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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 23458/2025 del 24/06/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte ha ritenuto il primo motivo fondato e assorbente. Ha annullato senza rinvio l'ordinanza impugnata limitatamente all'obbligo di presentazione agli uffici di polizia e ha dichiarato l'inefficacia in parte qua del provvedimento del Questore del 12/12/2024 per quanto riguarda tale obbligo. Le altre censure sono state assorbite dalla decisione; è stato disposto che il dispositivo venga comunicato al Questore di Como.

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente impugna la convalida del DASPO e, in particolare, contesta: (i) la violazione del diritto di difesa poiché l'ordinanza di convalida è stata emessa prima del decorso del termine di 48 ore dalla notifica del provvedimento del Questore (notificato il 12/12/2024 alle 16:50, convalida resa alle 12:40 del 14/12/2024); (ii) il vizio di motivazione circa la durata triennale della misura, senza adeguata argomentazione; (iii) la illegittimità dell'obbligo di presentazione imposto anche per gli incontri amichevoli, per la difficoltà di conoscere tempestivamente le date di tali incontri.

Norme richiamate

  • Giurisprudenza della Corte di Cassazione (Sez. 3, Pedretti; Marano; Cerciello)

    Sez. 3, n. 20366 del 02/12/2020, dep. 2021, Pedretti; Sez. 3, n. 9809 del 14/10/2024, dep. 2025, Marano; Sez. 3, n. 3738 del 10/10/2024, dep. 2025, Cerciello

    Si afferma che la convalida del provvedimento del Questore che impone l'obbligo di presentazione non può intervenire prima del decorso del termine di 48 ore dalla notifica all'interessato; la violazione di tale termine, impedendo l'effettivo esercizio del diritto di difesa, determina nullità generale della convalida

Massime di principio

  • La convalida giudiziale di misure che comprimono diritti (es. obbligo di presentazione/DASPO) non può essere pronunciata prima del decorso del termine di 48 ore dalla notifica al destinatario: il mancato rispetto di tale termine comporta nullità della convalida per violazione del diritto di difesa
  • Quando si impone una durata rilevante di una misura restrittiva (es. tre anni), il provvedimento deve contenere specifica e congrua motivazione che giustifichi la durata in relazione alla condotta, al grado di pericolosità e ai precedenti; la mancanza di tale motivazione è censurabile
  • L'obbligo di presentazione riferito anche a manifestazioni amichevoli richiede che le modalità siano concretamente conoscibili e attuabili dal destinatario; misure vaghe o eccessivamente estese rispetto allo scopo perseguito possono risultare illegittime
  • Se un motivo di impugnazione (es. violazione del termine di 48 ore) è fondante, può assorbire altre censure e condurre all'annullamento limitato della parte illegittima del provvedimento, con dichiarazione di inefficacia in parte qua
  • In ipotesi analoghe è opportuno per il difensore contestare tempestivamente la violazione dei termini difensivi e richiedere espressamente il rispetto delle 48 ore o la reiterazione dell'istruttoria, al fine di salvaguardare il diritto di difesa
  • Le comunicazioni amministrative (es. DASPO del Questore) devono essere notificate in modo tale da consentire l'esercizio dei rimedi: il ricevimento della notifica segna l'inizio dei termini utili per produrre memorie e documenti
  • Il pubblico ministero può condividere la censura e chiedere l'annullamento limitato; ciò facilita l'accoglimento della doglianza quando la violazione riguarda profili procedurali fondamentali

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