Cassazione Penale, Sentenza n. 13324/2025 del 07/04/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di Napoli Nord che, su richiesta del Comune di Mugnano, aveva revocato l'ordine di demolizione di opere abusive già oggetto di sentenza irrevocabile. Il ricorso deduce violazione di legge e vizio di motivazione: la delibera comunale che dichiara prevalenti interessi pubblici rispetto alla demolizione sarebbe generica e priva dei requisiti richiesti (mancanza di specifica destinazione pubblica del singolo manufatto, assenza di puntuale verifica e attestazioni dell'assenza di contrasti con interessi urbanistici, ambientali, paesaggistici o idrogeologici; mancata acquisizione degli assensi/NULLA OSTA ai sensi dell'art.17-bis L.241/1990; assenza di risorse iscritte in bilancio per la trasformazione degli immobili e di un piano di sgombero degli occupanti; e carenza di certificazioni sismiche rilasciate dagli uffici pubblici competenti)
La decisione
La Corte ha ritenuto il ricorso fondato. Ha contestato la genericità e l'attualità della delibera comunale, affermando che una deliberazione che osti alla demolizione deve essere specifica, riferita al singolo manufatto, comprovare l'assenza di contrasti con rilevanti interessi (con le necessarie attestazioni/assensi) e contenere elementi concreti e attuabili (certificazioni pubbliche, stanziamenti o un piano, misure di sgombero). La Corte ha quindi annullato/rimesso in discussione l'operato del giudice dell'esecuzione che aveva revocato l'ordine di demolizione, richiamando l'obbligo del controllo rigoroso sul rispetto dei presupposti di legge; in sostanza il provvedimento di revoca non è stato ritenuto adeguatamente motivato e documentato e non può sospendere indefinitamente l'esecuzione demolitoria
Norme richiamate
D.P.R. 6 giugno 2001 n. 380 (Testo unico dell'edilizia), art. 31, comma 5
"l'opera acquisita è demolita con ordinanza del dirigente o del responsabile del competente ufficio comunale a spese dei responsabili dell'abuso, salvo che con deliberazione consiliare non si dichiari l'esistenza di prevalenti interessi pubblici e sempre che l'opera non contrasti con rilevanti interessi urbanistici, culturali, paesaggistici, ambientali o di rispetto dell'assetto idrogeologico_previa acquisizione degli assensi, concerti o nulla osta comunque denominati delle amministrazioni competenti ai sensi dell'articolo 17-bis della legge 7 agosto 1990, n. 241..."
La Corte richiama un'interpretazione restrittiva: la delibera consiliare che dichiari prevalenti interessi pubblici deve essere specifica, attuale e comprovata; l'acquisizione al patrimonio comunale non impedisce la verifica giudiziale e la sospensione della demolizione può essere giustificata solo se ricorrono i presupposti di legge (assenza di contrasto con rilevanti interessi e previa acquisizione degli assensi)
Legge regionale Campania n. 5 del 2013, art. 1, comma 65
"per favorire il raggiungimento degli obiettivi di cui all'articolo 7 della legge regionale 28 dicembre 2009, n. 19 ... gli immobili acquisiti al patrimonio dei comuni possono essere destinati prioritariamente ad alloggi di edilizia residenziale pubblica..."
La Corte ritiene che la richiamata norma regionale non sia pertinente rispetto alla destinazione, nel caso concreto, degli immobili ad uffici pubblici non remunerativi; non può supplire alla mancanza di una specifica e attuale destinazione pubblica e alla relativa istruttoria
Legge 7 agosto 1990 n. 241, art. 17-bis
"Nei casi in cui è prevista l'acquisizione di assensi, concerti o nulla osta comunque denominati ... le amministrazioni o i gestori competenti comunicano il proprio assenso, concerto o nulla osta entro trenta giorni ... Decorsi i termini ... lo stesso si intende acquisito."
La previsione procedurale degli assensi è centrale: la delibera comunale che intenda precludere la demolizione deve essere preceduta dall'acquisizione (o dal decorso dei termini) degli assensi delle amministrazioni competenti, e tale acquisizione deve emergere dalla documentazione istruttoria
Decreto-Legge 69/2024 convertito in Legge 105/2024
Richiamato in motivazione ma la Corte interpreta la modifica (possibilità di vendita di immobili acquisiti) come non idonea a incidere sui requisiti sostanziali richiesti dall'art.31 DPR 380/01 né a ridurre il controllo del giudice sull'adeguatezza delle delibere comunali
Giurisprudenza della Corte di Cassazione richiamata (massime)
"Sez. III n. 41339, 6 novembre 2008; Sez. 3, n. 11419 del 29/01/2013; Sez. 3, n. 25824 del 22/5/2013; Sez. 3, n. 38749 del 9/07/2018; Sez. 3, n. 9864 del 17/2/2016"
La Corte ricorda il consolidato orientamento secondo cui la delibera comunale che dispensa dalla demolizione va interpretata restrittivamente: deve risultare attuale, riferita al singolo manufatto, motivata con dati oggettivi e istruttoria puntuale; il giudice dell'esecuzione ha il dovere di sindacare tali atti
Massime di principio
- Una delibera comunale che dichiari prevalenti interessi pubblici rispetto alla demolizione deve essere specifica, attuale e riferita al singolo manufatto; i richiami generici o programmatici non sono sufficienti
- Deve emergere dalla documentazione la mancanza di contrasti con rilevanti interessi urbanistici, ambientali, paesaggistici, culturali o di assetto idrogeologico, con le necessarie attestazioni o assensi delle amministrazioni competenti (art.17-bis L.241/1990)
- Le certificazioni tecniche rilevanti (es. collaudo statico/sismico) devono derivare da controlli/accertamenti aggiornati svolti dagli uffici pubblici competenti quando l'opera è acquisita al patrimonio comunale, non da certificazioni private datate
- Occorre dimostrare la concreta attuabilità della destinazione pubblica (p.es. stanziamenti in bilancio, piano di trasformazione, provvedimenti esecutivi, piano di sgombero), non solo intenzioni o previsioni generiche
- Il giudice dell'esecuzione ha il potere-dovere di sindacare la delibera comunale e non è tenuto ad accettare sospensioni dell'esecuzione penale per tempi indefiniti; l'inerzia amministrativa o atti meramente indiziali non sono idonei a fermare la demolizione
- Richiami normativi o riferimenti a strumenti legislativi diversi non suppliscono alla mancanza degli elementi prescritti dall'art. 31 DPR 380/01: la conformità sostanziale e procedurale deve essere dimostrata caso per caso
- Per le amministrazioni: prima di adottare deliberazioni di acquisizione/per destinazione pubblica, predisporre istruttoria completa (assensi, perizie pubbliche, stanziamenti, piani di attuazione) per resistere al controllo giudiziale
- Per i privati interessati: eventuali delibere comunali generiche possono essere oggetto di sindacato giudiziale e non garantiscono automaticamente la salvezza dell'opera abusiva
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