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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 25657/2025 del 11/07/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Spensierato aveva chiesto l'affidamento in prova al servizio sociale e la detenzione domiciliare per la residua pena di quattro anni relativa a una condanna a dieci anni per tentato omicidio del figlio (colpi di arma da fuoco motivati dal rifiuto di eliminare una piantagione di cannabis). Il Tribunale di sorveglianza ha rigettato le richieste rilevando l'assenza di qualsiasi inizio di revisione critica del passato criminale, l'atteggiamento di minimizzazione e la giustificazione della condotta con presunti doveri educativi, nonché numerosi precedenti penali. L'equipe aveva suggerito preliminari permessi premio accompagnati presso il luogo di accoglienza per incontri familiari; il Tribunale ha ritenuto necessario un periodo di osservazione prima di valutare misure alternative, ritenendo perdurante il pericolo di recidiva.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso e confermato l'ordinanza del Tribunale di sorveglianza. Ha ritenuto lecita e logica la motivazione del Tribunale, che ha valutato complessivamente reato, precedenti, condotta carceraria e relazione dell'equipe ritenendo non emerso un avvio di revisione critica e persistente rischio di recidiva. La Cassazione ha inoltre precisato che il Tribunale non ha motivato il diniego sulla base dell'inidoneità della sistemazione alloggiativa in comodato d'uso. Il ricorrente è stato condannato alle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 47 e art. 47‑ter, legge 26 luglio 1975 n. 354 (ordinamento penitenziario)

    Il tribunale di sorveglianza, sulla base delle indagini e delle informazioni acquisite, deve valutare natura del reato, precedenti, pendenze, condotta carceraria e risultati dell'indagine socio‑familiare per formulare una prognosi sulla meritevolezza e sulla probabilità di successo della misura alternativa. È richiesta una prognosi positiva; non è necessaria la completa emenda ma occorre almeno l'avvio di un processo di revisione critica della propria condotta.

  • Sentenza Corte Costituzionale n. 56 del 31/03/2021

    Richiamata per il principio secondo cui l'avanzare dell'età accresce il carico di sofferenza della detenzione e per l'attenzione all'elemento umanitario nelle misure alternative previste dall'art. 47‑ter.

  • Giurisprudenza di legittimità richiamata (es. Sez. 1 n. 1410/2019; Sez. 1 n. 38953/2021; altre pronunce citate)

    Consolidati orientamenti che consentono al giudice di merito di richiedere un periodo di osservazione o esperimenti premiali prima di concedere misure alternative quando emergono seri indizi di propensione a delinquere; la mera assenza di elementi negativi non è sufficiente, servono elementi positivi che rendano probabile il successo della prova e la prevenzione della recidiva.

Massime di principio

  • Il tribunale di sorveglianza decide sulla base di una valutazione prognostica complessiva: gravità del reato, precedenti, procedimenti pendenti, condotta carceraria e relazione socio‑famigliare sono tutte fonti rilevanti.
  • Non è necessario che il condannato abbia dimostrato la completa revisione critica del proprio passato, ma occorre che tale processo sia almeno avviato; la mera negazione della colpa non è di per sé preclusiva, mentre l'atteggiamento di minimizzazione può legittimare il diniego.
  • La situazione alloggiativa (es. appartamento in comodato d'uso) di per sé non è decisiva: può essere valutata ma non costituisce automaticamente motivo di diniego se la restante prognosi è favorevole.
  • Quando emerge una significativa propensione a delinquere o numerosi precedenti, il giudice può ritenere necessario un periodo di osservazione supplementare e strumenti premiali (permessi accompagnati) prima di concedere affidamento o detenzione domiciliare.
  • La Corte di Cassazione controlla la razionalità e la legalità della motivazione del giudice di merito, ma non sostituisce la valutazione prognostica: i ricorsi meramente contro‑valutativi sono normalmente rigettati.
  • La detenzione domiciliare è considerata una misura più afflittiva e più idonea al controllo rispetto all'affidamento in prova; la sua concessione richiede comunque un giudizio prognostico favorevole e la valutazione della concreta capacità del condannato di rispettare prescrizioni.

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