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Ordinanza

Ordinanza n. 4/2026 - Firenze, Sezione 3

per l’annullamento, previa sospensione dell’efficacia: - dell’ordinanza di demolizione e rimessa in pristino n. 89 del 27 agosto 2025, emessa dal Comune di Capalbio - Area Tecnica, 5° Settore Servizi Tecnico-Amministrativi, nonché di ogni atto presupposto, connesso e conseguente, ivi compreso il diniego definitivo di permesso di costruire in sanatoria del 19 febbraio 2025 (prot. 2425) e il preavviso di rigetto del 7 febbraio 2024 (prot. 1831); - di ogni altro provvedimento espressamente richiamato dai provvedimenti sopra impugnati, ai quali si rimanda per l’esatto elenco, tra i quali, per quanto occorre possa del parere contrario n. 8590 del 06/02/2024 del Collegio Tecnico Comunale, nonché del diniego definitivo del 19 febbraio 2025, prot. n. 2425; - di ogni altro atto presupposto, successivo, connesso e conseguente quand’anche sconosciuto.

Giustizia amministrativa202503344

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Toscana - Firenze, Sez. IIIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: ordinanza di demolizione e rimessa in pristino, unitamente al diniego di permesso di costruire in sanatoria e agli atti connessi

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (proprietaria)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha impugnato, chiedendone l'annullamento previa sospensione cautelare, l'ordinanza di demolizione e rimessa in pristino n. 89 del 27 agosto 2025 adottata dal Comune di Capalbio, nonché il diniego definitivo di permesso di costruire in sanatoria del 19 febbraio 2025, il preavviso di rigetto del 7 febbraio 2024, il parere contrario del Collegio Tecnico Comunale e gli ulteriori atti presupposti, connessi e conseguenti. Il testo dell'ordinanza cautelare non espone gli specifici motivi di legittimità dedotti nel ricorso, né descrive le opere contestate o le ragioni poste dall'amministrazione a fondamento dei dinieghi e della demolizione.

La decisione

Il TAR ha accolto la domanda cautelare, confermando il decreto monocratico n. 720/2025. Il Collegio ha ritenuto che la vicenda richieda un approfondimento proprio della fase di merito e che occorra mantenere la res adhuc integra fino alla definizione del giudizio; non sono invece esplicitati nel testo specifici profili di fumus boni iuris o di periculum in mora, né viene anticipata una valutazione sulla fondatezza dei motivi di ricorso. È stata fissata l'udienza pubblica per la trattazione del merito al 14 ottobre 2026. Le spese della fase cautelare sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    La domanda cautelare è stata esaminata ai sensi della disciplina delle misure cautelari collegiali; il Collegio ha disposto la tutela interinale in attesa dell'approfondimento nel merito.

Massime di principio

  • Quando la controversia edilizia presenta profili che richiedono un approfondimento incompatibile con una definizione sommaria della fase cautelare, il giudice può accogliere la domanda cautelare al fine di mantenere integra la situazione controversa sino alla decisione di merito.
  • L'accoglimento cautelare può essere disposto senza definire anticipatamente la fondatezza dei motivi di ricorso, quando la tutela interinale sia giustificata dall'esigenza di preservare l'utilità della decisione di merito e di evitare la modificazione irreversibile della situazione di fatto.
  • In presenza di un provvedimento cautelare monocratico già adottato, il collegio può confermarlo e accogliere la domanda cautelare, fissando contestualmente l'udienza per la trattazione del merito.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniSanatoria e condono edilizioTutela cautelareDecisione e riti speciali
RamiEdiliziaProcedimento amministrativoProcesso amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizione
IstitutiTutela cautelareEfficacia ed esecutorietà

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