Cassazione Civile, Sentenza n. 23543/2022 del 27/07/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
L'Agenzia impugnava la decisione della CTR che aveva escluso l'operatività della presunzione di distribuzione agli soci degli utili extracontabili (art. 47 TUIR) nei confronti di Marsili, ritenendo che non fosse dimostrata una base societaria ristretta. Questioni connesse: utilizzo ed efficacia delle indagini bancarie e della relativa autorizzazione, qualificazione della compagine sociale (controllo reale da parte del coniuge e del Marsili), imputazione a reddito IRPEF e pretesa IRAP, nonché profili IVA relativi all'aliquota applicabile. Marsili ha proposto ricorso incidentale articolato in otto motivi, censurando motivazione, utilizzabilità delle indagini, errata qualificazione IVA, insufficiente valutazione del volume d'affari e nullità degli avvisi di accertamento.
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso principale dell'Agenzia delle Entrate e ha rigettato il ricorso incidentale di Alfredo Marsili. La Corte ha ritenuto che, alla luce degli elementi probatori (controllo effettivo della cooperativa da parte del Marsili e della coniuge e pluralità di soci meramente figurativi), fosse applicabile la presunzione di distribuzione degli utili extracontabili e che il contribuente avesse l'onere di provare la mancata distribuzione o l'effettivo accantonamento/reinvestimento. La Corte ha inoltre affermato che i dati desunti dalle indagini bancarie potevano essere utilizzati, nonostante rilievi formali sull'autorizzazione, e ha dichiarato inammissibili o infondati numerosi motivi incidentali che riguardavano valutazioni di fatto o questioni di merito non sindacabili in cassazione. Ha cassato la sentenza della CTR e ha rinviato la causa alla CTR delle Marche in diversa composizione per nuovo esame anche sulle spese.
Norme richiamate
art. 47 d.P.R. 31/12/1986 n. 917 (TUIR)
Disciplina la presunzione di attribuzione ai soci di utili extracontabili; la Corte ritiene applicabile la presunzione quando dagli elementi emerge una compagine ristretta o controllo effettivo e il socio deve poi provare che gli utili non sono stati percepiti o sono stati accantonati/reinvestiti
art. 2545-quater cod. civ.
Norma sulle cooperative che impone destinazioni di utili a riserve e limiti alla distribuzione, rilevante per spiegare le modalità tipiche di retrocessione degli utili in ambito cooperativo rispetto alle società di capitali
art. 4, comma 6, legge 59/1992
Consente allo statuto della cooperativa di prevedere particolari condizioni di ripartizione degli utili; la Corte ricorda che la struttura cooperativa limita la distribuzione in forma di dividendi
art. 2729 cod. civ.
Richiamato in relazione al valore probatorio delle presunzioni semplici desunte dalle indagini bancarie; i fatti risultanti da presunzioni semplici possono essere utilizzati salvo prova contraria
art. 32 d.P.R. 29/09/1973 n. 600
Disciplina la valorizzazione delle indagini finanziarie; la Corte ha ritenuto che l'autorizzazione alle indagini bancarie e l'utilizzabilità dei dati sia stata sufficientemente motivata e che la mancata formale autorizzazione in alcuni punti non preclude l'utilizzo dei dati in sede tributaria
art. 20, art. 36-bis, art. 51 d.P.R. 26/10/1972 n. 633
Norme IVA richiamate dal ricorrente incidentale in relazione alla determinazione del volume d'affari e all'aliquota applicabile; la Corte ha ritenuto che le questioni sulla prevalenza di operazioni esenti costituiscano valutazioni di fatto non sindacabili in cassazione
D.M. 31/10/1974
Richiamato con riferimento a questioni tecniche IVA; la Corte non ha ritenuto fondata la censura che chiedeva diverso inquadramento IVA perché implicava nuovo esame di merito
art. 360 c.p.c.
Parametro procedurale per il ricorso per cassazione: la Corte ha applicato i limiti di sindacato previsti dagli specifici nn. 3 e 5 (vizi di sussunzione e omesso esame di fatto decisivo), dichiarando inammissibili molte censure che in realtà impugnavano valutazioni di merito
legge 27/07/2000 n. 212 artt. 7 e 12 (Statuto del contribuente)
Richiamate dal ricorrente per censurare la motivazione degli avvisi; la Corte ha confermato che l'avviso soddisfa l'obbligo di motivazione se consente di conoscere an e quantum e di contestare efficacemente la pretesa
d.lgs. 31/12/1992 n. 546 art. 36
Richiamato in relazione alle regole del processo tributario; usato per valutare le eccezioni procedurali sollevate
d.l. 28/10/2020 n. 137 (conv. con l. 18/12/2020 n. 176) art. 23
Norme che hanno disciplinato, in parte, la trattazione e la formulazione delle conclusioni e l'intervento del P.G. in sede di legittimità; citate in ordine alle formalità processuali dell'udienza
D.P.R. n. 115/2002 art. 13
Previsione sul contributo unificato: la sentenza dà atto dell'eventuale obbligo di versamento aggiuntivo da parte del ricorrente incidentale
Massime di principio
- La presunzione di attribuzione ai soci di utili extracontabili ai sensi dell'art. 47 TUIR può trovare applicazione anche nelle cooperative quando, dagli elementi di fatto, emerga un controllo effettivo e una base societaria di fatto ristretta; in tal caso l'onere della prova sposta sul socio la dimostrazione della mancata percezione degli utili o del loro accantonamento/reinvestimento
- I dati desunti da indagini bancarie autorizzate a carico della società possono essere utilizzati anche nei confronti dei singoli soci quando risultino, anche per presunzioni semplici, riconducibili all'impresa; vizi formali dell'autorizzazione non determinano automaticamente inutilizzabilità in materia tributaria
- Le questioni relative alla qualificazione del volume d'affari IVA e alla prevalenza di operazioni esenti o imponibili sono, di regola, valutazioni di fatto del giudice di merito e non sono sindacabili in sede di cassazione salvo errori di diritto o omesso esame di fatti decisivi chiaramente delineati
- Affermare la nullità di una decisione per carenza motivazionale richiede situazioni di reale 'mancanza' o contraddittorietà della motivazione; la Corte verifica se la motivazione ha reso comprensibile il percorso logico-giuridico e se l'avviso di accertamento ha reso noto an e quantum
- In sede di cassazione molte censure vengono dichiarate inammissibili quando, sotto la veste di vizi giuridici, chiedono in realtà una rivalutazione del merito o lamentano omissioni di argomentazioni non qualificate come fatti storici decisivi secondo l'art. 360 c.p.c., n. 5
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