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Sentenza

Corte di giustizia, Sentenza C-435/22

Sentenza della Corte (Grande Sezione) del 28 ottobre 2022. — Procedimento penale a carico di HF. — Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dall'Oberlandesgericht München. — Rinvio pregiudiziale – Procedimento pregiudiziale d’urgenza – Cooperazione giudiziaria in materia penale – Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea – Articolo 50 – Convenzione di applicazione dell’accordo di Schengen – Articolo 54 – Principio del ne bis in idem – Accordo tra l’Unione europea e gli Stati Uniti d’America in materia di estradizione – Estradizione di un cittadino di uno Stato terzo verso gli Stati Uniti in forza di un trattato bilaterale concluso da uno Stato membro – Cittadino che è stato condannato in via definitiva per i medesimi fatti e ha scontato l’intera pena in un altro Stato membro. — Causa C-435/22 PPU

Giurisprudenza europea62022CJ0435

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte, in sede di rinvio pregiudiziale d’urgenza, ha stabilito che il principio del ne bis in idem sancito dall’articolo 54 CAAS vale anche per un cittadino di Stato terzo estradando verso un altro Stato terzo. Se i medesimi fatti sono già stati definiti con sentenza irrevocabile in un altro Stato membro e la pena è stata eseguita, l’estradizione va negata anche se il trattato bilaterale con lo Stato richiedente riconosce il ne bis in idem solo per le sentenze dello Stato richiesto. Il giudice nazionale deve garantire la piena efficacia del diritto UE e disapplicare le norme incompatibili.

Il principio del ne bis in idem osta all’estradizione verso uno Stato terzo di un cittadino di uno Stato terzo già definitivamente giudicato e punito per i medesimi fatti in un altro Stato membro, anche se il trattato bilaterale applicabile limita il divieto alle decisioni dello Stato richiesto.

La questione giuridica

Se l’articolo 54 della CAAS, letto alla luce dell’articolo 50 della Carta, debba essere interpretato nel senso che osta all’estradizione da parte di uno Stato membro verso uno Stato terzo di un cittadino di uno Stato terzo già condannato con sentenza definitiva in un altro Stato membro per i medesimi fatti e che abbia eseguito la pena, quando il trattato bilaterale di estradizione con lo Stato terzo limiti il ne bis in idem alle sole sentenze pronunciate nello Stato richiesto.

Principio di diritto

L’articolo 54 CAAS, interpretato alla luce dell’articolo 50 della Carta, si applica anche ai cittadini di Stati terzi e alle procedure di estradizione verso uno Stato terzo: se la persona è già stata giudicata con sentenza definitiva in un altro Stato membro per gli stessi fatti e la pena è stata eseguita, in corso di esecuzione o non più eseguibile, lo Stato membro richiesto deve rifiutare l’estradizione. Tale tutela non può essere esclusa da un trattato bilaterale di estradizione che restringa il ne bis in idem alle sole decisioni dello Stato richiesto; il giudice nazionale deve disapplicare le eventuali disposizioni incompatibili.

Norme richiamate

  • Articolo 267 TFUE
  • Articolo 50 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea
  • Articolo 54 della convenzione di applicazione dell’accordo di Schengen (CAAS)
  • Articolo 20 CAAS
  • Articolo 6, paragrafo 1, del regolamento (UE) 2016/399
  • Regolamento (UE) 2018/1806
  • Articoli 1, 3, 16 e 17 dell’accordo UE-USA sull’estradizione del 25 giugno 2003
  • Articoli 1, 2 e 8 del trattato di estradizione Germania-USA del 20 giugno 1978
  • Articolo 351 TFUE
  • Protocollo sull’integrazione dell’acquis di Schengen nell’ambito dell’Unione europea
  • Decisione 1999/436/CE

Ne bis in idem ed estradizione verso gli Stati Uniti di un cittadino serbo

La Grande Sezione della Corte di giustizia si pronuncia su un rinvio pregiudiziale d’urgenza dell’Oberlandesgericht München relativo alla richiesta di estradizione di HF, cittadino serbo, verso gli Stati Uniti. La questione nasce dal contrasto tra una precedente condanna definitiva in Slovenia per fatti in parte coincidenti e il trattato bilaterale di estradizione Germania-USA, interpretato dal giudice del rinvio come limitato alle sole decisioni dello Stato richiesto.

Fatti e procedimento principale

HF è stato arrestato provvisoriamente in Germania sulla base di un avviso rosso Interpol emesso su richiesta statunitense. Gli Stati Uniti chiedevano la sua estradizione per reati commessi tra settembre 2008 e dicembre 2013. Dagli atti risulta però che HF era già stato condannato in Slovenia, con sentenza passata in giudicato del 6 luglio 2012, per il reato di attacco contro il sistema informativo commesso tra dicembre 2009 e giugno 2010, pena poi integralmente eseguita tramite lavoro di interesse generale.

