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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 23111/2020 del 22/10/2020

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione della sentenza della Corte d'Appello di L'Aquila che aveva rigettato l'appello della ricorrente avverso la pronuncia del Tribunale, con cui era stata negata la declaratoria di acquisto per usucapione di una particella catastale (Comune di Campotosto, F.10, p.11a 1344). Il ricorso in Cassazione prospettava due motivi: (i) nullità della sentenza e del procedimento ai sensi dell'art. 360, n. 4 c.p.c.; (ii) nullità e omesso esame di fatto decisivo ai sensi dell'art. 360, n. 5 c.p.c., con particolare contestazione della valutazione sulla interruzione del possesso da parte della dichiarazione di fallimento e della redazione dell'inventario da parte del curatore e della qualificazione della particella come pertinenziale.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto che la Corte territoriale avesse esaminato le questioni rilevanti (compresa la questione dell'interruzione del possesso da parte del fallimento) e abbia motivato la valutazione di merito, soprattutto sulla mancanza della piena prova della maturazione del possesso e sul carattere pertinenziale della particella. La Cassazione ha escluso la sussistenza dei vizi invocati ex art. 360 n. 4 e n. 5 c.p.c. e ha condannato la ricorrente al pagamento delle spese processuali e, se dovuto, al versamento dell'ulteriore contributo unificato secondo l'art. 13 del D.P.R. n. 115/2002.

Norme richiamate

  • art. 360, n. 4 c.p.c.

    Invocato per denunciare nullità della sentenza e del procedimento; la Corte ha ritenuto che non sussistesse tale nullità perché le censure riguardavano valutazioni di merito e di prova correttamente svolte dalla Corte territoriale.

  • art. 360, n. 5 c.p.c.

    Invocato per omesso esame di fatto decisivo; la Cassazione ha constatato che i fatti ritenuti decisivi erano stati esaminati ed valutati dalla Corte d'appello, escludendo l'omissione rilevante ai sensi della norma.

  • D.P.R. n. 115/2002, art. 13

    comma 1 quater; comma 1 bis

    Riferito alla disciplina del contributo unificato: la Corte ha ravvisato i presupposti per l'ulteriore versamento, da parte della ricorrente, dell'importo pari a quello previsto per il ricorso principale, se dovuto.

Massime di principio

  • La valutazione del merito e della prova svolta dai giudici di merito (Tribunale e Corte d'appello) è vincolante in Cassazione salvo vizi di motivazione, manifesta illogicità o violazioni di legge; non è sufficiente chiedere la rivalutazione degli elementi probatori per ottenere l'annullamento.
  • Le censure per nullità ex art. 360 n. 4 c.p.c. richiedono una effettiva violazione di norme processuali tali da invalidare il giudizio; la semplice diversa valutazione delle prove non integra la nullità.
  • L'omesso esame di fatto decisivo ai sensi dell'art. 360 n. 5 c.p.c. sussiste solo se emerge che il fatto rilevante non è stato considerato affatto o è stato travisato in modo decisivo; se il giudice ha affrontato e motivato il fatto, la censura non produce effetto.
  • La dichiarazione di fallimento e gli atti del curatore (es. inventario) non interrompono automaticamente il possesso ai fini dell'usucapione: occorre verificare la concreta presa di possesso materiale o l'effettiva manifestazione di potere sul bene da parte del curatore.
  • Un bene qualificato come pertinenza di altro fondo può essere escluso dall'acquisto autonomo per usucapione: è fondamentale provare il possesso autonomo e non già quello relativo alla cosa principale.
  • In sede di impugnazione è importante curare la completezza del fascicolo e la documentazione probatoria e segnalare con precisione i vizi di motivazione (e non chiedere solo una rivalutazione dei fatti) per incardinare correttamente i motivi di cassazione.

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