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Ordinanza

Ordinanza n. 36/2026 - Salerno, Sezione 3

per l'annullamento previa concessione di ogni opportuna misura cautelare del Progetto di trattamento ABA prot. n. -OMISSIS- con il quale l’ASL Salerno, in seguito al compimento del quattordicesimo anno di età del minore, ha ridotto il trattamento ABA precedentemente somministrato ed ha prescritto in favore del ricorrente un trattamento ABA di 20 ore mensili, senza supervisione e parent training; di ogni altro atto presupposto, consequenziale e/o comunque connesso, anche di natura regolamentare e programmatorio, ove anche non conosciuto, ivi inclusi, per quanto occorre, la Delibera ASL Salerno n.-OMISSIS-, la Delibera ASL Salerno n. -OMISSIS-, il PDTA regionale, la DGRC n. 131/21 e la DGRC n. 42/2024, in quanto lesivi dei diritti del minore; e per l’accertamento in sede di giurisdizione esclusiva del diritto del minore -OMISSIS- alla presa in carico da parte del SSN per il tramite dell’ASL Salerno mediante l’erogazione, in via diretta o indiretta, dell’intervento cognitivo comportamentale A.B.A. in regime domiciliare e nei contesti di vita per almeno 15 ore settimanali almeno sino al compimento del diciottesimo anno di età, ovvero per il periodo maggiore o minore che sarà ritenuto di giustizia, nonché supervisioni periodiche e parent training; e per la condanna dell’ASL Salerno all’erogazione, in via diretta o indiretta, dell’intervento cognitivo comportamentale A.B.A. in regime domiciliare e nei contesti di vita per almeno 15 ore settimanali almeno sino al compimento del diciottesimo anno di età ovvero per il periodo maggiore o minore che sarà ritenuto di giustizia, nonché supervisioni periodiche e parent training.

Giustizia amministrativa202500463

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Salerno, Sez. IIIOrdinanza istruttoriaAzione di annullamento

Atto impugnato: Progetto di trattamento ABA con cui l’ASL Salerno ha ridotto, dopo il compimento del quattordicesimo anno di età, il trattamento a 20 ore mensili senza supervisione e parent training

Esito

INTERLOCUTORIO

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il progetto di trattamento ABA adottato dall’ASL Salerno, nonché gli atti presupposti e connessi, chiedendone l’annullamento previa tutela cautelare. Ha inoltre chiesto l’accertamento, in giurisdizione esclusiva, del diritto del minore alla presa in carico da parte del Servizio sanitario nazionale mediante erogazione diretta o indiretta di trattamento cognitivo-comportamentale ABA domiciliare e nei contesti di vita per almeno 15 ore settimanali, fino al compimento della maggiore età o per il diverso periodo ritenuto di giustizia, oltre a supervisioni periodiche e parent training, nonché la condanna dell’ASL all’erogazione delle prestazioni. Nel corso del giudizio era stata espletata una consulenza tecnica d’ufficio. Dopo le controdeduzioni dell’ASL, il CTU aveva depositato una relazione integrativa contenente, con riferimento alla durata del trattamento, una parziale difformità rispetto al precedente elaborato: mentre il primo elaborato indicava una durata più ampia, la relazione successiva precisava soltanto l’opportunità di una revisione del progetto dopo un anno. La questione istruttoria residua concerneva quindi se il trattamento ABA, nella misura già accertata di almeno 10 ore settimanali di intervento e 2 ore mensili di supervisione da parte di un BCBA, dovesse essere erogato per un anno oppure fino al termine della scuola secondaria, ferma la necessità di revisione periodica.

La decisione

Il TAR non ha definito il merito del ricorso. Rilevata la difformità tra le relazioni del CTU sulla durata del trattamento, ha disposto un’integrazione istruttoria limitata a un unico quesito: chiarire motivatamente se il trattamento ABA nella misura di almeno 10 ore settimanali, con 2 ore mensili di supervisione BCBA, debba essere erogato per un anno o fino al termine della scuola secondaria. Ha assegnato al CTU trenta giorni dalla comunicazione dell’ordinanza per depositare la relazione integrativa secondo le forme del processo amministrativo telematico e ha rinviato la prosecuzione del giudizio all’udienza pubblica del 24 febbraio 2026. Nelle more ha mantenuto l’efficacia dell’ordinanza cautelare del Consiglio di Stato n. 1966/2025. Non risultano una decisione definitiva sull’annullamento, sull’accertamento del diritto o sulla condanna dell’ASL, né una regolazione delle spese.

Norme richiamate

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Richiamato quale base per disporre l’oscuramento delle generalità del minore, dei genitori e degli altri dati identificativi.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamati, unitamente all’art. 52 d.lgs. 196/2003, a tutela dei diritti e della dignità degli interessati mediante oscuramento dei dati personali.

Massime di principio

  • Quando una consulenza tecnica d’ufficio presenta una difformità contenutistica su un punto decisivo per la definizione della controversia, il giudice può disporre un’integrazione istruttoria limitata a quel punto, chiedendo al consulente chiarimenti motivati.
  • In una controversia relativa all’erogazione di prestazioni sanitarie, la determinazione giudiziale della durata del trattamento può richiedere uno specifico chiarimento tecnico, distinto dalla definizione della misura quantitativa della prestazione, e deve comunque restare ferma l’esigenza di revisione periodica del progetto terapeutico.

Come è indicizzato

MaterieAssistenza e prestazioni sanitarieIstruttoria processuale
RamiSanitàProcesso amministrativo
IstitutiDiscrezionalità amministrativa e tecnicaOnere della prova e principio dispositivo

Testo integrale

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