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Sentenza

Sentenza del 27/10/2017 n. 25587 - Corte di Cassazione

Dogane - organizzazione delle Dogane - ricorso in Cassazione - Recupero dazi doganali - Valenza probatoria - Indagini compiute dall'OLAF su falsità dei certificati AGRIM concernenti importazioni con agevolazione tributaria - Onere probatorio a carico dell'agenzia che intende recuperare il tributo - esclusione.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società aveva importato banane beneficiando di dazi ridotti sulla base di certificati AGRIM apparentemente emessi dall'ODEADOM francese. Successivi controlli, riferiti dall'Agenzia delle dogane e dall'autorità francese, avevano evidenziato che 101 dei 105 certificati verificati erano falsi, per contraffazione del timbro e falsità della sottoscrizione. L'Agenzia aveva quindi recuperato la differenza tra il dazio agevolato e quello ordinario. La società aveva contestato gli atti, sostenendo che l'Agenzia non avesse provato adeguatamente la falsità dei certificati. L'Agenzia ha impugnato in Cassazione la decisione d'appello che aveva escluso il valore probatorio delle note ministeriali e dell'ODEADOM, della relazione OLAF non prodotta e della condanna penale definitiva del precedente legale rappresentante della società.

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto il ricorso dell'Agenzia, cassato la sentenza impugnata e rinviato la causa alla Corte d'appello di Catania, in diversa composizione, anche per la regolazione delle spese. La Cassazione ha stabilito che il valido possesso del certificato AGRIM costituisce fatto costitutivo del diritto all'agevolazione e deve essere provato dal contribuente che intende beneficiarne. L'Agenzia, contestando specificamente la falsità dei certificati, non doveva necessariamente fornire una prova piena e autonoma della falsità, ma aveva introdotto elementi che il giudice avrebbe dovuto valutare almeno come indizi e presunzioni. Tra tali elementi rientravano la nota ministeriale relativa alle indagini OLAF, la dichiarazione dell'ODEADOM e la condanna penale definitiva dell'allora legale rappresentante, rilevante quantomeno sul piano indiziario, pur non avendo efficacia di giudicato nel processo civile.

Norme richiamate

  • Art. 2697 c.c.

    Chi intende far valere un diritto deve provare i fatti costitutivi. Nel caso concreto, il contribuente che chiede il dazio agevolato deve provare il legittimo possesso di un certificato AGRIM valido.

  • Artt. 2699 e 2700 c.c.

    Richiamati dall'Agenzia in relazione alla valenza probatoria degli atti e delle attestazioni provenienti da pubbliche autorità; la Corte ha comunque valorizzato gli elementi acquisiti almeno sul piano indiziario e presuntivo.

  • Art. 116 c.p.c.

    Il giudice deve valutare le prove secondo il proprio prudente apprezzamento, senza escludere aprioristicamente elementi dotati di possibile valore indiziario.

  • Art. 654 c.p.p.

    La sentenza penale irrevocabile non produce automaticamente efficacia di giudicato nel processo civile tributario nei confronti di un soggetto diverso, ma può comunque costituire un elemento indiziario da valutare.

  • Artt. 12 e 16 del Regolamento CE n. 515/97

    Richiamati in tema di cooperazione e scambio di informazioni per la prevenzione e l'accertamento delle irregolarità doganali; gli esiti delle indagini amministrative possono assumere rilevanza probatoria, almeno indiziaria.

  • Art. 9 del Regolamento CE n. 1073/1999

    Richiamato con riferimento alle attività investigative dell'OLAF e alla possibile utilizzazione dei relativi risultati nell'accertamento delle irregolarità.

  • Regolamento CE n. 2362/98

    Disciplina il regime di importazione delle banane, l'assegnazione dei quantitativi e i requisiti per l'accesso al regime agevolato.

  • Regolamento CE n. 3719/88

    Disciplina i titoli di importazione o esportazione, la loro validità temporale e il trasferimento dei diritti derivanti dai titoli.

Massime di principio

  • Chi beneficia di un regime fiscale o doganale agevolato deve provare la sussistenza dei relativi presupposti, compresa la validità del titolo o del certificato utilizzato.
  • Quando l'amministrazione contesta specificamente il fatto costitutivo dell'agevolazione, il contribuente deve dimostrare che il titolo presentato era autentico e valido; non è necessariamente l'amministrazione a dover provare in modo pieno ogni profilo della falsità.
  • Relazioni, note e comunicazioni provenienti da autorità amministrative nazionali o straniere, comprese quelle connesse a indagini OLAF, non possono essere ignorate automaticamente: possono avere valore indiziario e concorrere alla formazione del convincimento del giudice.
  • Una sentenza penale definitiva relativa alla falsità dei documenti, anche se non vincolante come giudicato nei confronti della società o nel diverso processo tributario, deve essere valutata come elemento probatorio o indiziario.
  • Il giudice deve esaminare complessivamente tutti gli elementi disponibili, inclusi documenti amministrativi, verifiche dell'autorità estera e risultanze penali, evitando di escluderli singolarmente senza una valutazione del loro peso complessivo.
  • Il recupero del tributo agevolato può essere fondato sulla contestazione dell'inesistenza del presupposto dell'agevolazione, anche mediante un quadro presuntivo coerente; l'onere del contribuente resta quello di provare il proprio diritto al beneficio.

Testo integrale

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