOnere della prova e principio dispositivo

Testo integrale

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