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Sentenza

Sentenza n. 1253/2026 - Cagliari, Sezione 1

Giustizia amministrativa202600195

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Sardegna, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Ordinanza comunale di demolizione e rimessione in pristino, diniego e improcedibilità delle istanze di accertamento di conformità, nonché improcedibilità dell’istanza di compatibilità paesaggistica

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (ente pubblico)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato l’ordinanza del 4 febbraio 2026, che gli ingiungeva di demolire entro 90 giorni opere realizzate su due unità abitative in area vincolata, nonché gli atti relativi alle istanze di sanatoria e compatibilità paesaggistica. Le opere, accertate nel 2024, comprendevano l’aumento di circa 30 cm dell’altezza delle cantine, con incremento volumetrico, la trasformazione dei locali interrati in ambienti abitativi, modifiche alle scale e l’abbassamento del terreno. Con i primi due motivi ha dedotto la violazione dell’art. 36-bis d.P.R. 380/2001 e della normativa regionale sopravvenuta, l’erronea qualificazione delle opere e l’illegittimo arresto procedimentale, oltre a difetto di istruttoria e motivazione, illogicità, sproporzione e omessa valutazione della compensazione volumetrica, della sanatoria condizionata e di misure meno afflittive. Ha inoltre contestato il parere negativo del 28 ottobre 2025 e la decisione comunale del 9 gennaio 2026 di non esaminare una successiva istanza, anche per il dissenso degli altri comproprietari. Con il terzo motivo ha censurato l’irrogazione della sanzione pecuniaria nella misura massima di 20.000 euro, sostenendo che la quantificazione dovesse essere individualizzata e che gli abusi avessero impatto paesaggistico sostanzialmente nullo. Con il quarto motivo ha contestato l’improcedibilità regionale dell’istanza paesaggistica, deducendo incompetenza, carenza di potere e istruttoria, nonché la formazione del silenzio-assenso. Ha infine dedotto l’illegittimità derivata dell’ordinanza di demolizione.

La decisione

Il ricorso è stato dichiarato in parte inammissibile e in parte infondato. Le censure contro il parere comunale del 28 ottobre 2025 sono inammissibili perché riguardavano la seconda istanza di sanatoria, ritirata dal ricorrente il 17 novembre 2025 prima della proposizione del ricorso. È infondata la contestazione dell’improcedibilità della terza istanza: il dissenso espresso dagli altri comproprietari è stato legittimamente considerato ostativo alla sanatoria e applicabile anche alla successiva istanza, identica alla precedente e presentata a breve distanza. È infondato il motivo sulla sanzione massima di 20.000 euro, poiché l’art. 31 d.P.R. 380/2001 impone tale misura per abusi realizzati su aree o edifici vincolati, come nel caso in esame. È infondata anche la censura contro l’improcedibilità dell’istanza paesaggistica: la previa attestazione comunale di conformità urbanistica costituisce condizione per l’avvio del procedimento paesaggistico e, mancando legittimamente tale presupposto, la Regione non era tenuta a pronunciarsi nel merito né si è formato il silenzio-assenso. Le censure di illegittimità derivata contro l’ordinanza di demolizione sono infondate, essendo state respinte le contestazioni relative agli atti presupposti. Le spese sono state compensate per la peculiarità e complessità della vicenda.

Norme richiamate

  • art. 31 d.P.R. 380/2001

    in caso di abusi realizzati su aree ed edifici sottoposti a vincolo, “la sanzione è sempre irrogata nella misura massima”

    Per gli abusi realizzati su aree o edifici vincolati, la sanzione pecuniaria deve essere applicata nella misura massima prevista.

  • art. 9, comma 6, l.r. Sardegna 28/1998

    Entro trenta giorni dalla presentazione dell’istanza, l’amministrazione comunale trasmette l’attestazione sulla conformità dell’intervento alla disciplina urbanistica e edilizia vigente riferita sia al momento della realizzazione delle opere che al momento della presentazione della domanda

    La trasmissione dell’attestazione comunale di conformità urbanistica è presupposto del procedimento regionale di compatibilità paesaggistica; in sua assenza l’istanza paesaggistica può essere dichiarata improcedibile.

  • art. 167 d.lgs. 42/2004

    Le istanze di accertamento della compatibilità paesaggistica di cui all’articolo 167 del decreto legislativo n. 42 del 2004 di competenza dei Servizi regionali preposti alla tutela del paesaggio ai sensi del comma 1, sono inviate dalle amministrazioni comunali tramite lo sportello SUAPEE o, nel caso di procedimenti non rientranti nelle competenze del SUAPEE, tramite posta elettronica certificata al Servizio competente per territorio.

    La procedura di compatibilità paesaggistica è attivata mediante trasmissione comunale dell’istanza al Servizio regionale competente; la decisione applica la disciplina insieme al requisito dell’attestazione comunale di conformità urbanistica.

Massime di principio

  • La domanda di sanatoria relativa a un bene in comproprietà è inammissibile quando uno o più degli altri comproprietari manifestino il proprio dissenso; tale dissenso può essere riferito anche a una successiva istanza identica, presentata a breve distanza, quando il contesto dimostri che l’opposizione permane.
  • Il ritiro dell’istanza di sanatoria prima della proposizione del ricorso fa venir meno l’interesse a contestare gli atti che hanno definito quella specifica istanza.
  • L’attestazione comunale di conformità urbanistica costituisce presupposto per l’avvio del procedimento regionale di compatibilità paesaggistica; se il Comune ha legittimamente dichiarato improcedibile l’istanza di sanatoria, la Regione può dichiarare improcedibile l’istanza paesaggistica senza esaminarla nel merito.
  • Per gli abusi edilizi realizzati su aree o edifici sottoposti a vincolo, la sanzione pecuniaria prevista dall’art. 31 d.P.R. 380/2001 è irrogata nella misura massima.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniSanatoria e condono edilizioSanatoria paesaggistica
RamiEdiliziaBeni culturali e paesaggio
SottomaterieOrdinanza di demolizione
IstitutiLegittimazione e interesse a ricorrereProporzionalità e ragionevolezzaSilenzio della pubblica amministrazione

Testo integrale

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