Sentenza del 11/01/2018 n. 134 - Comm. Trib. Reg. per il Lazio
Accertamento, liquidazione e controlli - Prestazioni sanitarie a mezzo di società - Interposizione fittizia - Titolarità del reddito in capo al socio - Abuso del diritto - Sussiste
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
La controversia riguardava la riconducibilità al socio dei redditi prodotti da prestazioni sanitarie formalmente rese e fatturate da una società. L'Amministrazione finanziaria sosteneva che la società fosse un mero schermo interposto, privo di effettiva struttura organizzativa e di beni strumentali, costituito essenzialmente per imputare alla società i compensi derivanti dall'attività personale del medico e ottenere un trattamento fiscale più favorevole. Tale operazione è stata valutata alla luce dell'interposizione fittizia e del divieto di abuso del diritto.
La decisione
È stata ritenuta legittima l'imputazione del reddito al medico socio, anziché alla società. La costituzione della società, quando non corrisponde a un'effettiva organizzazione autonoma e serve soltanto a fatturare i compensi per prestazioni personalmente eseguite dal socio, integra un'operazione abusiva o un'interposizione fittizia. L'Amministrazione deve tuttavia dimostrare concretamente l'assenza di una struttura reale e la riferibilità del reddito al socio.
Norme richiamate
Art. 37, comma 3, del d.P.R. n. 600/1973
Consente di imputare i redditi al soggetto che ne è effettivamente titolare quando risultano formalmente intestati a un soggetto interposto. La norma può applicarsi quando la società costituisce un mero schermo e il reddito deriva in realtà dall'attività personale del socio.
Art. 37-bis del d.P.R. n. 600/1973
Richiamato in relazione al contrasto delle operazioni prive di valide ragioni economiche e dirette a ottenere indebiti vantaggi fiscali, nell'ambito del divieto di abuso del diritto.
Massime di principio
- La mera costituzione di una società non basta a dimostrare che i ricavi appartengano alla società: occorre verificare chi svolge concretamente l'attività e chi dispone dell'organizzazione necessaria.
- Quando i compensi derivano esclusivamente dall'attività personale e professionale del socio, l'imputazione alla società può essere disconosciuta se questa è priva di autonomia organizzativa, beni strumentali e una reale funzione economica.
- L'Amministrazione finanziaria deve provare l'interposizione fittizia o l'abuso mediante elementi concreti, quali l'assenza di struttura, personale, attrezzature, autonomia gestionale o altri mezzi propri della società.
- Una società può essere fiscalmente rispettata quando svolge un'attività effettiva, dispone di una struttura autonoma e assume un ruolo reale nell'erogazione delle prestazioni; non è invece sufficiente una struttura meramente formale.
- Il fatto che l'operazione produca un risparmio fiscale non è da solo decisivo, ma il vantaggio fiscale può diventare abusivo quando è ottenuto attraverso una costruzione artificiosa priva di sostanza economica.
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