Il giudice tedesco osserva che la richiesta di estradizione e la precedente decisione slovena riguardano, almeno in parte, gli stessi fatti. Chiede quindi se il principio del ne bis in idem, di cui all’articolo 54 CAAS e all’articolo 50 della Carta, impedisca l’estradizione verso gli Stati Uniti.

Questioni pregiudiziali

Il giudice del rinvio domanda in sostanza se:

  • il ne bis in idem si applichi anche a una richiesta formale di estradizione;
  • tale garanzia valga anche per un cittadino di uno Stato terzo, non cittadino dell’Unione;
  • la presenza di un trattato bilaterale che limita il divieto di estradizione alle sole condanne pronunciate nello Stato richiesto consenta comunque l’estradizione;
  • l’articolo 351 TFUE possa proteggere il trattato bilaterale tedesco-statunitense dall’applicazione del diritto UE.

Normativa rilevante

La Corte richiama in particolare:

  • l’articolo 54 CAAS, che vieta un nuovo procedimento penale in un altro Stato contraente per i medesimi fatti quando vi sia stata sentenza definitiva e, in caso di condanna, la pena sia stata eseguita o non più eseguibile;
  • l’articolo 50 della Carta, che sancisce il principio del ne bis in idem;
  • l’accordo UE-USA sull’estradizione del 25 giugno 2003, in particolare gli articoli 1, 3, 16 e 17;
  • il trattato di estradizione Germania-USA del 1978, specialmente l’articolo 8;
  • l’articolo 351 TFUE.

Ragionamento della Corte sull’ambito dell’articolo 54 CAAS

La Corte afferma anzitutto che la nozione di "procedimento penale" dell’articolo 54 CAAS comprende anche una richiesta di estradizione, perché l’esecuzione di tale richiesta partecipa all’esercizio dell’azione penale nello Stato terzo richiedente.

Precisa inoltre che la nozione di "persona" non è limitata ai cittadini dell’Unione: l’articolo 54 CAAS, letto alla luce dell’articolo 50 della Carta, tutela "chiunque" sia stato giudicato con sentenza definitiva in uno Stato membro. La protezione non dipende neppure dalla regolarità del soggiorno nello spazio Schengen o dal fatto che l’interessato goda di un diritto alla libera circolazione.

La Corte ricorda che la finalità del ne bis in idem è garantire certezza del diritto, fiducia reciproca tra Stati membri e rispetto delle decisioni penali definitive, evitando che la stessa persona sia perseguita più volte per gli stessi fatti nello spazio Schengen.

Incidenza del trattato bilaterale Germania-USA e dell’accordo UE-USA

La Corte osserva che l’accordo UE-USA del 2003 si applica anche alle richieste di estradizione trasmesse successivamente alla sua entrata in vigore e che esso si innesta sui trattati bilaterali esistenti, senza esaurire integralmente la disciplina dell’estradizione.

Pur non prevedendo espressamente un motivo di rifiuto fondato sul ne bis in idem, l’accordo UE-USA contempla all’articolo 17, paragrafo 2, l’ipotesi in cui principi costituzionali o decisioni giudiziarie definitive vincolanti dello Stato richiesto ostino all’estradizione e il trattato bilaterale non risolva la questione. La Corte ne trae che una precedente decisione definitiva di un altro Stato membro può essere rilevante e che il trattato bilaterale non può escludere la tutela garantita dal diritto dell’Unione.

Articolo 351 TFUE

La Corte respinge l’argomento fondato sull’articolo 351 TFUE: tale disposizione riguarda solo convenzioni concluse prima del 1° gennaio 1958 o, per gli Stati aderenti, prima della loro adesione. Il trattato Germania-USA del 1978 non rientra dunque nel suo ambito. La Corte sottolinea che non è possibile estendere questa deroga alle convenzioni concluse prima dell’attribuzione all’Unione della competenza nel settore interessato.

Principio di diritto applicato e identità dei fatti

La Corte ricorda inoltre che il ne bis in idem opera solo quando vi sia identità dei fatti materiali, cioè un insieme di circostanze concrete inscindibilmente collegate. Spetta al giudice nazionale verificare se i fatti oggetto della richiesta di estradizione coincidano davvero con quelli già giudicati in Slovenia; la Corte fornisce solo i criteri interpretativi.

Decisione

La risposta finale è netta: l’articolo 54 CAAS, letto alla luce dell’articolo 50 della Carta, osta all’estradizione da parte di uno Stato membro di un cittadino di uno Stato terzo verso un altro Stato terzo quando egli sia già stato definitivamente giudicato in un altro Stato membro per i medesimi fatti e abbia eseguito la pena, anche se il trattato bilaterale di estradizione limita il ne bis in idem alle sole sentenze dello Stato richiesto. In caso di contrasto, il giudice nazionale deve garantire la piena efficacia del diritto UE e disapplicare le disposizioni incompatibili.

Come è indicizzato

Materieestradizionene bis in idemspazio schengencooperazione giudiziaria in materia penalediritti fondamentali

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