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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 41026/2022 del 28/10/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Ricorso avverso la sentenza della Corte d'appello che aveva parzialmente riformato la condanna per tentato furto aggravato mantenendo l'aggravante della "violenza sulle cose" (mentre aveva escluso l'aggravante della "destrezza"). Il motivo principale considerato riguarda la contestazione della qualificazione aggravante e, conseguentemente, la decorrenza del termine di prescrizione del reato.

La decisione

La Corte di legittimità ha ritenuto non manifestamente infondata la contestazione relativa alla circostanza aggravante della "violenza sulle cose" e, valutando la decorrenza e le sospensioni del termine prescrizionale (termine massimo individuato al 26 luglio 2021, calcolato su una durata di 7 anni e 6 mesi e considerata la sospensione dovuta al rinvio dell'udienza del 13 novembre 2018 per impedimento professionale del difensore), ha concluso che il reato si è estinto per prescrizione. P.Q.M. annulla senza rinvio la sentenza impugnata perché il reato è estinto per prescrizione.

Norme richiamate

  • norme sulla prescrizione del reato

    La prescrizione è stata calcolata tenendo conto del termine ordinario (qui indicato nella sentenza come anni 7 e mesi 6) e delle sospensioni derivanti da eventi processuali, in particolare il rinvio dell'udienza per impedimento del difensore, che ha sospeso il decorso del termine e ha portato alla maturazione della prescrizione al 26 luglio 2021.

  • circostanza aggravante "violenza sulle cose"

    La qualificazione del fatto come aggravato dalla "violenza sulle cose" è stata oggetto di contestazione: la Corte di legittimità ha ritenuto la questione tale da influire sulla durata della pena e, quindi, sul calcolo dei termini prescrizionali, contribuendo alla decisione di accertare la prescrizione.

  • circostanza aggravante "destrezza" (esclusa in appello)

    La Corte d'appello aveva escluso l'aggravante della "destrezza"; tale esclusione è richiamata nella motivazione ma non impedisce che la contestazione della diversa aggravante rilevante ("violenza sulle cose") incida sul computo temporale della prescrizione.

Massime di principio

  • La contestazione di una qualificazione aggravante può incidere sul calcolo dei termini di prescrizione: se l'incertezza o la riconsiderazione della qualificazione porta a un allungamento o a una diversa quantificazione della pena, ciò può determinare la maturazione della prescrizione.
  • Nel calcolo della prescrizione vanno considerate non solo la durata teorica del termine ma anche le sospensioni dovute a eventi processuali (es. rinvii per impedimento del difensore), che interrompono o sospendono il decorso e possono cambiare l'esito finale.
  • Se la Cassazione accerta che è maturata la prescrizione, può annullare la sentenza impugnata senza rinvio quando il reato è estinto per prescrizione, non essendoci più materia processuale da decidere sul merito.
  • Chi impugna una sentenza con motivi tesi a rivedere circostanze aggravanti deve curare la documentazione degli effetti temporali di tali questioni, poiché anche profili procedurali collegati possono portare all'estinzione del reato per prescrizione.
  • Le parti e i difensori devono monitorare i rinvii e le relative motivazioni: i rinvii per impedimenti del difensore possono determinare sospensioni rilevanti ai fini del computo prescrizionale e, quindi, incidere sull'esito del processo.

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