Decreto ministeriale n. 86 del 30/04/2026
Direttiva su linee di indirizzo per la designazione o nomina dei membri del Collegio Consultivo Tecnico (CCT)
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeIl decreto adotta una direttiva interna del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti per disciplinare, in modo standardizzato e trasparente, la procedura di designazione o nomina dei componenti e del presidente dei collegi consultivi tecnici (CCT) nei casi in cui sia competente il Ministero. Viene istituito un elenco informatico aperto, suddiviso in due sezioni, per soggetti qualificati a svolgere il ruolo di componente o presidente, con iscrizione univoca tramite strumenti di identità digitale e rinnovazione periodica della domanda. La gestione delle istanze è attribuita alla Direzione generale competente, che formula la proposta tenendo conto di esperienza, competenza, complessità dell’opera o del servizio, valore del contratto, rotazione e limiti di legge, senza dar luogo a procedure selettive o graduatorie. L’elenco è utilizzabile anche per i CCT costituiti facoltativamente. L’attuazione avviene senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.
Direttiva MIT sulle linee di indirizzo per la nomina/designazione dei componenti e del presidente dei collegi consultivi tecnici (CCT) mediante elenco aperto
Direttiva MIT sulla nomina dei componenti e del presidente dei collegi consultivi tecnici mediante elenco aperto
La direttiva definisce le linee di indirizzo interne del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti per la gestione delle nomine e designazioni nel collegio consultivo tecnico (CCT), istituto previsto dall’articolo 215 del decreto legislativo 31 marzo 2023, n. 36 e disciplinato dall’allegato V.2 del Codice dei contratti pubblici. Il provvedimento mira a garantire trasparenza, celerità, tracciabilità e rispetto del principio di rotazione nei casi in cui la nomina o designazione competano al MIT.
Base normativa e ambito applicativo
La direttiva richiama, oltre al Codice dei contratti pubblici, la legge 7 agosto 1990, n. 241, il decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, il decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, il decreto legislativo 8 aprile 2013, n. 39, nonché il Regolamento (UE) 2016/679. Richiama inoltre il d.P.C.M. 30 ottobre 2023, n. 186 sulla riorganizzazione del MIT, come modificato dal d.P.C.M. 11 marzo 2026, n. 43, evidenziando che la Direzione generale per gli affari legali, societari e i contratti pubblici è l’ufficio competente per l’attuazione delle disposizioni del Codice dei contratti pubblici.
La direttiva si applica alle ipotesi in cui il Ministero deve designare o nominare un componente del CCT: quando le parti non trovano l’accordo sul presidente entro il termine di legge, oppure quando il Ministero partecipa al finanziamento della spesa o svolge il ruolo di concedente.
Istituzione dell’elenco aperto dei soggetti qualificati
Per rendere standardizzata e trasparente la procedura, la direttiva istituisce un elenco informatico aperto dei soggetti abilitati a ricoprire il ruolo di componente o presidente del CCT. L’elenco non costituisce attività selettiva, non comporta alcuna graduatoria e non implica impegno o promessa di incarico.
La domanda di iscrizione è soggetta a rinnovazione periodica. Gli iscritti non acquistano alcun diritto soggettivo, interesse legittimo o legittima aspettativa nei confronti del Ministero. L’elenco è curato dalla Direzione generale per gli affari legali, societari e i contratti pubblici, con il supporto della Direzione generale per la digitalizzazione per la realizzazione della piattaforma informatica.
Struttura dell’elenco e modalità di iscrizione
L’elenco deve essere articolato in due sezioni distinte, in ragione dei diversi requisiti previsti per i componenti e per i presidenti del CCT dall’allegato V.2 del Codice. L’iscrizione avviene in forma univoca tramite moderni strumenti di identificazione digitale e deve consentire l’aggiornamento del profilo da parte del soggetto interessato.
Procedura di designazione o nomina
La Direzione generale per gli affari legali, societari e i contratti pubblici è l’unico organo abilitato a ricevere e gestire le istanze provenienti dalle stazioni appaltanti o dai concessionari; in caso di inerzia, anche dagli operatori economici privati. Il Direttore generale, sentiti i Capi dipartimento e informato il Gabinetto del Ministro, formula con sollecitudine una proposta di designazione o nomina in un termine breve dal ricevimento della richiesta.
