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Sentenza

Sentenza del 04/05/2016 n. 8836 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società aveva aderito al condono previsto dall'art. 9-bis della legge n. 289/2002 per IRAP e IVA, versando soltanto le prime due rate. Non avendo pagato le rate successive, l'Agenzia delle Entrate ha ritenuto non perfezionato il condono e ha emesso una cartella per il recupero delle somme mancanti, applicando sanzioni e interessi sull'intero debito, senza detrarre le rate già versate dalla base di calcolo. La società ha contestato tale modalità di calcolo. In appello, inoltre, l'Agenzia aveva indicato nell'intestazione una cartella diversa, ma il contenuto dell'impugnazione consentiva comunque di individuare chiaramente l'atto contestato.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate. Ha stabilito che l'erronea indicazione degli estremi della cartella nell'intestazione dell'appello non comporta l'inammissibilità dell'impugnazione quando l'oggetto risulta comunque identificabile e il resistente ha potuto svolgere puntuali difese. Nel merito, ha affermato che il condono ex art. 9-bis della legge n. 289/2002 si perfeziona soltanto con l'integrale pagamento delle somme dovute; il pagamento parziale non conserva l'efficacia del condono. Non è possibile applicare analogicamente la disciplina degli artt. 7, 8 e 9 della stessa legge, che prevedono effetti diversi per il pagamento della prima rata. Pertanto, l'Agenzia poteva recuperare il debito residuo applicando sanzioni sull'intero importo, comprese le somme già versate. La Corte ha cassato la decisione impugnata e, decidendo nel merito, ha rigettato il ricorso originario della società. Le spese di tutti i gradi sono state compensate per la novità della questione.

Norme richiamate

  • D.Lgs. n. 546/1992, art. 53

    Ai fini della validità dell'appello sono richieste l'indicazione della sentenza impugnata, dell'autorità che l'ha emanata, l'esposizione sommaria dei fatti e l'individuazione dell'oggetto.

    Un errore materiale nell'intestazione dell'atto non rende automaticamente inammissibile l'appello se il contenuto consente di identificare la decisione o la cartella contestata e l'appellato ha compreso l'oggetto dell'impugnazione.

  • Legge n. 289/2002, art. 9-bis

    L'efficacia del condono è subordinata all'integrale pagamento delle somme dovute.

    Per il condono relativo a tributi già definitivamente accertati, il beneficio si perfeziona solo con il pagamento integrale delle rate. Il pagamento parziale non determina la conservazione del condono né impedisce il recupero delle somme residue e delle sanzioni sull'intero debito.

  • Legge n. 289/2002, artt. 7, 8 e 9

    La disciplina che riconosce effetti al pagamento della prima rata non è applicabile analogicamente all'art. 9-bis, perché riguarda fattispecie e finalità differenti, relative a tributi ancora controversi, in accertamento o contestati.

Massime di principio

  • Quando una definizione agevolata o un condono subordina espressamente il beneficio al pagamento integrale, il mancato versamento anche di una parte delle rate può impedire il perfezionamento dell'istituto, salvo una diversa previsione normativa.
  • Non è possibile estendere automaticamente a una diversa procedura di condono le regole previste per altri istituti, soprattutto quando si tratta di norme eccezionali e di favore, che non sono normalmente suscettibili di interpretazione analogica.
  • In caso di condono non perfezionato per mancato pagamento integrale, l'Amministrazione può recuperare il debito residuo e applicare le sanzioni secondo la disciplina prevista, anche senza limitare la base sanzionatoria alle sole rate non versate.
  • Gli errori formali nell'indicazione dell'atto impugnato non determinano necessariamente l'inammissibilità del ricorso o dell'appello: è decisivo verificare se l'atto sia comunque identificabile e se la controparte abbia potuto difendersi concretamente.
  • La possibilità di rateizzare un debito nell'ambito di una definizione agevolata non equivale, di per sé, al perfezionamento del beneficio dopo il pagamento delle sole prime rate; occorre verificare il testo specifico della norma applicabile.

Testo integrale

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