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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 25345/2020 del 11/11/2020

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

La ricorrente impugna la sentenza che aveva confermato la pronuncia di primo grado favorevole alla resistente, la quale aveva ottenuto la restituzione dei canoni COSAP/TOSAP versati dal 2005 sostenendo che l'accesso era un "passo a raso" (senza opere visibili) e quindi esente. La Provincia contestava la qualificazione dell'accesso come "a raso", denunciando che la decisione era stata adottata senza la necessaria istruttoria e senza accertamento dello stato dei luoghi, e che la debeanza del canone dipendeva dalle caratteristiche materiali dell'accesso e non dalla mera indicazione nell'atto concessorio.

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto il ricorso della Provincia, ritenendo che il Tribunale di appello non abbia adeguatamente esaminato il punto decisivo relativo alla natura dell'accesso ("a raso" vs "passo carrabile") e non abbia svolto l'istruttoria necessaria per accertare lo stato dei luoghi. Per queste ragioni la sentenza impugnata è stata cassata e la causa rinviata al Tribunale di Viterbo in diversa composizione per un nuovo esame; è stata disposta la liquidazione delle spese di legittimità.

Norme richiamate

  • d.lgs. n. 507/1993 art. 44, comma 7

    Definisce la nozione di "passo carrabile" e distingue gli accessi: gli accessi "a raso" privi di manufatti visibili non costituiscono occupazione soggetta a tassa; la qualificazione dipende dalle caratteristiche materiali e visibili dell'accesso

  • d.lgs. n. 285/1992 art. 22

    Regola le autorizzazioni per aperture e regolarizzazioni di accessi stradali: il rilascio dell'autorizzazione presuppone adeguamenti tecnici; tuttavia l'assenza di indicazione di oneri concessori nel provvedimento non esclude la possibile debenza del canone qualora la situazione materiale configuri occupazione

  • d.lgs. n. 446/1997 artt. 52 e 63

    Richiamati dalla ricorrente come norme collegate alla materia tributaria e tariffaria; utilizzati per contestare la corretta applicazione della normativa tributaria locale

  • Codice di procedura civile art. 112

    Principio di corrispondenza tra chiesto e pronunciato: il giudice è tenuto a pronunciarsi su tutti i punti decisivi; la mancata valutazione di un punto decisivo integra vizio di motivazione

  • Codice di procedura civile art. 360

    Consente la cassazione per violazione di legge o per motivazione insufficiente/contraddittoria; norma di riferimento per i motivi di cassazione prospettati

  • Cass. SS.UU. 24822/2015; Cass. 9303/2012

    Giurisprudenza citata in relazione alla tempestività della notifica e al principio della scissione soggettiva degli effetti delle notificazioni: una consegna all'agente notificatore nella data utile può rendere tempestiva la notifica

  • Cass. 16913/2007; Cass. 16733/2007

    Precedenti che chiariscono che gli accessi "a raso" mancano di opere visibili e non determinano una sottrazione certa di superficie all'uso pubblico, con conseguente esclusione dalla tassazione

Massime di principio

  • La qualificazione di un accesso come "passo carrabile" o "accesso a raso" è questione di fatto basata sulle caratteristiche materiali e visibili: la decisione richiede spesso accertamento dello stato dei luoghi.
  • Il mero contenuto formale di un titolo autorizzatorio (la dizione usata nell'atto) non esclude la necessità di valutare la realtà materiale per determinare la debenza del canone COSAP/TOSAP.
  • Se il punto decisivo della controversia è di fatto (es. natura dell'accesso), il giudice d'appello è obbligato a svolgere l'istruttoria necessaria o a motivare l'omissione; l'omessa pronuncia o insufficiente valutazione è motivo di cassazione.
  • La verifica della situazione concreta può comportare anche l'accertamento in contraddittorio (ispezione, consulenza o acquisizione di elementi probatori) prima di pronunciare sulla rimborsabilità dei canoni.
  • Sulle questioni procedurali di notifica si applica il principio della scissione soggettiva degli effetti: la consegna all'agente notificatore nella data utile può sanare formalità diverse dal momento di ricezione del destinatario.

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