La scelta deve essere effettuata valutando:
- l’esperienza maturata dal candidato;
- la particolare competenza nei settori rilevanti;
- la tipologia e la complessità dell’opera o del servizio;
- il valore economico del contratto;
- il principio di rotazione;
- i limiti di legge applicabili all’attribuzione degli incarichi di componente e presidente.
A tal fine il Direttore generale si avvale dei dati di monitoraggio contenuti nella Piattaforma dell’Osservatorio dei collegi consultivi tecnici.
Requisiti di professionalità, trasparenza e rispetto della disciplina di settore
La direttiva ribadisce che la gestione dell’elenco e delle nomine deve tenere conto della disciplina di settore, in particolare delle regole volte a garantire il rispetto dei termini di legge per l’adozione delle determinazioni del CCT. Viene inoltre previsto che la Direzione assicuri adeguati strumenti di comunicazione, monitoraggio e trasparenza nei confronti dei destinatari dei provvedimenti e degli altri soggetti interessati.
Restano fermi i requisiti di esperienza e qualificazione previsti dall’articolo 2 dell’allegato V.2 del Codice, che ammette alla nomina ingegneri, architetti, giuristi ed economisti in possesso di comprovata esperienza nel settore degli appalti, delle concessioni e degli investimenti pubblici.
Utilizzo dell’elenco per i CCT facoltativi e disciplina finale
L’elenco è utilizzabile anche per la costituzione facoltativa dei collegi consultivi tecnici, non solo nei casi di nomina o designazione obbligatoria o dovuta al Ministero. L’attuazione della direttiva è demandata a tutti i Dipartimenti e le Direzioni generali del Ministero, al Consiglio superiore dei lavori pubblici e all’Ufficio di Gabinetto, con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente e senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.
La direttiva è trasmessa agli organi di controllo e pubblicata sul sito istituzionale del MIT.
Punti principali
Base normativa e finalità
La direttiva si fonda sull’articolo 215 del decreto legislativo 31 marzo 2023, n. 36 e sull’allegato V.2 del Codice dei contratti pubblici, oltre che sul regolamento di organizzazione del MIT di cui al d.P.C.M. 30 ottobre 2023, n. 186, come modificato dal d.P.C.M. 11 marzo 2026, n. 43. L’obiettivo è definire linee di indirizzo per rendere più trasparente e celere la nomina/designazione dei CCT nei casi di competenza ministeriale.
Istituzione dell’elenco aperto informatico
Viene prevista la creazione di un elenco informatico aperto dei soggetti abilitati a ricoprire l’incarico di componente o presidente del CCT. L’elenco non ha natura selettiva né comporta graduatorie; la domanda di iscrizione è soggetta a rinnovazione periodica. La sua gestione è affidata alla Direzione generale per gli affari legali, societari e i contratti pubblici con il supporto operativo della Direzione generale per la digitalizzazione.
Struttura dell’elenco e modalità di iscrizione
L’elenco deve essere articolato in due sezioni distinte, in ragione dei diversi requisiti richiesti per il ruolo di componente e per quello di presidente del CCT. L’iscrizione avviene in forma univoca mediante strumenti moderni di identificazione digitale, con aggiornamento del profilo da parte dell’interessato.
Procedimento di designazione o nomina
La Direzione generale competente è l’unico ufficio abilitato a ricevere e gestire le istanze provenienti dalle stazioni appaltanti o dai concessionari e, in caso di inerzia, dagli operatori economici privati. Il Direttore generale formula rapidamente una proposta di designazione o nomina, sentiti i Capi dipartimento e informato il Gabinetto del Ministro, tenendo conto dell’esperienza maturata, della competenza specifica, della tipologia e complessità dell’opera o del servizio, del valore del contratto e del principio di rotazione.
Requisiti, trasparenza e limiti
La valutazione deve avvenire nel rispetto dei requisiti previsti dall’allegato V.2 del Codice dei contratti pubblici e delle regole di settore, con particolare attenzione alla tempistica per l’adozione delle determinazioni del CCT. La direttiva esclude espressamente che l’iscrizione all’elenco generi diritti soggettivi, interessi legittimi, aspettative o promesse di incarico, e impone adeguati strumenti di comunicazione, monitoraggio e trasparenza.
Utilizzo anche per i CCT facoltativi e copertura finanziaria
L’elenco può essere utilizzato anche quando il collegio consultivo tecnico è costituito facoltativamente. L’attuazione della direttiva è affidata a tutti i Dipartimenti, le Direzioni generali, il Consiglio superiore dei lavori pubblici e l’Ufficio di Gabinetto con risorse già disponibili, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.
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La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
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